Nonostante sia passato sotto la lente d'ingrandimento dei sempre attenti Redattori, il post di Galatea sul conformismo femminile, mi ha coinvolto per altre ragioni, e per questo ho deciso di commentarlo pure io:
Era il 9 febbraio 1970, Ratzinger aveva appena 42 anni. "Pieni di timor di Dio - scrissero i nove teologi - poniamo la questione della situazione d'emergenza della Chiesa. Le nostre riflessioni riguardano la necessità urgente di una riflessione e di un approccio differenziato sulla legge del celibato della Chiesa. Siamo convinti che ciò sia necessario al più alto livello ecclesiastico". Lo ha rivelato ieri la Sueddeutsche Zeitung, riportando il contenuto della missiva. Ora che Ratzinger* ha raggiunto il più alto livello ecclesiastico, si potrebbe dire che la carriera clericale comporti una "perdita di contatto con la realtà della vita d'oggi". Parole sue quindi del vicario o sicario (a seconda dei punti di vista) di cristo.
I festeggiamenti per l' Unità d' Italia rischiavano di essere routine istituzionale e occasione convegnistica. O poco più. Grazie alla "irreale" Ferrari presentata oggi, abbiamo invece l'occasione unica, e forse irripetibile, di trasformarli in una grandiosa festa politica oltre che sportiva e fortunatamente super-partitica. Mi chiedo se la sinistra italiana al completo, la destra risorgimentale (liberale e post-fascista), quello che resta della borghesia laica e repubblicana di questo Paese se ne rendano davvero conto. O se già nella bagarre su chi debba condurre la Ferrari al posto di Alonso, si facciano i nomi di Gimmy Garibaldi, (vincitore della ultima mille miglia con partenza da Quarto) o di Pier Luigi Gramsci (secondo nel campionato Kartistico Sardo) o magari da Benito Ciano, promessa dell'automobilismo moderno e campione della "Soluzione Finale" gara di autoscontro all'ultimo sangue.
Nel player soprastante ci sta la dichiarazione di Fini. Non mi aspetto che vi sorbiate tutto il pippone finiano riguardo l'appartamento di Montecarlo e la possibilità che, se fosse risultato effettivamente del sig. Tulliani cognato di Fini, lo stesso Fini avrebbe dato le dimissioni per "coerenza istituzionale" dalla Presidenza della Camera. Ora al netto della strumentalizzazione perpetrata dal Pdl su questa vicenda, non ci piove che sempre per "coerenza istituzionale", Fini dovrebbe a questo punto lasciare l'incarico. Strano a dirsi, ma non lo fa, chi lascia invece l'aula durante la risposta di Frattini è l'intero Pd. Un'altra occasione persa per Bersani & co. di fare capire alle persone, da che parte stanno.
L' altra sera esco da lavoro, -dal solito cinema- salgo in auto e accendo la radio. Prima notizia: il presidente del Consiglio dice che siamo "sull' orlo della guerra civile". Seconda notizia, il Consiglio superiore della magistratura dichiara che il presidente del Consiglio è "un pericolo per la democrazia". Giuro che iniziavo a pensare sul dove rifugiarmi, dove portare mio padre cavaliere ottantaquattrenne dipendente delle partite di coppa Italia. Ma dai finestrini della mia macchina non vedevo passare carri armati o gipponi della polizia, e il silenzio della sera non era rotto da colpi, scoppi o incendi da molotov, pure il mio benzinaio di fiducia mesceva benzina a un euro e 50 in tutta serenità. Tanto è vero che, dieci secondi dopo, avevo già cambiato canale e guidavo sereno ascoltando Fabri Fibra. Questo può significare due cose. La prima: accadono cose orribili e viviamo giorni tremendi, ma per abitudine o per cinismo non ce ne rendiamo più conto. La seconda: non viviamo affatto cose orribili e giorni tremendi, ma anche la musica aiuta. So solo che entrambi sono equivoci. Per questo capita che ascolto Fabri Fibra.
Quando una persona è stanca di svolgere una data attività, non la si può ostinatamente costringere nel reiterarla. Non è corretto e anzi alla lunga diviene reato. Una sorta di stalking nei confronti di quei bloggers che hanno chiuso la loro attività devo ammettere d'averlo compiuto pure io -in ordine- con Raser e Il Laicista, ma poi mi sono reso conto che era inutile, le loro motivazioni, nei rispettivi post con bandiera bianca, erano inoppugnabili: "Si chiude per aver detto tutto quanto si aveva da dire". Non capita altrettanto con Arci, lui di cose da dire non lamenta assenza, piuttosto si amareggia di non essere riuscito nel suo intento, denunciando che la stupidità è invincibile e il suo blog-antistupidità ha fallito. Ora lo chiedo a titolo di cortesia: si vada da Arci e gli si chieda argomentazioni più motivate rispetto al modo "stupido" con cui intende chiudere.
Dopo il duro lisciabusso del papa sulla immoralità della politica italiana, tramite il fido Bagnasco, la Santa Sede ha reso noto il risultato degli incontri odierni di Benedetto XVI. Agli stilisti italiani ha proposto una serie di suoi schizzi nei quali corregge alcune tendenze gravemente errate. Perché, per esempio, insistere sugli spezzati e non puntare sul ritorno degli abiti in gabardine? basta con il taffetà, sempre attuale il tweed a patto che sia accostato a scarpe in morbido vitello, assolutamente no al ritorno dell'eskimo. Subito dopo è stata la volta della Federidraulici, le dure critiche sulle allusive forme delle rubinetterie da Bidet, sono state compensate dalla benevole attitudine della Santa Sede nei confronti del ritorno del classico sciacquone a catenella. Nel successivo messaggio per la 45/a giornata delle comunicazioni sociali, il Santo padre ha criticato duramente gli utilizzatori di falsi profili, bene invece you porn e Meetic chat.
Al ######6101, risponde Michele Santoro. Il premier invece è raggiungibile al ######0431. Allo 02.6749871 risponde l'istituto "Carlo De Martino" per la formazione al giornalismo di Milano, caldamente consigliato a Belpietro e Santoro. In alternativa si suggerisce a Santoro e Berlusconi di sentirsi privatamente: ora non ci sono scuse, i numeri per farlo, li hanno.