C’è un dispiacere speciale nell’apprendere che Vasco Rossi è accusato di evasione fiscale, quindi d'aver sottratto denaro al fisco (cioè ai suoi fans e quindi in parte, anche me) diverse migliaia di euro. È il dispiacere di scoprire che un cantautore illuminato e a tratti geniale (penso a non siamo mica gli americani) è inevitabilmente parte di quella vecchia e insopportabile ciurma che rende invivibile questo Paese. Come se niente delle sue canzoni avesse contaminato anche lui che diceva: "C'è chi dice no! Ora qualcuno dirà che una star internazionale impara presto a conoscere misure diverse, rispetto a quelle di un normale professionista o impiegato o operaio. Che il suo approdo naturale è il mondo che è umano cercare di risparmiare qualche spicciolo, che spesso quando si è tra le stelle ci si dimentica di controllare quello che succede a terra. Ma specialmente in questo periodo, con buona parte dei giovani senza una lira in tasca, (quelli che a lui pagano i biglietti) e scaricano musica "agratis" come nè uscirà l'immagine del dannato cantautore, agli occhi dei suo fans nuovi e vecchi? Spiace dirlo caro Vasco, ma non poter dire altro che non sia risolutamente e perfino banalmente severo, lei di questo fatto magari ci scriverà una canzone addolorata e strappalacrime, ma, le tasse si devono pagare, e più si è famosi e fortunati, più si è facoltosi e ammirati, più aumenta la propria responsabilità di fronte agli altri. Vasco, se ci pensa bene, questo lo sa, quello che non sa è che io il suo prossimo cd, casomai avessi ancora voglia di sentire i suoi lamenti, lo acquisterò regolarmente.
We don't need no education. We don't need no thought control. No dark sarcasm in the classroom. Teachers, leave the kids alone. Hey, "Ratzi", leave the kids alone! All in all it's just a, another brick in the wall. All in all you're just a, another brick in the wall. We don't need no education. We don't need no thought control. We give again of the religions. Teachers, leave those kids alone. Hey, Teachers, leave those kids alone! All in all it's just a, another brick in the wall. All in all it's just a. another brick in the wall. All in all you're just another brick in the wall. Datevi da fare che la calura ci opprime.
"I beni della Chiesa non sono fini a sé stessi ma sono al servizio della comunità cristiana e dei poveri e dei bisognosi: ad affermarlo, questa mattina, l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco" Prendiamo per esempio la ripartizione dell'otto per mille. Nel 2004 leggo che dei 984 milioni di euro assegnati alla Chiesa, solo 195 vengono destinati ad opere caritative: meno del 20%, mentre la quota destinata per le esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio) è del 46,5%; del 33,6% quella per il sostentamento del clero. A proposito di sostentamento del clero, il Bagnasco intasca circa 150 mila euro netti all'anno.
Il fuoco amico tra “Libero” e “il Giornale” -si noti bene che codeste testate, non fanno capo al Belpietro o a Feltri, ma al gruppo editoriale Mondadori- renderanno particolarmente vivace la ripresa autunnale. Roba da autunno rosa, che quello rosso è solo un film. Le due "testate", e mai avverbio renderebbe meglio l'idea, si contendono appunto in questo modo il pubblico di destra, da sempre propenso a soluzioni finali cruente. “Libero” accusa “il Giornale” di essere stato debole e accomodante con la fondazione Finiana "Fare Futuro": con il titolo “Sono tutti mosci” Belpietro rileva che non solo Fini, ma l'intera fondazione "Fare futuro” è costituita da papponi e lacchè con case ereditate a sbafo in località offshore, si recano al lavoro col risciò (giusto per la rima) e come testimonia un conduttore filippino di risciò dei dintorni, ogni giorno accompagna dieci senatori Finiani alle loro dimore monegasche. "Dieci è esattamente il numero dei senatori Finiani", replica Belpietro, "e questa non può essere una coincidenza". Feltri accusa il colpo e rilancia, con il titolo “Papponi anche i lettori!” accusa di evasione anche i lettori di Repubblica, nessuno escluso. Con una favella stranamente contenuta, Feltri spiega nel suo editoriale che "chi è abituato alla pratica dell'incesto, come Belpietro, di certo non la metteranno nel culo a lui " I lettori de "Il Giornale" a questa lettura, improvvisano una ola, sicuri d'aver capito come gira il mondo.
Viviamo insieme questa irripetibile esperienza con passione politica autentica con animo casto e con la sorpresa dell’amicizia. Ci mancheremo quando verrà il tempo nuovo e ci rispecchieremo finalmente l’un nell’altro. E ci mancherà anche quello che non abbiamo vissuto assieme fra i banchi della scuola nell'adolescenza inquieta e nell'età in cui non si ama. La mia fede è la tenerezza dei tuoi sguardi. La tua fede è nelle parole che cerco.
Bondi più che un poeta pare un Buondì, tenero e molliccio, pieno di grassi saturi, capisco a questo punto pure i Finiani, di certo hanno il colesterolo a un livello di guardia.
Le aspettative nei confronti di coloro che si considerano amici, ricadono appunto nell'antro, spesso buio, di queste ultime. Solo aspettative. All'amico Caio che mi chiede, come mai l'amico Sempronio, non si sia fatto vivo nel momento del bisogno, ripeterò fino alla fine che, il dolore degli altri è sempre un dolore a metà.
Si è analizzato un campione di diverse migliaia di donne che, in uno studio durato sedici anni ha scientemente comprovato che, le donne cicliste per almeno 5 minuti al giorno, nello spazio di questo tempo sono ingrassate un chilo in meno rispetto a quelle che delle bicicletta se ne sono fottute. In compenso quelle che non hanno usato la bici, non sono incorse in incidenti mortali causati dall'uso del mezzo. Per un chilo in meno, se proprio lo desiderano, mi sentirei di consigliare alle donne d' usare una cyclette.