Lo spotting è la variante pubblicitaria del reato di stalking. Riguarda tutti quegli spot pubblicitari che vanno in onda più di venti volte al giorno e hanno contenuti di particolare efferatezza, tipo la banca dove i clienti ballano per la felicità appena entrati nell'atrio, l'assicurazione che illumina le vittime di una catastrofe con un raggio miracoloso, la scema che cammina a piedi nudi sul tetto delle macchine, la ninfomane che rinuncia volentieri alle mutande ma non al suo orologio, l'idiota che canta un allegro motivetto perché mangia lo yogurt, e altre situazioni di demenza sociale proposte come momenti edificanti. Tra le pene che proporrei per questo reato, particolarmente odioso, ci vedrei l'obbligo per tutti i dipendenti dell'agenzia pubblicitaria imputata di recarsi ogni mattina in questura mimando davanti agli agenti lo spot di loro ideazione. Uno dei più celebri e pagati copy milanesi ha dovuto ballare nudo sul tetto di una Volante, cosparso di yogurt, cantando "amo la mia banca" e ferendosi con una roncola per attirare la benevolenza della sua compagnia di assicurazione. Subito contattato dalla radio del Papa, ha dichiarato: "Per il prossimo spot, l'utente finale Enel, la prenderà come al solito nel culo, ma questa volta senza preservativo".
Se tutto diventasse “normale, civile, democratico”, su cosa appunteremmo i nostri “impellenti bisogni di critica”? Concordo con lui, per questo da qualche post concentro la mia critica a qualche palmo oltre il mio naso, perchè se è vero che il nostro è un "paese" di merda, vero è, che qualche puzza arriva con il vento maestro, lo faccio a modo mio: Gli intellettuali francesi attendono con preoccupazione la sentenza a Rio dell'ex terrorista Cesare Battisti, e si sono offerti di scrivere loro, una frase a testa, il capitolo conclusivo dell'ultimo romanzo del latitante, lasciato incompiuto. Dai tempi in cui definirono Bologna "capitale mondiale della repressione" (la definizione fu di Felix Guattari e Maria Antonietta Macciocchi dopo avere pagato 25mila lire per un piatto di tortelli in brodo, nel 1977), gli intellettuali francesi non hanno smesso di occuparsi della grave situazione del nostro paese. Due i principali capi d'accusa che da Parigi muovono a Roma: non avere ghigliottinato il re dopo il referendum, o almeno Aldo Moro dopo il rapimento, e la totale assenza, nella Costituzione, di norme specifiche in favore degli scrittori di noir. L'ex capo di un gruppo armato alternativo, Gilberto Curcio meno noto del fratello Renato, si proponeva di abbattere lo Stato con assalti all'arma bianca. Fu arrestato mentre caricava una colonna dei carabinieri con la sciabola sguainata. Ancora oggi sostiene che la lotta armata fu sconfitta a causa della mancanza di una cavalleria efficiente. Evaso dall'Asinara grazie alla complicità di un secondino che non sopportava più i suoi racconti di duelli, è rifugiato a Parigi e scrive libretti d'opera di grande successo, quasi tutti musicati da Bernard-Henri Lévy. Ha aperto una piccola libreria sulla riva della Senna, specializzata in pubblicazioni sulle armi da taglio, molto frequentata da macellai, maître di ristorante e chirurghi. L' unico ex terrorista italiano molto malvisto dalla comunità intellettuale di Parigi è Furio Treccani perché ha aperto una pescheria invece di una piccola libreria. Ricchissimo grazie alle ostriche, gentile con tutti, ha cercato di farsi benvolere dedicandosi alla letteratura, ma i suoi racconti sulla pesca sono di pessima qualità e le poche copie stampate, sistemate tra le cassette di calamari, hanno un odore disgustoso. Soltanto Bernard-Henri Lévy, per solidarietà, ogni tanto ne acquista una per incartarci le cozze. Treccani, fallito come scrittore, ha provato a ripiegare sulla correzione di bozze, correggendo i dattiloscritti degli altri latitanti. Ma è così negato che non si accorge dei refusi e anzi aggiunge di suo pugno gravissimi svarioni, imbrattando i fogli con schizzi di nero di seppia. Gli intellettuali francesi, assieme alle gilde dei pescivendoli, ne chiedono insistentemente l'estradizione. In Italia ci si deve turare il naso, ma sia chiaro, la puzza è planetaria.
Ovvio che sto invecchiando. Guardo le foto di Sarkozy e Carla Bruni che flirtano in un bar, penso che si tratta del presidente dei francesi e della prima signora della Repubblica e sento che - almeno per i miei gusti - c’è qualcosa che non quadra. Lui sembra un attore di cinema d’azione in declino (troppi giubbotti, troppi occhiali neri), lei sembra proprio Carla Bruni. Qualcosa non collima con l’idea che mi ero fatto del potere e perfino della politica. Ho sempre detestato le cravatte e improvvisamente ne vedrei bene una al collo di lui. Non mi è mai piaciuta la fredda supponenza delle istituzioni, adesso mi dà fastidio la nonchalance con la quale la signora passa dall’Eliseo alle campagne pubblicitarie. Terribile anche l’idea che nella storia tra i due siano determinanti i messaggini, come nei film di Muccino. Vivendo si impara che nella forma c’è anche sostanza. La destra, di diverso e di interessante, avrebbe nei suoi geni un rispetto per la forma che alla sinistra, più scamiciata, manca. Siamo sicuri che questo Sarkozy sia davvero di destra? Non sarà uno dei tanti sessantottini riciclati?
La sagoma del giovane black-block vestito di nero che lancia una molotov si staglia sullo sfondo di una città disseminata di roghi fumanti. È l'immagine-simbolo della nuova collezione primavera-estate degli stilisti Sardi Podda&Gaviano che vestono i black-block da diversi anni. Il gesto estetico, per i black-block, è tutto. Secondo alcuni storici di area black-block Lenin fece la Rivoluzione russa al solo scopo di farsi fotografare con il pizzetto appena rifilato mentre arringa la folla, della quale gli fregava assai poco. Scopo dei black-block è dunque attendere che un gruppo di idioti chiamino il loro meeting con il fatidico nome G8, fosse pure una riunione di condominio, o di vecchi e rincoglioniti rettori, che consentano alle loro sagome scure, davvero elegantissime, di stagliarsi su uno sfondo fumante mentre il loro amico li fotografa. Nei loro provini al computer, alcuni black-block si ritraggono mentre lanciano una molotov, avendo sullo sfondo Hiroshima o il bombardamento di Dresda, che li eccitano moltissimo.
"Fini oggi compie il peggiore attacco laicista della storia repubblicana". Per poter seguire in prima persona le notizie sulla questione bioetica, nel Partito delle libertà , il premier Berlusconi ha interrotto un baccanale con danzatrici del ventre, gladiatori e schiave vergini in corso a Palazzo Grazioli. Si è poi informato su quale dei 3.200 giornalisti dei suoi quotidiani, settimanali e telegiornali fosse finalmente riuscito a mettere in difficoltà Gianfranco Fini. Quando ha saputo che si trattava di Luca Volontè, li ha licenziati tutti, confidando ai suoi collaboratori che è assurdo pagare tutta quella gente per qualcosa che si può avere gratis.
Per la maggior parte dei contemporanei, la cui vita non è più legata al ritmo dei campi, l’alba è un’acquisizione piuttosto tardiva. Si è constatato che tra i (pochi) regali della maturità c’è l’accorciarsi del sonno, non faccio ancora parte dei beneficiari, quindi nei rari giorni in cui mi capita, mi sono chiesto, chissà se sono "i pensieri"che pretendono di più, come dicevano i nostri vecchi, o più banalmente il corpo che pretende di meno. Così ci si sveglia presto. E si beve il caffè guardando la notte scemare, e il giorno che nasce. Questa alba, quella di cui sto parlando, mi fa tornare in mente quanto sia diversa da quella attesa al termine della notte, svegli, febbrili, che in genere è l’alba dei giovani, dopo la discoteca o il pub o amori notturni e quasi sempre rimandati. Quella è un’alba distonica, ci si arriva stazzonati, con lo sguardo pesante e le caviglie gonfie. È un’alba conclusiva, e dunque perde il suo umore segreto e miracoloso, che è quello dell’inizio, del rinnovamento, del risveglio simultaneo del mondo e di noi altri, che cerchiamo con tanta fatica di assecondarlo. Tra queste due albe, quella di chi si è appena alzato dal letto e quella di chi va a dormire, c’è naturalmente dibattito. E se sono sicuro del fatto mio (cioè: sono sicuro che partecipare all’alba al risveglio sia molto meglio che prenderla di petto dopo una notte insonne), cerco però di mantenermi attento anche alle albe altrui. Del resto a chi non è capitato, d'aspettare in spiaggia il sorgere del sole, ma rivolti dalla parte sbagliata.
È partito il Giro d'Italia, con un giorno d'anticipo perché era impossibile riuscire a tenere fermi i ciclisti sovreccitati. Parecchi, con le narici fumanti, sono scattati direttamente dalla loro stanza d'albergo, inutilmente inseguiti dal concierge che sventolava il conto. Alcuni, dopo il traguardo della prima tappa a Venezia, hanno proseguito a nuoto raggiungendo il continente e hanno percorso a piedi in due giorni l'intero tracciato del Giro. È stato impossibile effettuare i controlli antidoping perché le provette esplodevano pochi istanti dopo essere state riempite. Inevitabili le polemiche sui nuovi cocktail di farmaci che, malgrado la raffica di squalifiche, continuano a circolare liberamente. Le tecniche di doping sono variegate e molteplici, per esempio gli anabolizzanti quelli di vecchia generazione aumentavano la muscolatura in modo troppo evidente, gli anabolizzanti di nuova generazione, per ovviare all'inconveniente, agiscono sull'altezza e non più sulla larghezza. La squadra tedesca Ratzifunken, lo scorso anno di altezza media, quest'anno è formata da ciclisti sui due metri e 70, filiformi, con biciclette enormi, scarpe numero 50 e borracce ricavate da scaldabagni. Il direttore sportivo Georg Ratzinger ha chiesto agli organizzatori barriere paracolpi di gommapiuma all'ingresso delle numerose gallerie lungo il percorso. Altra tecnica in via di sperimentazione pare essere l'ipnosi: Consiste nel convincere il ciclista, che le salite non esistono, sono solo discese osservate da un altro punto di vista. E dunque possono essere affrontate con un rapporto lunghissimo, a velocità sostenuta. Lo scalatore spagnolo Gibernau, con questo sistema, ha scalato lo Stelvio alla media di 123 km all'ora urlando "vado più forte di mio fratello nella moto gp". Purtroppo, per il fenomeno detto 'inversione psichica', ha poi percorso la discesa molto lentamente, sbuffando e piantandosi sui pedali, ed è stato raggiunto dal gruppo. In realtà il problema di queste corse è l 'assenza dei parafango sulle ruote, e se i ciclisti ne escono sporchi, non è per loro colpa. Poi mi dicono che non sono uno sportivo.
Secondo un sondaggio, alla domanda "Come mai non comperi subito un'automobile nuova?" il 70 per cento risponde "Piuttosto m'impicco" e il 30 per cento "Perché non te le comperi tu, invece di rompere le balle a me?". Gli esperti sospettano che avere già tre macchine pro capite possa sconsigliare di acquistarne una quarta, e che una delle ragioni che penalizzano il mercato sia da individuare nell'impossibilità di guidare due macchine contemporaneamente. Ciononostante, governi e industria sono disposti a tutto pur di rilanciare le vendite di automobili. Molto vantaggiosi gli incentivi per la rottamazione, che possono arrivare fino a duemila euro se si rottama un'auto appena acquistata. Duemilacinquecento se la rottamazione avviene ancora nella vetrina del concessionario mentre l'acquirente ingoia le chiavi ricevute in consegna. Il governo pensa di estendere gli incentivi anche agli elettrodomestici e agli oggetti di casa: il bonus più allettante è stato ottenuto da un imprenditore leghista che ha dato alle fiamme il capannone con dentro tutti i dipendenti extracomunitari, la villetta a schiera completa di mobili, vestiti, tv e badante dei suoi anziani genitori.
Come sempre più spesso avviene, le dispute sulla forma e le urla dei contendenti finiranno per celare la sostanza. Che è particolarmente dura, ma anche particolarmente semplice: la lista dei ministri e dei sottosegretari del governo italiano è stata o non è stata condizionata da favori sessuali? Se sì, lo scandalo sarebbe enorme in qualunque democrazia. Se no, lo scandalo non esiste e va archiviato subito. Il resto è un guazzabuglio neanche troppo divertente di moralità assortite e di complicità ghignanti. E così, alla fine, vedrete che dovremo fare a meno anche di quel "sì" o di quel "no". Non la verità, che è materia quasi astratta, ma la realtà sarà ancora una volta sottratta a quel che resta della pubblica opinione. Dei costumi sessuali del maschio Alfa del Paese, come di quelli di chiunque, non mi importa nulla. Non riesco neanche a giudicare i miei, figuratevi quelli degli altri. Ma mi importa moltissimo, invece, sapere se qualche ministro o qualche sottosegretario è stato nominato senza altro merito che un pedaggio sessuale pagato al potere. È una domanda che esprime soltanto l’istinto democratico basico, l’abc della correttezza istituzionale. Peccato vederla sparire dal dibattito