martedì 30 dicembre 2008

Pallottole




Non so se sia un modo ottimista oppure cinico per concludere l' anno. Ma ho provato a pensare che i morti e i feriti gravissimi che regolarmente capitano per i botti scriteriati e le pallottole vaganti saranno, in rapporto alla potenza di fuoco dispiegata su tutto il territorio nazionale, davvero pochissimi. Che cinque o sei incidenti mortali sulle strade ogni giorno, considerando il numero di ubriachi e di farabutti al volante, siano quasi un miracolo. Che delitti, violenze e catastrofi, se rapportati alla massa enorme dei rischi ai quali siamo esposti, alla nostra imprevidenza, alla nostra scelleratezza e alla nostra tendenza a prevaricare sugli altri, siano un prezzo fisiologico da pagare, e neanche troppo esoso. Ho provato cioè, per salutare il 2008, a ragionare esattamente al contrario di come ragionano normalmente i media, e per riflesso noi opinione pubblica. Dare importanza alla normalità e sottrarne all’eccezione, all’incidente, alla sciagura. Continuo a domandarmi se sia ottimismo o cinismo. O spirito di sopravvivenza. Auguri.

sabato 27 dicembre 2008

Aria vecchia




Neanche il Natale, con la sua solenne sospensione delle attività ordinarie, riesce a dare tregua alla maniacale presenza dei politici nelle nostre case. I giornali non escono, ma i telegiornali, con un accanimento che ha del perverso, vanno imperterriti a snidare l’onorevole Gasparri o l’onorevole Calderoli nelle loro case. Sono senza giacca e cravatta, diciamo senza abito di scena, e una zoomata della telecamera rivelerebbe senz’altro briciole di panettone sul maglione appena trovato sotto l’albero. Si capisce benissimo che hanno altro per la testa, il sorriso esprime una mite ebbrezza da spumante e da brindisi domestico, lo sguardo è velato dalla tipica patina post-prandiale, si intuisce che il capitone è a mezza strada nel suo tragitto tra esofago e intestino cieco. Eppure, con un’abnegazione che rasenta il masochismo, rilasciano dichiarazioni sulla situazione politica, che ovviamente è identica a quella del giorno precedente e similissima a quella dell’indomani. Nessuno li ascolta. Tutti, a casa, guardano il maglione e si chiedono se è un regalo di mamma o di zia. Calderoli ha detto che o si fa il federalismo o il governo cade. Probabilmente era la dichiarazione registrata di qualche Natale scorso. La politica mi puzza ogni giorno di più.

martedì 23 dicembre 2008

Tombola




Si deve essere ottimisti, diamo pure fondo alle nostre esigue casse, a feste finite lo Stato si farà carico dell'assistenza psicologica ai consumatori rovinati. Troppo costoso mettere un camper davanti a ogni banca per soccorrere i clienti collassati, lo Stato telefonerà direttamente a casa dei cittadini. Un disco preregistrato con la voce di Tremonti leggerà le cifre del debito pubblico, voce per voce, dimostrando che il dramma personale del singolo consumatore non è niente di fronte alla catastrofica voragine che sta per inghiottire l'intero paese. Già sperimentato, pare che il sistema sia ottimo: rincuorato, il cittadino sul lastrico si libererà dei sensi di colpa e correrà felice a sputtanarsi al solito poker o tombolata di fine anno, i pochi spiccioli rimasti.

domenica 21 dicembre 2008

Uno a zero


"Grazie Moni"



La decisione della Fiat di puntare tutte le sue carte future sui modelli economici pone gli analisti di fronte a una serie di interrogativi. Il primo: come farà la Fiat ad abbandonare i modelli di lusso, non avendone mai prodotto neanche uno?
Il secondo: come sarà possibile, per gli automobilisti italiani, acquistare macchine ancora più economiche della Uno di cartongesso, con motore a corda, che vinse nel 1983 il Premio Gandhi per la vettura più umile del pianeta? La risposta è più semplice di quanto non si immagini: basta guardare i parcheggi dei docenti nelle varie scuole italiane. Si parte dalla Punto Mk, (mobilità kappao) è l'auto ideale per i tempi di crisi. Alimentata a legna, ospita nell'abitacolo una caldaia, un camino e una grossa cesta per i ciocchi più ingombranti. Deve il suo nome al fatto che rimane disponibile solo un posto, quello del guidatore. Molto rilevante il risparmio energetico durante l'estate: la vettura sarà una vera e propria fornace e il guidatore dopo pochi chilometri è costretto a scendere e proseguire a piedi, ma vista la stagione, potrà di certo recarsi alla spiaggia più vicina.

mercoledì 17 dicembre 2008

Ok l'evasione...




Mentre osservo le manifestazioni a difesa del lavoro, e dei salari,che vedono in prima linea praticamente tutto il comparto dei dipendenti pubblici vessati da tagli e tornelli, non posso fare a meno di notare come questa finanziaria non abbia scatenato l’ira di liberi professionisti e di imprenditori a vario titolo. Stranamente
le corporazioni dei carburatoristi e degli anestesisti, le gilde dei salsicciai e delle merlettaie, le logge degli elettrauto e degli armaiuoli, la confraternita dei gioiellieri e altre associazioni professionali sono misteriosamente silenti. Mai tempi di “vacche magre” furono per loro tanto graditi. Eppure solo una categoria denuncia un reddito medio inferiore a quello degli idraulici. Si tratta dei neonati. Gli idraulici si giustificano sostenendo che le loro fatture, regolarmente emesse, non possono essere consegnate al cliente perché compilate dietro un water o sotto un bidet, e dunque impresentabili. Se si facesse un rapido calcolo,si scoprirebbe che se i tagli di capelli fatturati fossero quelli effettivi, gli italiani dovrebbero avere, in media, capelli lunghi un metro e mezzo e barba da fachiro.Il record di evasione appartiene al mio barbiere che ha fatturato, in dieci anni, solo una manicure, però a metà tariffa perché effettuata su un monco. In Italia, nel 2008, sono state fatturate solo dieci operazioni di plastica alle labbra, tutte intestate alla Parietti.Poiché risulta che le italiane con le labbra rifatte sono circa due milioni, ne deriva che le operazioni in nero sono la quasi totalità. Intanto Brunetta dei "ricchi e poveri", continua con i suoi assoli.

domenica 14 dicembre 2008

La parola giusta




Consuocero, cognato, figlio della sorella della moglie… le cronache dei casi legati alle miserie ravvivano l’eterna diceria delle parentele italiane, quelle di qualsiasi rettore e pure quelle del magistrato che lo fronteggia. E’ una famiglia allargatissima quella tradizionale del Sud, che estende generosamente la propria influenza benefica fino a congiunti molto lontani. Il fenomeno è già stato ampiamente descritto in sociologia, e in qualche modo, bene ha fatto Napolitano a sottolinearlo. Questo perdurare trionfale e tentacolare della "famiglia" è insieme causa ed effetto dell’arretratezza civile del nostro meridione. L’egemonia del cognato, la prevalenza dello zio, la fortuna del consuocero sono direttamente proporzionali alla debolezza del cittadino e, specularmente, dello Stato. Ci si affida ai propri cari in mancanza di altri riconosciuti strumenti di tutela e di auto-affermazione. E quando si rinfaccia al giudice, o al critico, o al nemico politico, la stessa colpa, è quasi automatico azzeccarci: quasi chiunque, in Italia e soprattutto al Sud, ha almeno un nipote o una cognata nell’armadio.

venerdì 12 dicembre 2008

Pigne in testa




Quando ero ragazzino, a Natale all’interno della pineta sul lungomare si potevano osservare decine di famigliole, segare amabilmente qualche ramo sufficientemente dritto da poterne ricavare un dignitoso alberello. Non ricordo, se fosse anche allora la crisi economica, o la del tutto inesistente cultura del verde pubblico a far compiere tali scellerati gesti. Tuttavia la festa delle radici cristiane, nella quale si celebra la decisione di Maria di portare a termine la gravidanza, è stata via via distorta lungo i secoli dalla propaganda di sinistra, che ci ha aggiunto la stucchevole retorica della miserabile capanna. Nella realtà storica, Gesù nacque in una confortevole capanna a schiera condonata (con angolo di cottura e posto-asino, a soli dieci minuti da Arcore centro) e la sua famiglia non era affatto povera, solo vessata dai giudici. Bene l'albero, indiscusso simbolo celtico, purché si evitino gli orribili abeti di plastica made in China, meglio a questo punto un ramo segato dalla pineta. Male il bue e l'asinello che alludono alle unioni di fatto, malissimo il presepe napoletano, con tutti quegli sfaccendati che stazionano per due settimane nel muschio e nella bambagia senza produrre reddito. Ma poiché viviamo in un´epoca bulimica, nella quale ogni festività, diventa quantità da ingurgitare, e ogni assaggio indigestione, come è mio solito la vivrò sobriamente, non certo purificato, amo sentirmi moderatamente contaminato perché ritengo che vivere e contaminarsi (e consumarsi, perché non dobbiamo essere avari) siano quasi sinonimi.

martedì 9 dicembre 2008

Il vero scandalo




Che Bossi disprezzi l’inno nazionale e il tricolore non solo non è una novità. È anche un’ovvietà. Un partito secessionista non può che detestare la nazione che opprime la sua nazioncina, reale o virtuale essa sia. Eppure i giornali sono zeppi di discussioni, polemiche, approfondimenti sulla riforma della giustizia: come se il "caso" di cui preoccuparsi fosse quello, e non già la presenza nel governo romano di ministri leghisti che, giurando fedeltà alla Costituzione, sono oggettivamente spergiuri, perché il loro fine dichiarato è distruggerla nel suo presupposto fondante, che è l’unità del Paese.Poco importa se la riforma viene approvata in cambio del federalismo.Di questo scandalo nessuno discute più, è uno dei tanti strappi politici, delle tante rotture istituzionali che il centrodestra è ormai riuscito a farci trangugiare, anno dopo anno. Tanto che lamentarsene è diventato insopportabilmente ripetitivo, noioso perfino per chi ripete la sbobba della propria indignazione o del proprio stupore. Le parole della denuncia sono consumate, non c’è un solo dettaglio del nostro disgusto che non sia risaputo, sono concetti, sono parole che esprimiamo con crescente fatica, sempre le stesse, sempre più scontate, sempre più inutili. E' arrivato il giorno, anche se per sfinimento, che chi ha ragione comincia a credere di avere torto. E un partito spergiuro sembra una ragionevole componente della scena politica.

sabato 6 dicembre 2008

Smargiassi




L’adolescenza è un’età di tentativi, non tutti consapevoli, non tutti fortunati. Questo l' ho intuito neanche troppo tempo fà , quando a ripensare alla mia e a quella dei miei coetanei inquieti e muti, pericolosi e in pericolo. Non tutti "smargiassi", (parola allora in uso al posto di bulli ) non tutti a rischio, però diffidenti del buon senso dei grandi, questo sì. E avidi di esperienze, questo pure, e con i sentimenti tesi a tutto tranne che alle raccomandazioni dei nostri genitori. Se però oggi i frequenti (e non nuovi) deragliamenti dei ragazzini sembrano destare un’angoscia speciale, e il cosiddetto bullismo figura sui giornali come un fenomeno quasi contagioso, forse è perché qualcosa è cambiato, radicalmente cambiato, non tanto nelle piccole e volubili società dei minori, assembramenti occasionali e veloci, quanto nella grande e edificata società degli adulti. Vacilliamo nel ruolo di autorevoli indecisi, di amichevoli incapaci, nel timore di ripetere modelli di tante vecchie famiglie, che credevano di esaurire nel divieto e nella durezza il compito faticosissimo dell’amore. Pure, qualcosa di differente dovremmo provare a dire, e a fare. Tirarli per le bretelle, magari, i nostri inermi bugiardi, e dirgli “aspetta, prova ad aspettare”. Inutile fornirgli degli strumenti che ne accelerino la crescita.


mercoledì 3 dicembre 2008

Parole zoppe




La cosa disperante è l’assoluta e irrimediabile incapacità, nel riempire il termine. Non c’è politico di sinistra che non sbandieri il suo “riformismo”.Purtroppo è una spiegazione che non spiega niente. Termine di immediata comprensione quando serviva a distinguere, dentro la sinistra, chi voleva fare il socialismo nei campi e chi invece voleva farlo in Parlamento, oggi riformista è la parola più generica, zoppa e vuota dell’intera scena politica. Con rare eccezioni (il Papa, i Pooh, Vincenzo Mollica e pochi altri) non esiste in Italia chi non si dica riformista. "Sa, io sono riformista" è diventato il “gong” di qualunque discussione, e poiché l’interlocutore subito risponde "anch’io", ma cinque minuti dopo, litigano con la bava alla bocca su ogni possibile argomento, se ne deduce che la parola è del tutto insignificante se lasciata desolatamente sola. Del resto anche "riforme", che le dà origine, è appena un contenitore vuoto dentro il quale ciascuno può metterci quello che gli pare. Ci sono le riforme liberali, quelle socialiste, quelle in favore dei poveri come le Social Card e quelle in favore dei ricchi che sono quelli che le hanno prodotte. E pure le leggi razziali, a modo loro, furono una riforma. E dunque, rimango sempre più convinto, che chi mi dice di essere riformista è come quel rigattiere Parigino che tentò di vendermi una cornice senza farmi vedere il quadro. Non necessariamente un imbroglione. Certamente manchevole.


domenica 30 novembre 2008

Esplicitamente




La pornografia italiana deve fare un salto di qualità: da antica piaga sociale, causa di tradimenti e divorzi o divori a tradimento, a dinamica risorsa economica. Perché lasciare un reddito di miliardi di euro nelle mani incaute di produttori slavi dequalificati, laddove un moderno management potrebbe fare di ogni set clandestino, di ogni scomodo appartamento, di ogni sordida pensioncina altrettante location al passo con i tempi? È con questi intendimenti che il ministro dell'attuale governo sta approntando un pacchetto di riforme che modernizzi radicalmente un settore proverbialmente arcaico. Intanto si è pensato di trasferire, anche se con non poche difficoltà (visto l'eccesso di attrici e attori a disposizione già presenti) tutte le attività di produzione presso i set di Cologno Monzese. Le attività di ripresa saranno seguite dal ministro Bondi in persona, che coadiuvato dal ministro Brunetta, farà entrare sui set i porno-attori alle otto in punto del mattino. Sarà solo in quel momento, e all'urlo dello stesso ministro: "trombate esplicitamente" che si scatenerà la felicità del ministro Tremonti, che vedendo le casse dello stato rimpinguarsi dichiarerà: "visto che i soldi degli Italiani stanno andando a "puttane", mi pare giusto recuperarli alla fonte. Il "Bondì" si vede dal mattino.

(post segnalato su "ilriformista" un grazie alla redazione)

venerdì 28 novembre 2008

Sanità




In questi giorni, passati a valutare un mio possibile ingresso nel cda della Kleenex, offertomi ad honorem viste le cospicue cifre da me versate nell’acquisto di interi bancali di fazzoletti, non ho potuto che constatare, quanto sia oneroso curarsi anche un semplice raffreddore. Nel disperato tentativo di risparmiare qualche euro, sono ricorso anche a fumenti e gargarismi con succo di limone. E’stato in quei momenti, che ho pensato a quanto possa essere formidabile l’ apparato medico e logistico che sostiene i veri uomini di potere. Del semplice malore capitato qualche tempo fa al premier, i telespettatori hanno potuto vedere solamente due guardie del corpo che lo sostenevano. Ma in realtà,una moltitudine di altri addetti, vestiti di azzurro e dunque invisibili sullo sfondo azzurro, sono intervenuti senza che nessuno se ne accorgesse: in soli cinque secondi Berlusconi è stato circondato e visitato da uno staff di primari azzurri, intubato, siringato, depilato per l'elettrocardiogramma, svestito e rivestito da infermieri azzurri con un camice identico alla grisaglia indossata per il comizio, benedetto da un prete azzurro e infine sostituito da un ologramma dai lineamenti inverosimili e dall'espressione folle, identico all'originale. A rivedere quelle immagini, mi chiedo se sia possibile che un povero cristo, non possa concedersi un piccolo collasso senza venire obbligato a tornare in efficienza in pochi istanti? Che vita sarà costretto a fare nei prossimi decenni il settantenne Berlusconi? Indiscrezioni parlano di un Piano per l'Immortalità, finanziato da una imprecisata Fondazione. Più verosimilmente, il corpo di Berlusconi è programmato per sostenere almeno un altro cinquantennio di intensa attività politica, prima del ritiro su Giove con la terza moglie, la ballerina di elettro-samba Mara Carfao da Silva.

martedì 25 novembre 2008

Decisionismi




Costretto a casa da un fastidiosissimo raffreddore, meditavo su quante e quali scelte e decisioni, mi troverò a dover prendere domani al mio rientro in ufficio. Per carità, nulla che possa decidere delle sorti di una nazione. Ma forse è un bene, almeno per un giorno, non sarò costretto a pensare quanto meditava Charlie Brown: "Oggi ho preso centoventi decisioni, ed erano tutte sbagliate" fortuna vuole che io non ricopra nessuna carica di governo, altrimenti mi convincerei d'averle prese tutte giuste, anche quelle vendute a peso, anche quelle sbraitate dalla finestra per fare colpo sui passanti. Per il berlusconismo il dubbio è un lusso o peggio un vizio. Detto questo, bisognerebbe essere onesti fino in fondo, specialmente con noi stessi: nel defunto governo di centrosinistra ogni decisione aveva una gestazione di settimane, di mesi, di anni. E più in generale la sinistra è luogo deputato al dibattito, alla dialettica, all´analisi, alla controanalisi, ma non ha mai brillato per efficienza esecutiva. Non illudiamoci: anche le più maldestre o disoneste delle risoluzioni di questo governo godono, almeno fin qui, di un alto indice di popolarità. Che non entra nel merito (un sacco di gente non è interessata, diciamo così, all´approfondimento delle notizie), ma si limita a constatare con soddisfazione che il governo governa. La democrazia si può ammazzare con una raffica di decisioni, ma può anche morire di debilitazione quando nessuno decide più niente.

domenica 23 novembre 2008

Sole




E a saperlo c'è anche un caro amico. Il post precedente, volutamente scarno e "bucato" appositamente per dare spazio, non gli ha però solleticato la voglia, ma di questo ne ero certo, e anche il titolo del post "mutismo selettivo" ne era il presagio . Secondo il suo pensiero, solo la rivendicazione di un forte nichilismo e la capacità di assumersi le proprie responsabilità, senza mai demandarle alle volontà di un dio, ci potrà salvare dagli assalti cattolici. Premetto che non sono cattolico, e a prescindere da questo, condivido in larghissima parte quanto dice, a patto che non si ribadisca in ogni istante della propria vita privata e pubblica la propria ideologia e i propri convincimenti etici. Detto questo, sull'esempio dei cattolici, e per non dare la cattiva impressione di essere meno determinato nell'esprimere la mia identità, ecco alcuni consigli per alcune delle altre comunità presenti nel nostro paese. Inizio appunto dagli atei. Il buon ateo dovrà far notare ogni giorno ai vicini di casa che Dio non esiste, citofonandogli e imponendo che l'argomento venga messo all'ordine del giorno durante le riunioni di condominio. L'ateo davvero attento alla propria identità culturale non si limiterà a non battezzare i suoi figli, ma disturberà attivamente il battesimo dei figli altrui, distraendo il prete con argomenti di tutt'altro genere. Per quanto riguarda gli immigrati di ogni provenienza, per non scomparire nell'anonimato metropolitano la propria identità, devono indossare il costume tipico del Paese d'origine. il russo con il colbacco, l'arabo con il cammello, l'australiano con il boomerang, il brasiliano vestito da calciatore, l'argentino da gaucho, l'egiziano sempre di profilo, l'imprenditore del nord' est con un finanziere che lo rincorre. I blogger potrebbero salvarsi semplicemente, evitando certe derive "intellettuali" e riconoscendo anche a chi non voglia o non ne abbia gli strumenti, per farsi una ragione dell'essere semplicemente una evoluzione delle scimmie, magari tramite un semplice commento in un post dal titolo "Cuore sole e amore"

sabato 22 novembre 2008

Silenzio


Sotto il testo vi lascio un brano.

Che il vuoto, tutto sommato non sia un male ne sono certo, é solo uno spazio che si lascia libero, ogni persona viva dovrebbe saperlo

giovedì 20 novembre 2008

15%




Non per indignazioni di comodo e sbocchi retorici, i finti moralismi gli lascio esercitare a chi da questi continua a trarre vantaggio. Ma solo per osservare, che in fin dei conti, motivi per cui essere degli irriducibili ottimisti non ne mancano. Immagino stiate pensando, che questo post l’abbia scritto comodamente adagiato, all’ombra delle palme in qualche isola dei Caraibi. Basta invece guardare quanto capita tutti i santi giorni nel nostro Paese, per capire che certi privilegi sono riservati solo a noi. Varie indagini statistiche infatti rilevano che in Italia solo il 15 per cento della retribuzione di un dirigente d’azienda, è collegata alla sua prestazione, si legge che tutto il resto “è carriera” o anzianità. Perché mai quindi dovremmo crescere nell’impegno a eccellere, se non è il merito, l’unico parametro vero ed essenziale, per la valutazione della nostra vita professionale? Qualcuno diceva che "una lunga attesa rende i piaceri più intensi". Sarà anche vero, ma se per diventare un buon presidente della commissione di garanzia, si deve attendere fino alla soglia dei novanta anni, io aggiungo “intensi ma brevi”.

martedì 18 novembre 2008

Parole



Sarà anche vero che a volte non si ha bisogno di parole, ma quando queste sono alla base di una bella storia d'amore, non si dovrebbe mai darle per scontate.

domenica 16 novembre 2008

Docili&Gabbati




Le fotografie e i filmati delle prime manifestazioni studentesche, sul finire dei Sessanta, sono dominate da giacche e cravatte, camicie candide, capelli corti, occhiali con grosse montature. Gli universitari, in larghissima maggioranza maschi, hanno sembianze di adulti, paiono docili repliche dei loro padri impiegati, funzionari e operai. Sottolineo il fatto, che essendo nato in quell'esatto periodo, posso attingere a tali informazioni solo in modo documentario. Quello che da subito appare evidente è che quell’esplosione fu tanto rapida e potente da non lasciare quasi il tempo agli italiani di allora di capacitarsene, questo vuol dire che sopra la pentola c’era un coperchio pesantissimo. Nessuna esplosione può avvenire se non in seguito a una forte compressione e l'analogia con l'attuale movimento studentesco, mode a parte è sotto i nostri occhi. Tuttavia anche le mode, in queste fasi storiche rivestono una loro importanza, al posto di giacche e cravatte, o di eskimo e clarks ci si veste da famosi stilisti, come per esempio "Docile &Gabbato" (famose icone gay, che non sapendolo continuano imperterriti a molestare le modelle) che continuano a presentare collezioni estate e inverno, rigorosamente con braghe a vita sempre più bassa, lasciando di fatto gli attuali movimenti di piazza con il culo scoperto, e quindi facile preda di qualsiasi ministro. Personalmente, aspetto esteriore a parte, credo che i tempi siano diversi, ma non le motivazioni. Il mio augurio è che un giorno, da un corteo o da un manifesto uscisse una parola che chi ha più di quarant'anni non può capire, quello sarebbe un gran bel giorno, perché vorrebbe dire che è finalmente nata una generazione nuova.

giovedì 13 novembre 2008

Mazzatorta




Che fare dei migliaia di immigrati e clochard che invadono marciapiedi e panchine delle nostre città? Il governo è impegnato allo stremo per risolvere la questione. Amministratori, urbanisti, intellettuali, servizi segreti, esperti di postura e consiglieri militari sono riuniti giorno e notte sotto l’attenta guida del leghista Mazzatorta, per discutere le possibili soluzioni. Queste le principali proposte. Piatto forte della Lega Nord. Sulle panchine vengono disposti i dissuasori metallici, zeppi di chiodi, già usati con successo contro i piccioni. L'esperto di dialogo interreligioso della padania ha assicurato che la misura è inutile contro gli immigrati induisti, che meditano molto volentieri seduti sui chiodi, ma molto efficace con i musulmani, che preferiscono non inginocchiarsi su superfici taglienti. Da non sottovalutare anche l’idea di infiltrare alcuni volontari, che tenteranno di convertire i musulmani in preghiera, chinandosi al loro fianco e mormorandogli nelle orecchie frasi celebri del cardinale Ruini, tradotte in arabo. La traduzione può anche essere approssimativa, perché il pensiero del porporato ha il vantaggio di essere incomprensibile anche nella versione originale. Per quanto invece riguarda i clochard, di qualsiasi religione essi siano si ricorda che le ronde sono già in azione, e con pochi litri di benzina il problema è risolto.

lunedì 10 novembre 2008

Pezze





Come la pentola che brontola sul fuoco, il cane che abbaia in giardino, il rumore ovattato del traffico, anche i politici Italiani riempiono le nostre stanze quotidiane e accompagnano i nostri umili gesti, confondendosi con le consuete abitudini. Chissà che cosa dicono, e perché sono lì. Magari in quel brusio di fondo, si cercano le ragioni della contrazione dei consumi. Alcuni avanzano l’ipotesi, che gli italiani siano cattivi, e consumano meno per puro malanimo nei confronti della società, altri sono convinti che si tratti del noto fenomeno del consumo sommerso, quindi solo per il gusto del fare le cose in nero, ci si ingozzerebbe di dolciumi ma solo a tapparelle abbassate, per non essere visti. I miei nonni, (lui calzolaio, lei panettiera) avrebbero senz’altro tirato un sospiro di sollievo sentendo le dichiarazioni di Confindustria, secondo cui, è tendenzioso parlare di stipendi miserabili, la continua ascesa di alcuni settori merceologici, come le scarpe risuolate e le croste di pane ne sarebbero la dimostrazione. Mi chiedo: chissà se sanno che il loro solenne impegno istituzionale diventa, nelle nostre case, appena un rumore di fondo, che accompagna al riposo serale.

venerdì 7 novembre 2008

Appecorati




In tempi di recessione, non ci sarebbe niente di grave e vergognoso in un governo che non riesce ad abbassare le tasse. Gravissimo e vergognosissimo, però, è che Berlusconi e i suoi l’abbiano promesso e ripromesso in campagna elettorale, ben sapendo che non avrebbero potuto mantenere gli impegni. il ministro Tremonti per togliersi dall'impiccio dichiara: "Sono improvvisamente impazzito. Canto in continuazione le ballate tipiche delle mie montagne, danzo nei corridoi, bacio sulla bocca tutti i funzionari del ministero e coltivo pomodori nel cesso. Hanno dovuto interdirmi" questo sarebbe a onore del vero un ottimo risultato. Quello che davvero mi impressiona, non sono tanto i provvedimenti finora attuati, si può condividerli o meno, ma l'assoluto silenzio su temi, come i diritti civili, che non costerebbero una lira a noi poveri "appecorati", ma che tanto valore avrebbero, per ogni libero cittadino.

mercoledì 5 novembre 2008

Orgoglio Massone




Come è normale che sia, ero intento a scrivere delle elezioni Americane, ma ormai a post finito, mi è stato "intimato" di non farlo, ho accolto il suggerimento e visto che volevo parlare di poteri forti ma democratici ho decisamente optato verso quelli
forti ma occulti, in grado di condizionare la politica e orientare il paese secondo gli indirizzi più inconfessabili. Non sono più i tempi della P2. Oggi il prestigio della massoneria è in caduta verticale, e il tentativo di iscrivere un paio di Gran Maestri all''Isola dei Famosi' è fallito già durante le selezioni provinciali. Il titolo di Venerabile, per adeguarsi ai tempi, è stato sostituito con il titolo di Perito. Il Piano di Rinascita Nazionale è stato abbandonato in favore di più realistici mini-piani per conquistare almeno un paio di programmi tv: l'operazione ha avuto successo, ma sfortunatamente, non sulle reti Mediaset per via del fatto che Emilio Fede, ha dichiarato che come massone basta e avanza lui. Esiste ancora una corrente di irriducibili, Orgoglio Massone, che ha in animo un colpo di Stato a cavallo, con i congiurati in costume medievale che partono dal Brennero e arrivano a Roma percorrendo l'autostrada. Ma ci sono seri dubbi sulla possibilità di mantenere la segretezza fino al casello di Siena sud. Mi viene da sorridere, nei giorni in cui si celebra l'elezione di uno dei più giovani presidenti Americani, in Italia si polemizza sulle parole di un rincoglionito prossimo alla fossa.

domenica 2 novembre 2008

Tornelli Romani




È sempre più straziante udire il capo dello Stato invitare a "un clima più sereno", mentre tutto intorno volano cocci e insulti. Un tempo ne avrei sorriso, parendomi la serenità una condizione degna dei pigri e dei conformisti. Oggi, visto il clima e fatte alcune esperienze di vita, l’invito alla serenità di un vecchio, prudente uomo politico che il destino ha reso padre surrogato di noi tutti, assume alle mie orecchie un suono più profondo, più vero. Sereno non sono, se non in rare e consolanti pieghe della vita privata, in quella pubblica purtroppo, viste le difficoltà economiche, in molti ci si prepara all'accattonaggio sempre tenendo presente che è vietato nelle posizioni 'seduto' e 'sdraiato', che secondo il ministro Brunetta indicano chiaramente l'appartenenza alla categoria dei fannulloni.Al massimo verrà tollerato solo l'accattonaggio dinamico, effettuato camminando rapidamente o correndo sotto i portici, cercando di afferrare al volo le monete lanciate dai passanti. Impostazione analoga anche per i lavavetri: basta con i capannelli ai semafori, si potranno lavare i vetri solo alle auto in corsa, inseguendole a piedi oppure sbucando improvvisamente da una siepe e parandosi di fronte al veicolo lanciato a forte velocità. Nei pochi istanti precedenti l'impatto, il lavavetri dovrà pronunciare ad alta voce il proprio numero di matricola.

giovedì 30 ottobre 2008

Raffinatezze




Con aria triste e ormai rassegnata, per le ultime vicende politiche, vado a fare colazione in un bar del centro. Bimbetti di sei-sette anni, figli di benestanti almeno a vedere i loro vestiti e le loro facce d’angelo, si gridano “che cazzo vuoi” tra i tavolini, tessendo un fitto tappeto sonoro. Leggo buono e tranquillo il mio giornale e cerco di evitare la parte (risaputa) della morale che medita sui tempi degenerati. Per altro, qualche sera prima su un canale televisivo avevo seguito, di scorcio e per pura documentazione sociologica, un film d’azione americano, in prima visione, nel quale gli organi maschile e femminile, compresi i loro modi d’uso, le loro possibili collocazioni anatomiche, il loro stato di servizio, venivano evocati ogni cinque secondi da una sceneggiatura fatta al massimo di una decina di parole, la più elegante delle quali era culo. E dunque, perché mai gli infanti urlatori dovrebbero ricorrere a manzonismi, o rivolgersi al compagno di giochi come in un romanzo di fine ottocento o anche solo come in una conduzione di Scotti, quando la fonte alla quale si abbeverano non prevede variante alcuna? Stavo per alzarmi e suggerire ai piccini, tra le parole da loro predilette, di optare senz’altro per "culo", che è più allegro e meno discriminante, ma poi ho pensato che era meglio starmi zitto: i genitori avrebbero potuto fraintendere le mie intenzioni. Certe raffinatezze sono fuori corso, e presto la parola culo sparirà anche dai dizionari, un vero peccato, anche considerando quanto tutti noi ne abbiamo un enorme bisogno.

lunedì 27 ottobre 2008

Misure



Anche se non è stato possibile sbullonarlo dalla sua poltrona di cartone di “Ballarò" la fiamma ossidrica rischiava di ustionarlo. È stato così deciso, anche con il consenso di Floris di farlo girare per il palco del Circo Massimo, conversando con la gente comune, sulla sua poltrona dotata di apposite rotelle, spinto a turno da un fedelissimo (Di Pietro è stato escluso solo pochi giorni fa). L'annunciata manifestazione d'autunno, "salvata" in extremis dai ministri Gelmini e Tremonti, è dunque andata in archivio tra le polemiche sull'effettivo numero di manifestanti. Si parla di due milioni e mezzo di persone, circa 18 in ogni metro quadro del Circo Massimo. Se questi sono i dati, si capisce ora quali siano i motivi della visita del premier a Pechino, sushi a parte, suo piatto preferito che mangia spesso, anche se usando apposite bacchette munite di denti come le forchette, il vero scopo della visita era infatti dare delle dritte al governo Cinese su come risolvere l'annoso problema del sovraffollamento delle città (per capire tale leadership anche in questa materia, si deve tornare alla manifestazione del 2002 in piazza San Giovanni, quando il cavaliere dichiarò di essere riuscito a far entrare due milioni e passa di persone, circa 56 per ogni metro quadro).Il presidente Cinese, entusiasta solo all’idea di immaginare immense torri umane, che si muovono ordinatamente sui marciapiedi della sua metropoli, per contraccambiare ha suggerito a Silvio la risposta
da dare a Veltroni: “hai perso, per tutta la tua vita non c’è più niente da fare” ma il cavaliere, molto più democraticamente gli ha ridotto la pena a soli cinque anni.

sabato 25 ottobre 2008

Un giorno




Così l'immaginai: " lei che si porta le mani alla bocca, mordicchia un' unghia, e si protegge dal ricordo con le braccia conserte sul petto." E poi? " Poi ci scambiamo il numero di telefono e lei mi dice che mi chiama domani. Si fa sempre così, ma poi spesso non succede. Aveva un modo di fare speciale. Mi sembrava di conoscerla da sempre. E quando, il giorno dopo, mi chiamò e sentii la sua voce bellissima, ebbi la sensazione che il discorso continuasse e non fosse solo un inizio". Questi non sono sogni, ma solo quello che può capitare in questi luoghi.

giovedì 23 ottobre 2008

Spropositi





La decennale inattività di obici e mortai è uno dei maggiori problemi della nostra artiglieria pesante, alle prese con ruggine e nidi di piccione. Nelle recenti esercitazioni, alla presenza dell' ex presidente della Repubblica, una batteria di cannoni ha sparato centinaia di uova di piccione, tra lo sconcerto delle autorità. Per ovviare a questo deperimento del materiale bellico, le principali bocche di fuoco saranno dislocate lungo le facciate delle principali università, sparando colpi di dissuasione contro studenti e docenti in avvicinamento. Deprecabili incidenti (alla Sapienza, è stato colpito, scambiato per uno studente intento ad inviare sms, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta ) che tuttavia sottolineano quanto la seconda Repubblica, non sia affatto diversa dalla prima.

martedì 21 ottobre 2008

Tao




Come ogni mattina ho convocato il mio gians-writer per chiedergli quale post avesse partorito la sua gagliarda e bacata mente. Subito lui mi tira fuori l’ennesima fregnaccia sul premier, al chè immediatamente mi sono ritrovato a legnarlo, e all’urlo “basta, questo blog sta diventando quasi serio” gli ho dato alcuni giorni di riposo e convalescenza. Mai l’avessi fatto; appena aperto il giornale, per trovare uno spunto sui cui scrivere, mi sono ritrovato a leggere in ordine, della raccolta firme contro la morte di Vittorio Foa, dell’entusiasmo per l’ottima riforma proposta da Saviano e delle minacce di morte alla Gelmini. Certo, devo ammettere che il materiale su cui scrivere non manca, ma a volte sento di dover staccare la spina, da argomenti che ogni giorno affollano i nostri blog. Quindi dal prossimo post saranno previsti severi inviti alla moralità sessuale, però seguiti da barzellette sulla gnocca per non scoraggiare troppo i lettori

Ps, alla parola "Saviano" ho aggiunto un link proposto dall'amico GDS

sabato 18 ottobre 2008

Clamori inutili




"Un episodio minore come la Shoah", non potrà in alcun modo ostacolare la santa causa di beatificazione, il suo silenzio servì per aiutare meglio, quindi "non merita l'attenzione di un grandioso movimento come il nostro". L'autorevole presa di posizione apre le porte a nuove avventure della storiografia negazionista. Alcuni storici assoldati per intervenire sul caso, riconoscono che i campi di sterminio sono effettivamente esistiti, ma aggiungono che da un'analisi più attenta delle fotografie e dei filmati si può constatare che erano sicuramente gli ebrei, molto più numerosi, a perseguitare i tedeschi, anche perché invidiosi delle belle divise stirate delle Esse-esse, molto meglio dei loro sciatti pigiami. Alla mia prima visita di un lager, in effetti sono stato colpito dal surreale silenzio. Silenzio che diventa clamoroso a distanza di 65 anni.


mercoledì 15 ottobre 2008

Sbanco



"Caro diario, ebbene si, devo ammetterlo! anche io da ragazzino guardavo quei marmocchi sporchi con le scarpe incartapecorite e i loro astucci vuoti, con labbro appena sollevato da un lato e sguardo di commiserata sufficienza. Arrivavano la mattina con lo scuolabus impolverato, da soli pochi chilometri di distanza, ma sempre troppi per farmeli apparire, come il resto dei miei compagni. Fortuna vuole che io avessi si e no solo sei anni, e certe idiozzie siano solo un lontano ricordo.
Ma ora che si va delineando anche nei dettagli la riforma della scuola, e i nuovi indirizzi pedagogici del ministro Gelmini, assieme agli emendamenti della Lega mi ritrovo precipitato nella mia ingenua infanzia. Infatti, oltre alla maestra unica, che seguirà gli studenti fino alla laurea, verranno introdotti in ogni istituto anche l'aula unica e l'alunno unico, attraverso un efficace sistema di test. Unica consolazione è sentire il premier dichiarare che oltre che cattolico, si considera anche un buon musulmano, pur continuando a coltivare la sua passione per le braciole di porco. Veltroni da parte sua rilancia, dicendosi vicino al Buddismo, moderazione, spirito contemplativo, esercizio del dubbio, senso del limite, sopportazione degli altri, umile accettazione della morte, sono ormai un suo stile di vita. A me non resta da aggiungere che: "Dio me ne scampi, qualsiasi esso sia" dai miei pensieri di bambino, e dalle riforme degli adulti.


domenica 12 ottobre 2008

Gente smemorata




Ho raggiunto il capannello giusto davanti al luogo dell'incidente. Ho cominciato a gridare "Maledetto xenofobo" già un paio di isolati prima, ma quando sono arrivato sul posto mi hanno detto che era morto sul colpo, e dunque si doveva cantare tutti insieme "Perché è un bravo ragazzo". Hanno cantato "Perché è un bravo ragazzo" a squarciagola, e appena rientrati a casa si sono attaccati ad internet e su tutti i siti o blog dove si potesse lasciare un commento. Questi sono alcuni estrapolati da un sito che per questione di buon gusto non nomino:

# L'INSONNE scrive:
11 Ottobre 2008 alle 15:21
Jeorg Haider sarai sempre presente nei miei pensieri nella mia memoria.
Dio prende con sè per prima i suoi figli che più ama.

RIVOLTA IDEALE - ROMA PIAZZA BOLOGNA scrive:
11 Ottobre 2008 alle 14:57
ONORE AL CAMERATA JORG!
Oggi si spegne tragicamente Jorg Haider, leader delle destra austriaca che qualche settimana fa è uscita dalle elezioni in Austria con un ottimo risultato! Uomo capace di ottenere un forte consenso elettorale e popolare, nonostante è sempre stato dipinto come un razzista, xenofobo, estremista. Ed invece, muore una persona comune, nel senso che muore umilmente “senza scorta”: al rientro di uno dei tanti comizi elettorali, senza neppure un autista ad accompagnarlo!

# mattia varese- BSN scrive:
11 Ottobre 2008 alle 14:57
onore al camerata jorge Haider…
rip
Onore ad un uomo che contro tutto e tutti (UE ed Israele) ha portato la destra austriaca al governo!
A lui!

ometti Bruno Pesaro Urbino "BSN" scrive:
11 Ottobre 2008 alle 14:58
GRAZIE PER IL POST FRANCESCO


Letto questo, io provo più pietà per questi "vivi" che non per il morto.

giovedì 9 ottobre 2008

Antitrust




Ricordo con simpatia le partitelle di calcio nel campetto sterrato a pochi passi da casa mia. Nel tripudio di polvere e ginocchia sbucciate, ognuno era arbitro di se stesso e contemporaneamente giocatore, ci si assegnava punizioni e rigori in totale discrezione, qualcuno (ora famosi manager o imprenditori) decretava pure la fine della partita, a seconda del momento. A distanza di anni, è curioso notare come questa tecnica di gioco, elevata alla politica, possa ancora vantare dei risultati sorprendenti. Senza un arbitro, anche un accordo tra Rai e Mediaset sarebbe possibile, anzi a guardare bene, ci sarebbe un notevole risparmio di denaro pubblico, la Rai potrebbe rinunciare a trasmettere i propri inutili palinsesti, replicando tutti i programmi Mediaset , su Raitre andrebbe in onda ventiquattro ore al giorno Milan Channel, compresi tutti gli allenamenti, il documentario “Carlo Ancelotti raccontato dalla moglie”, le sedute dal massaggiatore e una replica serale (tutte le sere) di Milan-Liverpool con il finale ritoccato da Carlo Rossella: il gol del pareggio del Liverpool è annullato dall'arbitro. Altro grosso colpo della Rai: torna la grande satira. Ogni sera le barzellette sui cornuti, le spassose imitazioni del Bagaglino e la vignetta di Giorgio Forattini.

lunedì 6 ottobre 2008

Tabù




Essere un uomo della strada, di questi tempi, è davvero molto impegnativo. Una volta era sufficiente aggirarsi per i bar e sugli autobus borbottando opinioni generiche contro il governo. Ma oggi noi uomini e donne della strada rivestiamo un ruolo sociale di grande delicatezza e rilievo: basti pensare che circa la metà dei palinsesti televisivi è appaltata all'uomo della strada, alle sue opinioni, ai suoi umori. Quindi si deve prestare la massima attenzione. Se per esempio ci si reca a manifestare e gridare "Razzista assassino" sotto casa del barista, che ha massacrato e ucciso a sprangate il povero diciannovenne del Burkina Faso, guardiamoci bene attorno, ci potrebbe essere una troupe del Tg 5 che facendo un'inchiesta sul caro-prezzi, non si farebbe mai sfuggire l'immagine di un capannello tumultante di persone con occhi strabuzzati e la bava alla bocca. Perchè ora come ora, cosa meglio della crisi economica, può mascherare una xenofobia latente, pronta ad esplodere con il suo vero nome.

giovedì 2 ottobre 2008

Crack




Certo che un minimo di tenerezza, si dovrebbe provare nei confronti di chi in questi giorni, con scatole di cartone piene di portaritratti di mogli e figli in bella posa, scendono con gli ascensori più veloci del mondo, dai loro uffici panoramici nel pieno centro della city New Yorkese, per poi salire sui loro suv europei, (perchè le Cadillac le hanno anche i muratori arricchiti) e dirigersi dritti dritti, senza nemmeno voglia di un drink in un wine bar, con donnine al palo, nella loro bella casa del vicino New jersey. La Stanley & Laurel, che tanto mi ricorda la famosa coppia di comici, come altre importanti banche d'affari, cambierà ragione sociale, non si può andare avanti con due cognomi. Durante il recente crack, Stanley, per esempio propendeva per un sistema di risparmio detto del "materasso" l'idea per lui, era quella di fornire ai suoi clienti, materassi con apposita fodera-portafogli, dove riporre denaro contante, libretti degli assegni e titoli di Stato. Per Laurel, invece la parola d'ordine era il "torniamo al mattone" i risparmiatori meno accorti, molti dei quali hanno acquistato interi bancali di laterizi, tegole e tavelle accatastandoli in cortile, sono ancora in attesa dei primi profitti. Sbagliati anche gli investimenti in case di compensato sulla costa della Florida, spazzate via dagli uragani: rimane solo il water imbullonato al pavimento, e il proprietario seduto sopra che telefona al suo consulente finanziario gridando "venga qui, idiota, a ripetermi le sue cazzate sugli investimenti immobiliari". Dai, abbiate un minimo di cuore.

L'idea mi è venuta leggendo un articolo di Michele Serra

lunedì 29 settembre 2008

Chanel



E' sempre difficile scegliere un regalo di compleanno, poi se non si tratta di un coetaneo lo diventa ancora di più. Pensavo di regalargli un cd di Caparezza, ma poi mi viene in mente che lo stesso regalo glielo donai l'anno precedente. Di cravatte a pois non se ne parla nemmeno, ha l'armadio pieno, di portafogli non ne fa uso, lui usa il portaborse. Tutte le bandane che gli ho regalato ultimamente, le usa come bavagli per quelli che scrivono sulla Repubblica e anche per quelli che ci vivono. Ripiego allora sul solito profumo, lo scelgo alle rose, perchè da qualche parte ho letto che un recente studio, fatto su alcuni volontari sembrerebbe dimostrare che durante la fase "rem" questo intenso profumo aiuti il sonno, mentre quello di uova marce provochi incubi. Da quanto mi dicono, pare abbia gradito sia il dono che il biglietto d'auguri, e contemporaneamente abbia commissionato decine di litri di Chanel n°5 da cospargere su scuole e magistrature. Unitevi a me negli auguri, basta anche un pensierino.

venerdì 26 settembre 2008

Siamo balilla




A Roma il premier aveva chiesto all'imprenditore di costruire una cordata per la compagnia di bandiera. Avendola costruita, e quindi conoscendone la struttura, l'imprenditore vi fu rinchiuso con i suoi dipendenti. Per far scappare i suoi dipendenti in esubero, l'imprenditore costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Furbescamente, disse loro di volare il più alto possibile. Tutti allora si fecero prendere dall'ebrezza del volo e si avvicinarono troppo al sole (nella mitologia Féssi); il calore fuse la cera, facendoli cadere nel mare dove morirono. A lavoro concluso il premier pensò bene di concedersi tre giorni di "remise en forme". Tuttavia ho qualche dubbio che lui abbia un sosia, il sospetto mi viene alimentato da un annuncio apparso su molti giornali: 'Cercasi persone molto basse pettinate come gli omini del calcio balilla'.

(Fonte Gianspedia)

martedì 23 settembre 2008

Valvole




Stavo seduto a guardare il mio idraulico. Mentre lui armeggiava tra chiavi inglesi, tubi e strumenti a me sconosciuti, io pensavo d'essere un uomo fortunato, in fin dei conti l'aspettavo da sole due settimane. Tutto sembrava filasse liscio, ma d'improvviso mi dice: " mi manca una valvola di ritegno, non posso continuare il lavoro" . Devo dire, che queste parole mi hanno aperto un mondo altrettanto liquefatto ma tangibile. Il ritegno, cioè la battaglia quotidiana contro le tentazioni, l'autocontrollo, che chi più chi meno persegue, nella convinzione che a lungo termine sia garanzia di una vita sana e felice, altro non è che un modo per non mettersi mai in gioco. La totale evirazione dell'impulsività, che ognuno porta in dote dall'infanzia viene scambiata per maturità e segno di rispetto per le regole. In realtà ho paura che in questo modo, ci si neghi tutta una serie di emozioni, che solo con un consapevole saper cedere, la vita può offrire. G.B. Shaw diceva che le cose più belle della vita o sono immorali o sono illegali oppure fanno ingrassare. A questo punto, era doveroso da parte mia prendere una decisione. Bene l'ho presa.

sabato 20 settembre 2008

Poker




Quando siedo al tavolo da gioco, e ricevo le carte, una incontrollata mania fa si che le disponga sempre partendo dai cuori per poi passare a fiori, denari e picche. Anche seduto al tavolo della vita, mi rendo conto di fare altrettanto, e a volte, mi soffermo a pensare se questa simbologia abbia un senso e vada rispettata, oppure se è meglio mescolare le carte e prenderle come vengono. Il risultato della partita certo non dipende da questo, ma dalla capacità di usare tutte le carte nel modo migliore. Alla fine sarei disposto anche a mostrarle, in tal caso avrei poche speranze di vincita, ma vuoi mettere la soddisfazione di non dover mai bluffare.

giovedì 18 settembre 2008

Note stonate



E' sempre un piacere notare quanto la fantasia umana non abbia limiti. Da questa, la nostra specie ha sempre attinto a piene mani per far fronte a tutta una serie di esigenze, tese di solito soddisfare i sensi. La fantasia può davvero tanto, per esempio, creare un racconto che rapisca il lettore e lo coinvolga in un susseguirsi di vicende, che a momenti gli pare di viverle. La fantasia ci ha regalato opere d'architettura, che nemmeno il tempo potrebbe scalfire. a tutto beneficio della vista, per non parlare della fantasia usata in cucina, probabilmente una di quelle che appagano maggiormente chiunque. Poi ci sono quelle musicali, tutti i grandi compositori ne hanno composto almeno una. La sensazione che ho, è che sia una dote fondamentale in ogni uomo, certo, va usata in abbinamento a una certa dose di genio, altrimenti il rischio di mettere insieme delle note stonate come: "DI DO RE" potrebbero costringere le coppie di fatto e non, ad un minimo di trenta rapporti sessuali al mese, pena il licenziamento.

martedì 16 settembre 2008

Paragoni


Grazie Richard


Come ho fatto a non pensarci prima. Stavo in silenzio a rimuginare su tutti i problemi che affliggono il nostro bel paese, (qualcuno dovrà pur farlo) e mi dicevo: "basta qui, si fa l'Italia o si muore" . La mente mi andava oltralpe, e in quel tunnel che ci collega, i miei pensieri correvano come un camion con l'autista sbronzo. Nei miei contorsionismi mentali facevo dei paragoni di tipo architettonico, loro hanno la torre Eiffel e noi quella di Pisa, loro Versailles e noi la reggia di Caserta, noi il vaticano e loro no! e questo dovrebbe essere un uno a zero per noi, ma chissà come ho qualche dubbio. Conclusa questa analisi approfondita sulle ricchezze che una nazione orgogliosamente sbandiera, sono passato ai personaggi storici. Non vorremo mica paragonare Napoleone con la sua Waterlow al nostro Cesare, li vinciamo di certo, per poi pareggiare con gli attuali primi ministri. Se poi passiamo all'arte e alla scienza, davvero ci rendiamo conto che non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Certo probabilmente, per troppo tempo ci siamo cullati su questo aspetto, il lavoro di Mazzini, Cavour e Garibaldi non era eterno, e un minimo di manutenzione si doveva pur dare, ma continuo a credere che comunque, a quelle basi mancava qualcosa, e qui innegabilmente usciamo sconfitti. "Liberté, Égalité, Fraternité" .

domenica 14 settembre 2008

"Squola"




Ero pronto a scrivere di sensazioni e ricordi legati a profumi di sugo provenienti dalla cucina e rumori di coltelli pesanti che tagliavano la carne. Di Domeniche dedicate al riposo, dove la delicatezza di una madre, pur di non svegliarmi, badava bene a non sbattere la scopa mentre spazzava i pavimenti. La sveglia della Domenica era per le dieci, subito dopo la colazione, la doccia e il vestito buono per la messa. A mezzogiorno il rientro a casa scandito dal solito "che Dio sia lodato" (obbligatorio in casa mia, a rischio vi erano i miei ravioli fumanti con abbondante parmigiano) con annesso " sempre sia lodato" . Mia madre, nonostante quanto detto, non era una fervente cattolica, e in chiesa posso contare le volte che l'ho vista assieme a me. Una per il battesimo, (immagino) una per comunione e cresima, e di questo ne sono certo. Lei era cattolica questo si, ma probabilmente era la liturgia a tenerla lontana dalla chiesa, per lei prima di tutto veniva la famiglia e l'educazione. Chissà come avrebbe visto le nuove riforme sulla scuola, lei che faceva tutto questo per mandarmi il Lunedì, con il fiocco impeccabile e il grembiule stirato con amabile cura. Mi chiedo se lei, che aveva una spiccata ironia e la risposta brillante sempre sulla punta della lingua, non avesse avuto qualcosa da obiettare. Di una cosa sono certo, questo commento di Michele Serra, un sorriso e una risata gliela avrebbero strappata.

Grembiule
Il grembiule sarà a vita bassa, da indossare rimboccato sul culo e con le mutande firmate ben visibili, perché sia chiaro che il ritorno ai sani costumi di una volta non deve penalizzare l'economia nazionale. Azzurro per i maschietti, nero per le femminucce, dovrà essere indossato fino al giorno della tesi, con il fiocco bene annodato e il cestino della merenda sempre a portata di mano. Anche le università dovranno dotarsi di un'altalena in cortile per la ricreazione

giovedì 11 settembre 2008

Velocissimamente parlando




Ricordo con amara tristezza gli spot di una volta. Tra bambini in attesa di un treno, che dopo quanto tempo ancora non è dato sapere, riportava a casa un padre raggiante, con un pacco di Barilla n° cinque in mano e la ventiquattro ore nell'altra, il tutto accompagnato da una colonna sonora che almeno tutti nella vita hanno tentato di ripetere con il flauto dolce, ( obbligatorio nella scuola dell'obbligo ) frantumando i timpani dei dirimpettai e non solo. Tra bottoni che saltavano dalle camicie degli uomini che non dovevano chiedere mai. ( anche se chiedere, è legittimo e rispondere non è detto che ci scappi qualcosa ) Da tutto questo, siamo passati agli spot a due velocità, dove la prima parte del messaggio, contiene ben scandite le qualità del prodotto e l'eccezionalità dell'offerta, anche ad uno sguardo distratto lo spot comunque rimane comprensibile, anche dal nonno con la trombetta sull'orecchio puntata verso l'altoparlante della tv. Il bello avviene solo nella seconda parte, dove una voce sparata al ritmo di 30 parole in 5 secondi elenca le condizioni dell'offerta. Quindi attenzione alle improvvise accelerate pubblicitarie, l'illusione di una crema che elimini le rughe, è riservata solo a chi ha vent'anni ed è nato con una pelle vellutata.

martedì 9 settembre 2008

Tu vò fà




Sarà che l'America è una irripetibile "cozzaglia" di persone giunte da ogni dove. Sarà pure che qualcuno ci sia arrivato suo malgrado dalle coste dell'Africa, ma il risultato è questo. Tra grattacieli ancora in piedi, e baracche in legno a cui bisogna inchiodare listelli sulle imposte al primo vento, tra hot dog che mettono a rischio la loro salute, per poi passare alla dieta mediterranea, consumando tonnellate di spaghetti senza risolverne i loro problemi d'obesità. L'America e quella degli eccessi, quella che la borsa perde dieci punti per un amorevole atto sessuale sotto una innocente scrivania ( in quel caso persi alcuni quattrini, e mi resi conto che mai un pompino fu pagato così tanto dal mondo intero). L'America che lo si voglia o meno è quella che detta le regole, e che spesso anticipa i tempi. L'America è quella che per una dichiarazione di fede religiosa è pronta a non distinguere stato da chiesa. L'America per noi, a differenza dei nostri progenitori è davvero molto più vicina.