venerdì 18 febbraio 2011

In quel gennaio ti ho incontrato per l'ultima volta



Genova, 18 febbraio 1940. Che deve esserci un modo di vivere senza dolore.

I costi della catechizzazione




La prende davvero male L'Avvenire, la notizia relativa al crollo delle presenze in classe durante l’ora di Religione, per non parlare poi della stoccata sui professori in aumento con tanto di certificazione vescovile. Si ricorda infatti che per accedere all'insegnamento della materia, non si devono preparare noiosissimi concorsi e vincerli, ma è sufficiente un calcio in culo dalla curia diocesana di zona. "Gli oltre 26mila insegnanti di religione, al pari degli altri insegnanti, sono retribuiti dallo Stato Italiano. Il costo annuo a carico dello Stato per la loro retribuzione è stato pari a circa un miliardo di euro".

Carta de Logu /2


giovedì 17 febbraio 2011

Mutanti




Sulla scia dei titoli di giornale del tipo: "Siamo tutti come Silvio", in molti del Fli si devono essere convinti che riunirsi al clima spensierato e socievole incarnato dal presidente del Consiglio sia molto più redditizio. Per loro pare sia già pronto il kit "libertè e fanculo l'egalitè" pensato dal premier in persona. Comprende un enorme scatolone dal quale può uscire qualunque cosa: ballerine di flamenco, travestiti, miss Universo, marinai ubriachi, capre e capri espiatori. Luca Barbareschi entusiasta per il dono, si dice pronto a ripartire con la trasmissione Il Trasformista.

mercoledì 16 febbraio 2011

Altre definizioni disponibili




"Finché si va a votare per soddisfare gli interessi individuali vincerà sempre la destra, il cui legittimo mestiere è dare voce agli egoismi. Il giorno che si tornasse a votare per il bene comune, per un’idea di società, allora la politica tornerebbe ad appassionare, e la sinistra a vincere". Ecco una definizione, magari scellerata che definisce al meglio la differenza tra destra e sinistra.


martedì 15 febbraio 2011

Vento alla schiena



Tra luccichini sanremesi e barconi africani che affondano, il reale supera l'immaginazione e così mi capita di ripescare una vecchia roba: la pubblico senza (spero) retorica alcuna.

Noi e voi
a dimenticare che siamo solo uomini
voi sulla gomma a sprofondare nell' onda
noi ad aspettare e contare quante manette possano servire
voi che la cresta dell'onda è troppo alta e vi nasconde il sogno
chi negherà che siamo uomini comuni
e nulla ci appartiene

Il pesce puzza dalla testa




Berlusconi a processo il sei aprile. Peccato, bastava anticiparlo al primo per poterci ridere su.

lunedì 14 febbraio 2011

Tutti alla giostra del feudo



Il capro espiatorio è una figura sacra. Guai a chi lo scredita: il suo sacrificio rituale assorbe e rappresenta il bisogno di purificazione della comunità intera. Benvenuto, dunque, al Festival di Sanremo, che ogni anno, alla vigilia di primavera, sale sull'altare dell'informazione a prescindere da tutto e tutti. Lui è il capro che buono e umile, si lascia sgozzare tra fiori e ingiurie. Per una settimana si parlerà quindi solo di cantanti e conduttori, vallette e ospiti vecchi e nuovi e Vecchioni che da cantautore stanco della sua nicchia, dedica un brano ai giovani che protestano, per poi subito dopo dichiarare: "punto sulla quantità e non più sulla qualità" (minchia che messaggio ai giovani) e il festival è un'ottima vetrina". Questo è il piglio giusto e come da sempre capita, il pubblico delle esecuzioni assisterà cinico alla stecca, alla battuta loffia e cacchio come sarà felice, per una settimana intera, come in una giostra medioevale, offerta dal marchese del Feudo non dovrà che applaudire o fischiare.

domenica 13 febbraio 2011

Tutte in mutande, si d'ordinanza




Erano un milione di donne più un uomo. Questo potrebbe essere il titolo della manifestazione di oggi in decine di piazze italiane. Sia chiaro, ogni manifestazione democratica, è lecita e auspicabile quando il dissenso ha bisogno di indicare un errore e una soluzione per la sua rimozione. Tuttavia, mi chiedo quante tra quelle donne abbiano manifestato "liberamente" il loro dissenso, verso il metodo condannabile e largamente utilizzato da sempre: "quello del facile successo e del tutto e subito" e non verso altre donne che al pudore hanno anteposto la carriera infischiandosene della morale e di tutto il suo contorno. Considerando come buona la prima ipotesi, non capisco perchè si sia aspettato tanto tempo per scendere in piazza, come le allora benpensanti sostenitrici della legge Merlin. Se fosse buona la seconda possibilità, allora la disperazione è ancora più grande, ci troveremmo dinanzi una folta schiera di donne spesso casalinghe (con tutto il rispetto per la categoria) che, sfruttate dai loro mariti, non hanno mai visto in questo, una vaga forma di prostituzione.