"Gli investimenti tecnici del settore Exploration & Production (9.486 milioni di euro) hanno riguardato essenzialmente gli investimenti di sviluppo (7.478 milioni di euro), realizzati prevalentemente all’estero, in particolare in Kazakhstan, Stati Uniti, Egitto, Congo e Angola". Bene, questa è la situazione. La principale compagnia energetica italiana ha riposto nelle mani di tiranni oramai in disuso, il suo fabbisogno energetico. Se ora Putin non fa una scorreggia nei gasdotti italiani, una buona parte di polentoni (con affetto parlando) staranno a scaldare gli "osei" con i vituperati accendini d'importazione cinese.
Lavorare il 17 marzo è una corbelleria dice col suo vocione La Russa. Senza entrare nel merito delle corbellerie, vediamo quindi in quali altre occasioni l'italiano tipo, mette plaid e cestino da pic nic nel cofano: Oltre alle festività tradizionali di ogni fede, la cui somma è di 164 giorni all'anno, si celebrano, digiunando, tutte le date più significative del trionfo di una qualunque causa religiosa. Dalla battaglia sul Piave allo sterminio dei valdesi, dalla nascita di Verdi alla morte di Moana Pozzi, dall'11 settembre all'affondamento del Rex, voluto da Dio perché uno dei due cuochi di bordo era omosessuale, e soprattutto era omosessuale anche il nostromo. Si capisce quindi la necessità di individuare almeno una decina di giorni all'anno in cui si possa andare a lavorare e mettere qualcosa sotto i denti. Il mio non è antipatriottismo ma semplice constatazione.
Un anonimo mi scrive sul post "In quel gennaio ti ho incontrato per l'ultima volta". Dice: "Non cè nessun modo per vivere senza dolore. Meglio farselo amico". Troppo intelligente e scaltro come commento anonimo, tanto è che ho risposto all'anonimo chiamandolo per nome. Spero tanto di non sbagliarmi, ma se anche fosse, mi resta per me e per lui una smisurata preghiera.
Ristabilito l'amore degli italiani nei confronti del proprio inno nazionale (a tanti è servito un giullare per conoscerne le parole) anche gli stati maggiori della Lega, hanno capito che il Và pensiero Verdiano non poteva fare presa sui nordici cuori italiani. Non bastava un timido librettista*, appartenente alla corrente neoguelfa, per etichettare il Và pensiero, uno dei simboli musicali più importanti del Risorgimento, come celebrazione alla campagna federalista. Si consiglierebbe quindi a Bossi ma anche a Maroni, (musicista di buon livello) di lasciare perdere quartine e decassillabi e passare alla musica pop. Suggerirei un "Angelo azzurro" di Umberto Balsamo, di cui riporto un passaggio certamente attraente per il cosiddetto popolo padano.
"Se sei tu l'angelo azzurro questo azzurro non mi piace la bellezza non mi dice le parole che vorrei quanti baci e tradimenti lacrimoni e pentimenti fan di te una donna sola che da sola resterà "
Come minima integrazione al post di Malvino, ripropongo le ultime eco provenienti dall'isola di Ventotene: "Sei tu che devi aderire al mio partito", "Sì, ma solo dopo che tu hai aderito al mio", "Aderisci prima tu", "No, aderisci prima tu", "Io aderisco solo dopo che ha aderito lui", "Perché non dici di aderire a tua sorella?" come si può osservare, le correnti interne erano già ben presenti nel 1941.
La prende davvero male L'Avvenire, la notizia relativa al crollo delle presenze in classe durante l’ora di Religione, per non parlare poi della stoccata sui professori in aumento con tanto di certificazione vescovile. Si ricorda infatti che per accedere all'insegnamento della materia, non si devono preparare noiosissimi concorsi e vincerli, ma è sufficiente un calcio in culo dalla curia diocesana di zona. "Gli oltre 26mila insegnanti di religione, al pari degli altri insegnanti, sono retribuiti dallo Stato Italiano. Il costo annuo a carico dello Stato per la loro retribuzione è stato pari a circa un miliardo di euro".
Sulla scia dei titoli di giornale del tipo: "Siamo tutti come Silvio", in molti del Fli si devono essere convinti che riunirsi al clima spensierato e socievole incarnato dal presidente del Consiglio sia molto più redditizio. Per loro pare sia già pronto il kit "libertè e fanculo l'egalitè" pensato dal premier in persona. Comprende un enorme scatolone dal quale può uscire qualunque cosa: ballerine di flamenco, travestiti, miss Universo, marinai ubriachi, capre e capri espiatori. Luca Barbareschi entusiasta per il dono, si dice pronto a ripartire con la trasmissione Il Trasformista.