venerdì 14 gennaio 2011

Un giudice




Il nomignolo di “Svastichella”, solo a leggerlo e a sentirlo, lascia di stucco. È il nome di un nazista ma anche il nome di un Giullare. Ha un'origine terribile, che evoca lo sterminio e allo stesso tempo una confezione quasi sarcastica, da maschera popolare, Svastichella come Pulcinella o Pantalone. Oggi "Svastichella in arte", Sardelli Alessandro nella sua miserabile vita, si è visto ridurre la pena per il pestaggio ai danni di una coppia omosessuale nel 2009. E' già da molti anni che il razzismo e l’omofobia sono materia da marciapiede, pestaggi, coltellate a chi capita, ma in fondo solo per tirare la serata. Questa capacità, tutta italiana, di rendere insignificante anche la tragedia è perfettamente espressa dallo Svastichella, e da quei giudici che per condannare nomi meno ridicoli, e finalmente avere un momento di gloria, s'affannano a indagare -anche questo va fatto- sui falsi in bilancio.

giovedì 13 gennaio 2011

mercoledì 12 gennaio 2011

Sempre allegri si deve stare




Ha molta fortuna, tra gli italiani, l' idea che alla radice di ogni nostra sventura o magagna ci sia un "complotto". Gli avvocati del premier, in formazione tipo sei in piedi e cinque accosciati, amano attribuire a un "complotto dei giudici" anche le multe per divieto di sosta. I procedimenti ancora in corso a carico di Berlusconi, per i quali lui si sente tranquillo, sarebbero un complotto. Rarissimo è il caso di qualcuno che, dopo una sommaria indagine, individui in se stesso "il mandante delle proprie cazzate"


martedì 11 gennaio 2011

Come ti curo le piaghe da decubito




Prendiamo in esame tre semplici parole di uso comune e vediamone il significato. La prima è palliativo, il Sabatini Coletti riporta: Rimedio apparente e temporaneo, adottato per fronteggiare un problema, ma inadeguato a risolverlo definitivamente. La seconda è dolore: Sensazione fisica che dà pena, che provoca malessere. La terza, medicina: Scienza che si occupa delle malattie, della loro cura e prevenzione. Detto questo vorrei vedere in faccia gli studenti che dovessero iscriversi a questi corsi di laurea: "Medicina palliativa e Medicina del dolore" Ci deve essere qualcosa di guasto in me, se non capisco che senso abbia questa ostinata battaglia clericale nell'indottrinamento delle persone. Che deve esserci un modo di vivere senza dolore, ma anche di morire dignitosamente.

lunedì 10 gennaio 2011

Dei metodi




Consuocero, cognato, figlio della sorella della moglie… le cronache dei casi legati alle miserie ravvivano l’eterna diceria delle parentele italiane, quelle di qualsiasi rettore e pure quelle del magistrato che lo fronteggia. E’ una famiglia allargatissima quella tradizionale del Sud, che estende generosamente la propria influenza benefica fino a congiunti molto lontani. Il fenomeno è già stato ampiamente descritto in sociologia. Questo perdurare trionfale e tentacolare della "famiglia" è insieme causa ed effetto dell’arretratezza civile del nostro meridione. Non stupiamoci, per tutti quelli che come noi hanno profittato di questo.

La retta via



Manco il tempo di scorrere le notizie e track, Ratzinger ha di che dire su: "un'altra minaccia alla libertà religiosa delle famiglie in alcuni Paesi europei". Si tratta dell'educazione sessuale, che a suo dire là dove è imposta la partecipazione, si trasmettono concezioni della vita contrarie alla fede e alla retta ragione. Quindi prima di entrare in una scuola e iscriverci i figli, per evitare discussioni indesiderate sul senso della vita, ci toccherà informarci sugli orientamenti religiosi e morali dei docenti. Ecco sconfessata la oramai famosa apertura del Pope sui preservativi. Amen.

domenica 9 gennaio 2011

Tentazioni


Botte da orbi




Non mi accoderò alla già lunga e nutrita schiera di persone coagulate su FB a portare solidarietà nei confronti di Mario Adinolfi. Mi limiterò solamente a rispolverare quanto disse Sallusti su il Giornale in occasione della famosa duomata a Berlusconi: "Casini e il Pd sono i mandanti morali" corre un brivido lungo la schiena pensando che chi pronunciava quelle parole era il vicedirettore del primo giornale governativo italiano e che solo qualche settimana fa disse: "io vorrei che qualcuno ora picchiasse Adinolfi. L' unica via per tutti è quindi tornare a valutare il senso delle parole, che sono il nostro pane quotidiano, per quanto pesano e per quanto dicono davvero. C' è solo una cosa più faticosa che leggero o ascoltare le parole degli altri: leggere e ascoltare le proprie parole.

sabato 8 gennaio 2011

Fulminato sulla via




In genere non esprimo mai i miei stati d'animo, ma dal momento che mi trovo nell' impossibilità oggettiva d'attivare anche un solo neurone, abbiate pietà di me: commenti e post almeno per altre 24 ore, saranno frutto di questo stato e non è detto che bastino; vi terrò aggiornati, anche se non sembra, sento una responsabilità verso chi mi legge.