sabato 11 settembre 2010
venerdì 10 settembre 2010
Vi prego, scioperate a vita

Nella mia personale hit parade di quisquilie, ossia l'assoluto menefreghismo nei confronti di usi e costumi, mode e tendenze italiche, a pari merito direi che i programmi della De Filippi e Il grande fratello occupano il secondo gradino del podio. Al primo posto incondizionato, viene invece il calcio, specie quello nostrano. A questo proposito, solo pochi giorni fa, il mio amico Mario, storico magazziniere del Cagliari, mi raccontava delle sfacchinate su è giù per gli stadi di tutta Italia, ma che lui era felice così, e non si lamentava di nulla. Mi è parso quindi doveroso riportare questa notizia nazional-popolare sicuro che i giocatori di pallone, avranno il loro bel contratto rinnovato, non sia mai che facciano la fine dei precari.
giovedì 9 settembre 2010
Divulgazione scientifica

*Il blogger è un mammifero diffusissimo su tutto il pianeta terra ma a rischio estinzione. Si presenta come un normale Homo sapiens sapiens, ma a differenza di quest'ultimo, il suo habitat naturale non sono i centri commerciali; il blogger passa la maggior parte del suo tempo a trovare la giusta motivazione per mandare i normali Homo sapiens sapiens nei centri commerciali e avere quindi il totale controllo del proprio territorio. I blogger per loro natura, possono essere sia predatori che prede, ma solitamente si nutrono a vicenda vivono generalmente in vasti gruppi pur mantenendo anche a costo della loro vita, l'indipendenza. La loro attivita' non conosce orari, infatti i blogger hanno una vista che permette
una visione perfetta anche nelle ore notturne. Si svegliano pensando a chissa' quale commento hanno ricevuto e prima d'andare a dormire dopo l'ennesimo ultimo link, pensano chissà cosa avra' voluto dire quell'ultimo commento. Siamo una bella specie, ma a rischio.
*Ripubblico con notevoli modifiche
mercoledì 8 settembre 2010
Aiutiamolo

A Berlusconi non piace fare il premier, ricordo lo disse a pochi intimi poco più di un anno fa. Sorrisi per un attimo, ma non ci feci troppo caso. Ora, a distanza di tempo invece questa affermazione mi pare illuminante. Questa è forse la più umana ammissione che sia uscita dalla sua bocca. Il potere suscita euforia ma alla lunga sfianca, logora corrode. Dico davvero, provai per lui quasi pena, se non fosse che subito dopo questa dichiarazione, prese nuovamente in mano il piglio dell'euforia, rivelando il vero e più profondo senso del suo disagio: "la verità è che io non sono rimpiazzabile" è dunque è il dovere a costringerlo ai blocchi. Ora a distanza d'un anno, e con un rivale politico che ne rivendica il ruolo, sarebbe da persone sane di mente, rendersi conto di non essere indispensabili. Chi si ritiene indispensabile è una sventura per gli altri e un tormento per se stesso. E' giunto il momento d'aiutarlo, lo chiedeva a voce bassa, liberiamolo da questa incombenza, facciamolo per il suo bene ma soprattutto per il nostro
lunedì 6 settembre 2010
Sasso, carta, forbice.
Esistono giustizieri di vario tipo. Ci sono quelli che usano l'energia elettrica. Fanno parte di quei giustizieri meno attenti all'ambiente, vivono nel capitalismo più sfrenato, comprano petrolio dall'Iran e sono spendaccioni. Ci sono poi i giustizieri da vecchio West, usano il cappio e risparmiano qualche soldo, che poi devono comunque investire in biada per cavalli che trainano i carri da sotto i piedi del condannato. Pure loro comprano petrolio dall'Iran ma sono meno legati alle tradizioni. I giustizialisti avanguardisti preferiscono la chimica, usano siringoni letali, ma per produrre quei veleni, bruciano quantità enormi di petrolio, comprato in Iran. I più rumorosi dei giustizieri, usano la cara vecchia polvere da sparo, una pallottola dritta nel cranio e il condannato muore sul colpo, usano grandi quantità di petrolio iraniano e sono la seconda potenza economica mondiale. Infine esiste la cara vecchia lapidazione, in uso a chi di petrolio ne vende a quasi tutti i precedenti stati presi in analisi, ma che per usanza non spreca energie non rinnovabili, e si affida a più ecologici sistemi. Dove sta la differenza, se non in un approccio culturale diverso. Sempre di condanne a morte si parla. Sono certo e lo dico. La faccenda Sakineh, non mi provoca più sdegno rispetto ad altri tipi di condanne a morte, non mi spiego clamori a senso unico.
domenica 5 settembre 2010
Pelo nello stomaco

Tra gli sport che seguo con maggiore interesse, ci sta di certo il motociclismo. Sono stato io stesso un pessimo centauro, uno scavezzacollo che già, se ora sto quì a scrivere, non credendo ai miracoli, è un gran culo. Non voglio parlare dell'incidente accaduto oggi nel gran premio di San Marino, ma dell'aspetto antropologico delle persone, specie dei colleghi del povero motociclista travolto e ucciso. La questione è questa: durante la gara propedeutica alla categoria regina, ossia dove corrono le "prime donne" tra cui i vari Rossi, Stoner, Pedrosa ecc. ecc. un pilota cade -come tante volte capita- ma con l'aggravante del fatto che, viene investito da altre due moto che lo seguono a breve distanza. La cosa è grave e si capisce subito. L'ambulanza parte, e nel frattempo partono pure i big, i campioni di sportività. Tutto nella norma, lo show come si dice deve continuare. Se non fosse per un piccolo dettaglio. Alla fine della fiera, infatti i motociclisti big s'affrettano a indossare i panni addolorati di chi è venuto a conoscenza di una tragedia solo alla fine della gara, tutti tranne uno, un certo Lorenzo, -secondo sul podio- e che dichiara: si ho saputo della morte del povero Tomizawa. prima della partenza. Qualche giornalista si è poi affrettato a spiegare che non si può per legge, annunciare televisivamente la morte di chicchessia prima di informarne i familiari. A mio parere il pilota è morto sul colpo, o da lì, poco c'è mancato. I tempi tecnici per informare i familiari di Tomizawa non c'erano, o se c'erano avrebbero di certo ritardato la partenza dello show. Mi chiedo: ma il pilota Lorenzo è sprovveduto o sincero? e gli altri piloti a quale categoria appartengono, a quella degli ingenui o viceversa degli ipocriti.
sabato 4 settembre 2010
Fuoco amico

Ci siamo quasi. Domani dopo l'intervento di Fini a Mirabello, la destra italiana capirà che è effettivamente possibile governare e opporsi allo stesso tempo, purché il dosaggio tra i due ingredienti siano sempre in armonia. Il futuro dirigente ideale del Pdl potrà quindi essere un colonnello di An che, sia stato almeno per qualche giorno anche un ex partigiano, frequenti i salotti buoni del bilionare, ma che in autunno sia pure in grado di preparare le molotov per le manifestazioni di piazza. Diceva John Galsworthy: esiste una sola regola per gli uomini politici di tutto il mondo: quando sei al potere non dire le stesse cose che dici quando sei all'opposizione. Se ci provi, tutto quello che ci guadagni è di dover fare quello che gli altri hanno trovato impossibile.
venerdì 3 settembre 2010
Sviluppi sullo sviluppo
giovedì 2 settembre 2010
Stato e fede

Tra le attività quotidiane, -che svolgo con una certa incostanza- ci sta quella di dare uno sguardo al sito Open parlamento.it. Quello che mi ha colpito anche stavolta è un DDL, il 2237 -Norme per la regolazione dei rapporti tra stato e la congregazione Cristiana dei testimoni di Geova- è l'assoluta incompatibilità tra fede e stato, eppure l'articolo 8 della costituzione parla chiaro: "Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano". Quì mi viene da sorridere, la confessione Cattolica Cristiana sappiamo bene quanto cozzi e sia in contrasto con i diritti civili di ogni cittadino, sanciti dalla costituzione. Vediamo quindi, solo per citarne una, in cosa la congregazione dei testimoni di Geova sia in contrasto con l'ordinamento giuridico italiano. Ebbene, a ogni testimone di Geova è assolutamente vietato partecipare alla vita politica, quindi anche semplicemente presentarsi alle urne per esprimere il suo voto. Ricordo che l'articolo 48 recita in una sua parte: "Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge" Sono sempre più convinto che tra stati e religioni non vi sia nulla da regolamentare, se non le distanze da tenere l'uno dall'altra.
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