lunedì 2 agosto 2010

Penne a sfera


Leggere o scrivere qualcosa di utile è il mezzo migliore per affrancarsi dalle passioni e per farsi forte contro la sventura perchè, fra tutte le occupazioni umane, non ve ne è di simile utilità.

Giovanni Da Salisbury

domenica 1 agosto 2010

"Tutturu" senza movimenti




Non c'e pace. Ma ci sarebbe a condividere questo morire al buio e rinascere alla luce. Questo penso. Che ho quarant'anni che mi faccio vecchio, che i giorni mi passano scivolando via come la pioggia, che la vita è un soffio, che la strada è in salita, che il corpo cede il passo, che anche le illusioni cercano scialuppe oramai alla deriva, che non c'è più il tempo e domani è peggio ecc. ecc. Si doveva vivere a ritroso, nascere con l'esperienza dei vecchi e morire con l'inconsapevolezza dei bimbi, che alla morte non danno nessun peso.

sabato 31 luglio 2010

Energia sporca




Ho letto con interesse e ammirazione del progetto dell'associazione “Efrem” (Energy Freedom) che ha illustrato durante l'incontro incentrato sull'energia fotovoltaica, l'idea con la quale la "Chiesa africana possa iniziare a produrre “attività economiche artigianali e non, destinate a dare e produrre risorse e occupazione...." il "non" in questo virgolettato risulta essere il chiaro messaggio, infatti l'articolo prosegue con queste parole: "Ultima, ma non meno importante, la possibilità di diffondere l’evangelizzazione con i mezzi di comunicazione di massa quali DVD, internet, messaggi di natura radiofonica e televisiva." C’è solo un aspetto che non mi è chiaro: l' Africa a meno che non si faccia riferimento a qualche atlante di età Augustana appartiene agli Africani. Ma il progetto clericale non sembra particolarmente turbato da questo dettaglio: si parla dell'Africa come del cortile di casa, se fossi Africano, non potrei fare a meno di considerare con fastidio questo aspetto. A volte basterebbe molto poco per evitare di sembrare prepotenti: basterebbe almeno chiedere se si è graditi.

giovedì 29 luglio 2010

mercoledì 28 luglio 2010

Svastichella



Il nomignolo di “Svastichella”, a leggerlo e a sentirlo, lascia di stucco. È il nome di un nazista ma anche il nome di un giullare. Ha una origine sventurata e irreparabile, che suggerisce lo sterminio, ma contemporaneamente goliardico quasi carnevalesco, rivela razzismo e omofobia. Questa capacità, tutta italiana, di rendere cialtrona anche la tragedia è perfettamente espressa dall'Alessandro Sardelli alias Svastichella, condannato in primo grado alla pena di 7 anni per il ferimento di una coppia di omosessuali all'uscita di una discoteca all'Eur quando poi si scopre che è “seminfermo di mente” dunque ha sempre evitato la galera. Ora che lo hanno beccato alla guida di una organizzazione dedita allo spaccio di droga, spero che la sua psiche sia riabilitata, almeno quel minimo per fargli assaporare non dico come ci si senta in un lager, ma almeno come ci si sente da prigionieri.

martedì 27 luglio 2010

Sesso senza filtro




Al Fiuggi Family Festival si è parlato di rivoluzione telematica e dei rischi delle nuove tecnologie informatiche in mano ai minori. Personalmente, non mi convincono per nulla, gli adulti che si preoccupano per quanto un adolescente possa vedere o non vedere sul suo smartphone o pc domestico. Che la pornografia aumenti il rischio di diventare videolesi è cosa nota negli ambienti clericali e non, fortunatamente meno nota, in quelli in cui tra genitori e figli si parla più spesso di sessualità e di come affrontarla. Se questo non avviene non si vede perché si debba rivalere sui produttori delle "merci" di cui i loro figli hanno abusato. Non sono le nuove tecnologie il problema, ma i nuovi genitori ancorati al vecchio.

lunedì 26 luglio 2010

Eucarestia ai cani: non è la prima volta.




Sono giorni d'estate in cui la calura raccontata da Guccini pare nulla in confronto. Ma che ci siano persone pronte a scatenarsi contro un parroco che ha concesso l'eucarestia a un cane meticcio è segno evidente che a scaldare gli animi, più che le temperature estive, ci pensano i chierici. Trapper è un buon cane, non ha mai morso nessuno, mai divorziato, mai abortito, insomma un cane fedele.

domenica 25 luglio 2010

Stupidi eroi leghisti




Era la notte tra l'otto e il nove maggio 1997 quando il "Commando" denominato: "Serenissimi" occupava Piazza San Marco a Venezia. I "campanilisti" in azione i cui leader Gilberto Buson e Cristian Contin furono condannati a sei anni e fecero pure galera, che fine hanno fatto? Quando sento parlare i leghisti di oggi, ripenso a questi sfigati, quelli che "il teròn ci ruba il minestron" capaci di costruirsi un autoblindo nel fienile, talmente ingenui da farsi arrestare in nome di un ridicolo secessionismo. Cosa fanno ora che vedono il loro capi in televisione con la cravatta verde per strizzare l' occhio a casa, e la giacca blu l'auto blu il cielo blu, per rassicurare gli italiani? Uno ha tutto il diritto di essere contro l' unità d' Italia, Ma dirlo e non dirlo, pensarlo e non pensarlo, farlo e non farlo, come dimostra quotidianamente lo stato maggiore leghista, è proprio una furbata all' italiana. Signori Buson e Contin, Barison e Peroni, Menini e Faccia, sig. Viviani, vi hanno almeno titolato una piazza? siete o non siete voi i veri stupidi, ma pur sempre eroi di una inesistente padania.

venerdì 23 luglio 2010

Bucarest solo ritorno




Non saprei voi ma a me, la parola "propaganda" ogni volta che la sento mi puzza di vecchio, di termine naftalinico, d'inchiostro al piombo di balconi arrugginiti, di piazze gremite, ti tivù a due canali, di logge massoniche di infima specie. Insomma un vocabolo da affidare sotto chiave all'accademia della crusca solo per mantenerne la memoria. Mi risuona ancora in mente, forse perchè dopo una lunga chiacchierata, con il mio collega Gabriele appena trasferitosi in Italia dalla sua ex sede di Bucarest, ai suoi racconti sulla Romania non riuscivo ad associare altro. Per lui invece sino all'89' era cosa normale che la tivu, fosse solo pubblica e dal palinsesto limitato ad un telegiornale era cosa scontata che i suoi viaggi fossero limitati al blocco sovietico. Mi dice: Solo nell'84 mi resi conto dopo l'arresto di un mio fratello che qualcosa non andava. Con la mia solita curiosità gli ho chiesto cosa avesse fatto. E lui: Ascoltava Radio Free Europe. Ecco a volte per capire meglio a cosa non si può rinunciare, si devono ledere le libertà di chi, da troppo per scontato di meritarsela a vita.