Di rientro dall'ufficio, come mia abitudine ripasso le mie letture preferite un occhio ai miei link e uno sui giornali online. Ciò che su tutto più risalta, sono le questioni su pedofilia e clero. Ma oggi campeggia una nuova notizia e davvero sarà curioso conoscere le posizioni clericali sul tema dei matrimoni gay. A questo giro, Bertone o chi per lui avrà il pudore e il buonsenso di tacere o come al solito un'adunanza di soli maschi e vecchi rincoglioniti, soliti mantenere a debita distanza le donne e i giovani, con l’evidente aggravante che qui le donne sono istituzionalmente escluse dal sacerdozio, e un giovane per diventare vescovo deve prima smettere di essere giovane e vergine di deretano. Oppure chi in sostanza dovrebbe portare nel mondo la voce di Dio, ma espelle dal proprio corpo funzionale oltre la metà dei viventi che sono le donne e la porzione più attiva e portatrice di novità della società rappresentata dai giovani sputerà ancora una sentenza? Alla luce degli ultimi fatti, chissà se avranno la faccia da culo di pronunciarsi soprattutto su una questione, l’eros, che è certamente più congeniale agli esclusi giovani e donne a volte omosessuali, che agli inclusi maschi anziani spesso pervertiti tenuti al voto di castità.
"Dobbiamo organizzare una reazione forte. C'è in gioco l'Italia", all'indomani dei ballottaggi il rustico Bersani appena finito di ingurgitare una piadina, ha stabilito che la sinistra "deve tornare tra la gente". Tra gli uomini più vicini al segretario ci si inizia ad accusare su chi di loro avesse il compito di avvertirla. Conscia delle difficoltà di questo ritorno tra la gente, la sinistra italiana, in tutte le sue correnti e correntone , sta studiando le misure appropriate. Tra le prime idee regalare al partito un obice anche usato, passo successivo donare a Bersani una camicia rossa e un megafono da cui urlare un più completo: Quì o si fa l'italia o si muore. Su dove puntare idealmente l'obice la gente di sinistra un'idea l'avrebbe, anzi non aspetta altro.
Oggi a colazione in un bar, la barista mi ha chiamato "signorino". Sempre oggi, un blogger mi ha considerato un infante. Sono in un limbo di gioia e dolore e per non molestare la mia serenità, ho evitato di mandare a fare in culo entrambi.
E dunque, ciò che non è riuscito ai feroci comunisti mangiabambini è riuscito a una folla di chierici fuori controllo di ogni ordine e grado. A rimetterci le penne, per non pronunciare altre parti anatomiche sono stati in larga misura i figli di una borghesia di certo più vicina al centro destra che non ai temutissimi comunisti. Fatta questa anticipazione scontata ma indispensabile, poi vi dirò perchè, stavo tranquillamente trangugiando il mio pranzo della domenica, quando mi sento parlare di questa giovane parente e appena divenuta mamma, che si è sentita rifiutare il nulla osta al battesimo della sua bimba dal parroco della suo paese, questo perchè non regolarmente sposata. Sentita la vicenda ho avuto un sussulto, ma poi non mi son stupito più di tanto, nel mentre però mi è venuto in mente che, la giovane parente ha sempre manifestato la sua poca simpatia per la chiesa e il clero, arrivando a definirsi atea. Altro mio sussulto, poi un baleno mi ha illuminato. La giovane mamma di certo è nata e cresciuta in una famiglia cattolica borghese di centro destra, poi col tempo ha sviluppato una sua identità diversa e si è allontanata da quella cultura, alleluia. Ma cosa l'ha riportata a chiedere in ginocchio un nulla osta per un battesimo? il timore di dio, la superstizione o la borghesia che l'ha originata? Le responsabilità vanno ripartite tra clero e devoti o finti tali.
Solo ieri, a confermare l'irrazionalità umana, e mia personale in primo luogo, ero pronto a epurarmi con queste parole: "Come una vecchia musicassetta rivoltata più volte anche io mi sono smagnetizzato. Stono e mi si allungano le vocali. Per non parlare del fruscio che oramai ha preso il sopravvento sulle sonorità. Non mi rimane che pigiare pausa e ringraziarvi per i bei balli suonati assieme". Come da mia abitudine era tutto pronto; avevo l'immagine giusta e pure la colonna sonora di contorno, abbastanza lacrimevole da intenerire chiunque avesse letto il mio requiem. Cosa quindi mi ha fatto cambiare idea, se non il fatto che ci avrei perso e tanto io stesso. Perso in termini di crescita e conoscenza (per scrivere si deve prima conoscere) senza nessuna altra velleità, scrivere innanzitutto è un piacere personale non una routine, quella in cui spesso noi blogger cadiamo dentro a piè pari, divenendo monosillabi e ripetitivi, rimescolando la cacca per farne uscire nuove fragranze, ancor più tendenti al nauseabondo. Sia chiaro, questa è una autocritica, la mia irrazionalità auto-flagellante, dovrebbe tenere al riparo chiunque invece aspiri a carriere da grande romanziere, saggista, o peggio di giornalista. Ma non ci riesco. I blog erano altra cosa, nascevano come diari personali, erano vivide le esperienze dell'interlocutore che si leggeva, si capiva il suo stato d'animo. Tutto questo si è perso, nel migliore dei casi ci si è trasformati in buone, passabili o ottime testate giornalistiche e come queste fredde, asciutte e tendenziose. In mezzo al mazzo mi ci metto pure io, ma senza piagnistei. Questa, chiamiamola comunità, potrà ancora dire tanto, ma solo se ci si scrive con il sentimento che si dedicherebbe al proprio diario personale.
"Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare"
La religione le vorrebbe così, in un prossimo futuro il termine “donne”, fonte nei secoli di infiniti equivoci, verrà sostituito a norma di dogma dal termine “mamme”, che almeno fa luce una volta per tutte perché mai queste curiose creature figurino tra gli esseri viventi. Già pronte le variazioni al lessico corrente: "Stasera esco a cena con una mamma", "Ho visto un film di Tinto Brass, era pieno di mamme nude!", "mamma al volante pericolo costante", "Dietro un grande uomo ci sta sempre una grande mamma", "Chi dice mamma dice danno", "Quello è un casanova è pieno di mamme", e così via fino alla noia. A proposito dove sono finite le Donne, quelle vere capaci di smuovere mari e monti, in difesa dei loro diritti, questo loro silenzio mi preoccupa, mica ci abbiamo dato una costola per nulla.
In una convention segretissima, convocata tramite rintocchi di campane dalle basiliche di tutto il mondo e tenutasi nella foresteria del vaticano, i pochi cardinali presenti hanno affrontato la grave situazione determinata dall'ascesa irresistibile della libido in numerosi sacerdoti sadomaso. Gridando fortissimo per coprire il coro a cappella, appunto nella cappella di fianco mentre i sagrestani in un angolo contavano carriole di monete, Tarcisio Bertone si è chiesto con franchezza se lo sforzo di modernizzazione della chiesa cattolica non stia subendo qualche ritardo. L'egemonia dell'associazione no profit Stupratori&Killer s.a.s è vissuta con crescente fastidio. Mentre a Sodoma, le inculate le si dava via come il pane. Sentite queste parole, l'affiliato di Milwaukee monsignor Rembert Weakland si alza in piedi piccato e in uno slang tipicamente statunitense dice: "the Italian usuals that cry, we with the deaf-mute go very well". Bertone entusiasta abbraccia l'affiliato e sussurra, si trovino altre categorie di persone poco attendibili, il mondo ne è pieno.
C' è un uomo paralizzato che vuole morire. C' è un altro uomo paralizzato che vuole vivere. La differenza fondamentale tra i due è che l' uomo che vuole morire non può. C' è una donna stuprata che vuole partorire e un'altra donna stuprata che vuole abortire per non morire dentro di sè. In entrambe i casi, la religione cattolica, si schiera a difesa della vita, e non alla sua qualità. Si può continuare a vivere stuprati fin dall'infanzia, e nutrire una fede immensa ringraziando di non essere stati buttati giù da una Rupe Tarpea, come neonati inadatti non alla vita, ma alla religione.