giovedì 24 marzo 2011

Venditori di enciclopedie "laiche"




Sarò pure ripetitivo ma Elio Sgreccia in arte cardinale, a me sta proprio sulla punta del naso. Nè scrissi tempo fa, quando Sgreccia auspicando l'applicazione di una "Latae sententiae" a tutte quelle donne che non avendo procreato nella classica posizione del missionario o peggio, a quelle che ricorrendo a strumenti artificiosi non si sottomettono alla morale cattolica. Tuttavia ci sta che, un gonnellato porporato, tenti anche disperatamente di redimere coloro che non la pensino in modo cattolico, quello che non ci sta, è che si tenti di far passare la sua Enciclopedia di Bioetica e Scienza Giuridica come un testo aperto al mondo laico. Si aggiunga poi la figura del professor Antonio Tarantino, uno che, ha trasformato l''Università del Salento in un altro fortino del vaticano.

mercoledì 23 marzo 2011

Pizzi e merletti




Habemus minister. Si tratta di Francesco Saverio Romano. Romano si laurea in giurisprudenza con tesi dal titolo “spunti di riflessione su progetto preliminare del nuovo codice di procedura penale" nel 1988. Portato in dote all'Udc da Totò Cuffaro, Romano è un piccolo politico di Palermo. Non avendo mai lavorato un giorno in vita sua deve la sua fama, per non avere mai pagato il pizzo, infatti grazie a un sistema molto ingegnoso: si dice sia stato lui a chiederlo alle cosche locali, arricchendosi smisuratamente. Speriamo sia altrettanto ingegnoso in agricoltura.

martedì 22 marzo 2011

Uccelli di Rovo che covano




Fuma ancora adesso la coda di Mauro Piacenza , dopo aver scritto, sull'osservatore di oggi un pezzo sul celibato sacerdotale. Vorrebbe, in cuor suo dimostrare una continuità tra il concilio vaticano secondo e l'attuale magistero pontificio. Nel suo disperato tentativo, dice che sarebbe tendenzioso e scorretto leggere questo passo tratto dal decreto Presbyterorum Ordinis, che recita: "La perfetta e perpetua continenza per il regno dei cieli, raccomandata da Cristo Signore".... tuttavia Essa non è certamente richiesta dalla natura stessa del sacerdozio, come risulta evidente se si pensa alla prassi della Chiesa primitiva e alla tradizione delle Chiese orientali, nelle quali, oltre a coloro che assieme a tutti i vescovi scelgono con l'aiuto della grazia il celibato, vi sono anche degli eccellenti presbiteri coniugati". In sostanza si raccomanda il celibato per dedicarsi anima è corpo a Dio ma non si disdegna del tutto una relazione "extraconiugale" in sintesi una trombata. E si badi bene, qualora il sacerdote cadesse in tentazione, il sacro Sinodo raccomanda a tutte le fedeli -di avere a cuore il dono prezioso del celibato sacerdotale- Insomma care fedeli non dategliela. Altrimenti siete solo delle zoccole.

lunedì 21 marzo 2011

Mitologia applicata al prossimo futuro




Il cavallo di Troia è una macchina da guerra che, secondo la leggenda, fu usata dai greci per espugnare la città di Troia. Questo termine è entrato nell'uso letterario, ma anche nel linguaggio comune, per indicare uno stratagemma con cui penetrare le difese. Lampedusa, in questo senso, sarebbe un cavallo perfetto e che l'Italia si presti ad essere Troia, non sarebbe una novità. Non vorrei che Maroni si trasformasse in un Laooconte meneghino.

domenica 20 marzo 2011

Pacifismo all'italiana




Le parole sono importanti sempre. Ma importantissime quando servano a descrivere situazioni che sono difficili da gestire e proprio per questo esigono di essere definite con particolare rispetto per cose e persone. A cercare le parole giuste in queste ore ci prova Nichi Vendola, che riunito il coordinamento nazionale del partito Sinistra Ecologia Liberta' a tempo di record (è composto da circa tre persone) diffonderà un documento d'intenti ossia: organizzare una manifestazione con l'ala pacifista "Aiutati che il Ciel ti Aiuta" oppure se tentare ancora la via del negoziato suggerita dalla frangia pacifista "Caro amico ti scrivo". L'unico ad avere le idee chiare in questo momento, pare essere Gasparri che, sul tigì uno delle 13.30 in riferimento alla Francia dichiara: "L'interventismo di alcuni non può avere ripercussioni solo sull'Italia. Non vorremmo infatti che a qualcuno, a conflitto risolto, restasse il controllo del petrolio e a noi l'invasione di clandestini". Tutto chiaro? Gasparri, con un semplice uso delle parole a cazzo di cane, ha illustrato quale sia il vero intento. Altro che parlare di diritti umani: N'to culo i diritti umani.

sabato 19 marzo 2011

In guerra o si odia o si ama




Non entrerò nel guazzabuglio dei favorevoli o contrari all'intervento militare in Libia: "In una guerra si deve odiare qualcuno oppure amare qualcuno; è necessario avere una posizione oppure non si può capire ciò che succede" diceva Robert Capa. Deve essere per questo, che mi chiedevo chi ami o chi odi Sarkozy, perchè tanto ardore da parte sua? Non sono tra quelli che vedono intrighi ovunque, tuttavia mi piace saperne di più rispetto a quanto di solito l'informazione mi propina. Sono quindi andato a vedere quali siano le maggiori industrie belliche francesi, e sorpresa, mi sono imbattuto nella DCN-Thales che secondo diversi esperti finanziari, sono un eccellente affare per il governo francese che ne detiene il 75% delle azioni. Non bastasse questo, da questo sito apprendo che l'impavido Sarkozy sempre per fare un favore all'industria bellica nazionale si immischiò nel 1994 nella vendita di tre sommergibili al Pakistan intascando (si dice) una tangente di circa 33 milioni di euro, alcuni maligni dicono siano serviti in piccola parte per la sua campagna elettorale. Non saprei voi, sarò pure cinico ma personalmente direi che le President più che "odiare" Gheddafi, ami a dismisura Luc Vigneron.

venerdì 18 marzo 2011

Minchia come sono scrupoloso




La butto li convinto che l'argomento interessi a pochi se non a nessuno: per farla breve diciamo che è una mia deformazione professionale ma che in ogni modo, coinvolge qualsiasi lavoratore. Detto questo, sono rimasto stupito dall'organizzazione che il vescovo Vittorio Lanzani, delegato della Fabbrica di San Pietro, ci illustra sull'Osservatore di oggi. La Fabbrica di San Pietro, è cosa nota, è l'istutuzione che si occupò della basilica e ora della sua conservazione, custodia e manutenzione. Al suo interno lavorano circa 80 persone, tra tecnici, architetti e operai di ogni genere. La stessa istituzione al cappio del Lanzani applica le normative sulla sicurezza dei lavoratori, come da intese stipulate solo nel 2007 con i principali istituti di previdenza. Fin qui tutto bene, ma a vedere la foto (purtroppo in bassa risoluzione) mi sono reso conto che, non tutte le misure di sicurezza vengono intraprese: operai privi di elmetti, altri privi di imbracature. Sono quindi andato a cercare quanti infortuni abbiano coinvolto lavoratori presso la città del vaticano. A svelarcelo è il professore Giovanni Rocchi, che sempre sull'osservatore romano dichiara: "Quello che possiamo dire è che, tra i refertati del 2007, duecentosette riguardavano incidenti sul lavoro". Quindi ricapitolando, si parla di 207 infortuni sul lavoro su una base a rischio di 80 dipendenti, su un totale di abitanti residenti in vaticano che non arriva a mille persone. L'ho sempre detto io, che chi di fede ferisce, di fede perisce.

giovedì 17 marzo 2011

Strumenti a fiato




Dismesse le coccarde tricolore appuntate alla giacca, da domani si tornerà tutti alla normalità. I piemontesi faranno i piemontesi i pugliesi i pugliesi e così via fino all'ultima delle regioni amministrativamente meno virtuose d'Italia. In fin dei conti l' Unità d'Italia da nord a sud è stata un successo, e a me, le parole di un vecchio saggio come il Presidente Napolitano un pochino mi hanno commosso. Inutile strumentale e infantile è quindi l'atteggiamento di Bersani che, indicando alcune assenze leghiste tenta di rovinare la festa. Ma caro mio Bersani, non credi che ognuno onori come meglio crede le sue ricorrenze? e poi che ti aspettavi la fanfara di Pontedilegno sotto l'altare della patria? Non facciamo scherzi.

mercoledì 16 marzo 2011

Pane e mortadella




Se anche la legalità e il liberismo, l'amor di patria e il nazionalismo diventano di sinistra che cosa rimarrà alla destra di questo Paese? Forse La Russa o la Brambilla? la domanda vista la confusione della sinistra, che cerca ansiosamente nuovi attaccapanni per eskimo sgualciti, inquadra una cosa molto meno detta e meno discussa: la metamorfosi della destra. I cui fondamenti politici e culturali sono sempre stati la legge e l’ordine, il decoro sociale, la disciplina, il senso dello Stato urlata a gran voce dai balconi. A conti fatti Berlusconi voleva distruggere la sinistra, ma l'ha solo frastornata, confusa, annebbiata. In tutto questo tuttavia ci sta un lato ancora peggiore: è riuscito a polverizzare la destra più moderata, tenendosi buona quella più estremista. Viva l'Italia.