lunedì 10 gennaio 2011

Dei metodi




Consuocero, cognato, figlio della sorella della moglie… le cronache dei casi legati alle miserie ravvivano l’eterna diceria delle parentele italiane, quelle di qualsiasi rettore e pure quelle del magistrato che lo fronteggia. E’ una famiglia allargatissima quella tradizionale del Sud, che estende generosamente la propria influenza benefica fino a congiunti molto lontani. Il fenomeno è già stato ampiamente descritto in sociologia. Questo perdurare trionfale e tentacolare della "famiglia" è insieme causa ed effetto dell’arretratezza civile del nostro meridione. Non stupiamoci, per tutti quelli che come noi hanno profittato di questo.

La retta via



Manco il tempo di scorrere le notizie e track, Ratzinger ha di che dire su: "un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei". Si tratta dell'educazione sessuale, che a suo dire là dove è imposta la partecipazione, si trasmettono concezioni della vita contrarie alla fede e alla retta ragione. Quindi prima di entrare in una scuola e iscriverci i figli, per evitare discussioni indesiderate sul senso della vita, ci toccherà informarci sugli orientamenti religiosi e morali dei docenti. Ecco sconfessata la oramai famosa apertura del Pope sui preservativi. Amen.

domenica 9 gennaio 2011

Tentazioni


Botte da orbi




Non mi accoderò alla già lunga e nutrita schiera di persone coagulate su FB a portare solidarietà nei confronti di Mario Adinolfi. Mi limiterò solamente a rispolverare quanto disse Sallusti su il Giornale in occasione della famosa duomata a Berlusconi: "Casini e il Pd sono i mandanti morali" corre un brivido lungo la schiena pensando che chi pronunciava quelle parole era il vicedirettore del primo giornale governativo italiano e che solo qualche settimana fa disse: "io vorrei che qualcuno ora picchiasse Adinolfi. L' unica via per tutti è quindi tornare a valutare il senso delle parole, che sono il nostro pane quotidiano, per quanto pesano e per quanto dicono davvero. C' è solo una cosa più faticosa che leggero o ascoltare le parole degli altri: leggere e ascoltare le proprie parole.

sabato 8 gennaio 2011

Fulminato sulla via




In genere non esprimo mai i miei stati d'animo, ma dal momento che mi trovo nell' impossibilità oggettiva d'attivare anche un solo neurone, abbiate pietà di me: commenti e post almeno per altre 24 ore, saranno frutto di questo stato e non è detto che bastino; vi terrò aggiornati, anche se non sembra, sento una responsabilità verso chi mi legge.

Un Silvio




Supponiamo che il nostro compito sia di attraversare un fiume; non lo realizzeremo senza ponti né barche; fino a quando la questione del ponte o delle barche non sia risolta, a cosa serve parlare di attraversare il fiume?

Mao Tze Tung

venerdì 7 gennaio 2011

Pessimi consigli anche i miei



Non è affatto detto che un giornale debba avere una rubrica "Lettere al direttore". Anzi a ben vedere, sarebbe il caso che alcuni direttori come Marco Tarquino, sconfessassero e allontanassero come la peste tali gogne. Per esempio, non è mica facile rispondere ad un lettore disperato per la separazione dalla moglie e dalla famiglia. Un lettore che, come tanti ripudiati per X motivi, nell'ordine, si è ritrovato senza casa, senza figli, senza soldi e solo con la fede, e che legge Avvenire, può sentirsi rispondere quanto segue: "con la stessa passione e con ancora maggiore delicatezza, trasmetta a suo figlio i valori in cui crede, le convinzioni che ha rafforzato, il senso della sua esperienza. Non rinunci, insomma, a essere padre, e padre cristiano" . Tarquinio e la moglie dove la lascia? e i figli? e se il suo corrispondente non fosse più desiderato, -come lui stesso dice- dalla sua famiglia per gravi motivi nei quali pure i cattolici incappano? Guardi è molto meglio che faccia come Ezio Mauro o Scalfari: scriva una cazzatta alla domenica e via, ricordando il ritornello facile facile: la gente da' buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.

Il premier ornitologo




"La femmina costruisce da sola il nido, mentre il maschio, dopo l'accoppiamento, esegue voli acrobatici per attirare altre femmine" Deve essere questa la ragione per cui Berlusconi ha preso a cuore il destino dei colibrì ospitati a Trieste. Il presidente ha detto: "Me ne occuperò personalmente" e io, in questo caso ho fiducia in lui.

giovedì 6 gennaio 2011

Ellamadonna



Non so bene in quale contesto, con quale faccia con quale goliardia o pittoresco dialetto, il concorrente del GF 11 abbia attentato alla sacralità dell'icona Mariana nel corso del famoso reality-show. Ero all'oscuro di tutto, giuro, guardavo una edizione restaurata di "Mazzabubù... Quante corna stanno quaggiù?" , e figurarsi se cambio canale. Ma so per certo, anzi per certissimo, che il cattivo gusto resta tale a prescindere che si bestemmi contro un cane Allah o la Madonna. Quello che ha attratto la mia attenzione sul caso, è la risposta del direttore di "Avvenire" a una sua commentatrice. Il Tarquinio, sostanzialmente accusa l'indulgenza con la quale il concorrente è stato riammesso al programma, ricordando quanto succede ai cristiani nei paesi islamici. Non si capisce bene, se il direttore vorrebbe una esecuzione capitale nei confronti del blasfemo, o se si accontenti di una espulsione. Lui fa il suo lavoro, e siccome lui come tanti è ipocritamente convinto di essere brava gente, e siccome le conduttrici dei programmi "popolari" portano al collo fior di crocifisso, dondolante tra le tette, ecco che perfino dal carnaio cinico di un reality-show troviamo la maniera di estrarre la moraletta, l’angolino virtuoso, l’attimino edificante. Il cattivo gusto dovrebbe essere allontanato con infamia. Il capro espiatorio funziona sempre. Fa sentire puliti gli altri: se non per l’eternità, almeno per due o tre puntate.