martedì 10 febbraio 2009

Becchini obiettori




Nelle capacità morali e legali di questo paese il signor Englaro vi ha confidato troppo. Esporsi al giudizio delle persone è di per se un atto coraggioso e nobile, ma se queste persone e questa comunità sono dominate dalla fede e non dalla scienza, dalla superstizione e non dalla realtà, quanto può valere il suo giudizio? Al momento non sono a conoscenza di gilde di becchini obiettori di coscienza, ma vuoi vedere che il vaticano una ultima carta se la gioca.

lunedì 9 febbraio 2009

Tappi al naso




Il dibattito pro e contro il "declino italiano" si alimenta di dati, ragionamenti e confronti su quanto si produce, si esporta, si importa, si compra e si vende. Ma un minuto di semplice riflessione, verso le continue aggressioni all’attuale forma repubblicana da parte di questo governo, dovrebbe, per ogni italiano di qualche dignità e di qualche pensiero, mandare all’aria qualsiasi analisi pacata. La pura sofferenza civile, il senso di impotenza politica non sono leggibili nei tabulati. Non sono numeri, non sono diagrammi, sono malessere puro, umiliazione. Ma incidono, eccome, sull’umore della comunità. Il "declino italiano" è soprattutto psicologico, sfugge alle griglie degli analisti economici. La diffusa sensazione di malessere non riguarda i soldi in tasca, o i conti con l’estero. Tanto è vero che ora non sto a chiedermi dove siano finiti i miei risparmi lasciati in una polizza assicurativa, ora ho capito che hanno la medesima fine della costituzione, e del diritto di ogni individuo ad autodeterminarsi e cioè a puttane.

sabato 7 febbraio 2009

Prostitute di stato




Non sappiamo in quali condizioni - con quanti lividi, quante amputazioni - uscirà dal suo iter parlamentare il DDL sul caso E.E. Nel frattempo, credo ci si debba complimentare con le giovanissime signore ministre Meloni e Prestigiacomo (in ordine alfabetico) per avere sbrigato con relativa rapidità, una pratica tanto spinosa. Secondo me dev’essere andata più o meno così: si sono chiuse a doppia mandata in uno stanzino e si sono dette, reciprocamente: “Senti, cocca. Qui dobbiamo uscirne vive. Tutte e due. Fuori ci aspettano orde di custodi della fede pronti a farci gavettoni di acqua benedetta, laici incazzatissimi, libertini organizzati nostri unici sostenitori. Ognuna di noi due ha i suoi precettori morali in attesa di impallinarla. Dunque rimbocchiamoci le maniche, ordiniamo molti caffè e mettiamoci al lavoro. O si fa questa legge o si muore”. Tutto sommato ce l’hanno fatta, e la domanda inevitabile è, se due donne, coetanee della povera Eluana, giovani e belle, famose e di potere, mamme o future mamme ( loro si che possono) non capiscono quanto sia importante per una donna non tanto il potere di cui loro "godono", ma la bellezza della vita e di poter mettere al mondo un figlio e stringerlo fra la braccia, se non capiscono questo, è giusto che continuino a lavorare per il loro protettore.

mercoledì 4 febbraio 2009

Ingerenze e cappellini




Dopo la dura presa di posizione del papa nell'angelus domenicale, in tema di eutanasia e diritti dei malati (che siano vivi o morti poco importa) , la Santa Sede ha reso noto i prossimi incontri di Benedetto XVI. l'agenda è fittissima, e prevede nell'ordine i vertici di Bankitalia, ai quali il papa illustrerà la sua posizione contraria sui bond e giudica insufficienti le misure antispeculative su Cct e pacchetti immobiliari. Il governatore di Bankitalia, per ringraziarlo dell'interessamento, gli farà dono del prezioso Borsalino color avorio indossato da Rockefeller all'inaugurazione di Wall Street nel 1922. Seguiranno le forze armate con gli Stati maggiori delle diverse armi saranno ricevuti dal pontefice, Sua Santità traccerà, con stringati tratti di pennarello, le principali linee strategiche sui fronti caldi del Pianeta. Il Vaticano è infatti profondamente scontento della linea di condotta della Marina e dell'Esercito. L'uso della fanteria, senza adeguato appoggio dell'artiglieria leggera, e stanti le attuali lacune di fureria e di vettovagliamento, inaccettabile la condotta della Marina: lo scarso uso dei cacciatorpediniere e la manutenzione carente dei sommergibili verrà rimproverata dal Papa agli ammiragli presenti. Nell'occasione, gli verrà regalato il tipico copricapo da Gran Commodoro con calamari e polipi intarsiati sulla falda. Sarà poi la volta dell'incontro con il mondo della moda, esclusi a priori Dolce&Gabbana per le loro tendenze da vecchie checche recidive, il papa darà nelle mani di Podda&Gaviano di recente riconvertiti alla normale sessualità, una serie di suoi schizzi nei quali corregge alcune tendenze gravemente errate. Perché, per esempio, insistere sugli spezzati e non puntare sul ritorno della tinta unita? Grati dell'interessamento, gli stilisti regaleranno al papa una riedizione del maestoso cappello “a carrozza”, con rotelle funzionanti e visiera di cristallo di Boemia, già indossato da Giulio II durante la Quaresima. Potrei continuare a lungo, ma permettetemi di dire che non riesco ad avere più di tanta fantasia, non sulle ingerenze possibili, e neanche su quelle future

lunedì 2 febbraio 2009

Straparlanti




Non sono mai stato un estimatore di Grillo, il concetto di "antipolitica" contiene tutta la vaghezza del populismo, e per questo non concepisco chi afferma che i politici siano tutti uguali. Questo è un falso e Giuseppe Grillo in arte Beppe lo sa bene, e ha sfruttato l'onda fino ad aggiudicarsi il 7° posto della classifica di Forbes sui siti più cliccati al mondo. Fino a quì va tutto bene, con il blog ci sa fare e si vede, il difficile, per Grillo e per il "suo" movimento, è proprio la natura rudemente politica delle richieste messe in campo che non consente comode ritirate nel mugugno o nello sberleffo. Si può essere genericamente riottosi o anche furibondi nella critica, ma una volta che l’umore raggrumato attorno a un leader popolare si fa piazza, si fa raccolta di firme, si fa manifestazione da titolo di telegiornale, muta la natura stessa della mobilitazione. Qui si misureranno il peso e il calibro di Grillo e del grillismo da un lato, e del "popolo dei blog" dall’altro: l’organizzazione del dissenso, la sua trasformazione in elemento di rottura e di rinnovamento, sono questioni che impegnano allo spasimo, dalla notte dei tempi, qualunque leader o partito o movimento, compresi molti di quei "professionisti della politica" che, per quanto casta o lobby o Palazzo, negli anni hanno via via dato voce a qualcosa di più che ai propri meri interessi personali. (Ed è proprio questa la debolezza di Grillo: l’indeterminato mugugno contro un "sistema" che contiene al suo interno diseguali responsabilità e diseguali idee rispetto agli assetti sociali, culturali, politici e istituzionali). In altre parole, la rappresentanza della politica tradizionale è in crisi, ma sostituirla con altra politica è il solo metodo accertato di "cambiare lo stato delle cose", come già sapevano e dicevano i vecchi rivoluzionari. Amici e detrattori di Grillo, da oggi, seguiranno con mutata attenzione le sue mosse. Già altri movimenti impetuosi (da quello pro-giudici ai tempi di Mani Pulite ai girotondi a infiniti e ricorrenti subbugli studenteschi) sono finiti in niente dopo avere riempito piazze e giornali e telegiornali. E’ mancata, in quei casi, la capacità di trasformare in peso politico l’investitura popolare.

sabato 31 gennaio 2009

Malus fiscale




Semplice e geniale, la risposta del governo alla crisi del comparto auto. I tecnici del Ministero dei trasporti alle accuse dei sindacati, rispondono con un progetto che ancora una volta dimostra quanto il genio Italico sia sempre ai vertici mondiali.
L'optimum secondo il governo sarebbe l'introduzione del "malus fiscale" che si tradurrebbe in un consistente aumento delle tasse per chiunque utilizzi i mezzi pubblici o le più ecologiche biciclette. In alternativa è già pronto il progetto Multiplona, un nuovo genere di auto come la multipla ma lunga 20 metri, che potrà ospitare fino a 52 passeggeri. Risparmiosissima, è pensata per poter trasportare comitive di operai, famiglie poligamiche, scolaresche in gita. Ideale per i lunghi tratti autostradali purché rettilinei, perché la Multiplona non può curvare.
Unico accessorio di lusso di questa spaziosissima automobile è un walkie-talkie che permette al guidatore di comunicare con il passeggero di coda per avere indicazioni quando si è in retromarcia. Mi chiedo dove siano finiti gli utili degli scorsi anni.

mercoledì 28 gennaio 2009

Facebook e politica




Non bastassero i vari Ballarò, Porta a Porta e Gira la ruota, non bastassero i sondaggi, non bastasse la conta dei pacchetti di voti da portare in dote, adesso i politici più in voga competono tra loro su Facebook, gareggiando in numero di "amici". Chi non fosse pago della facciocrazia televisiva, può ritrovare sul computer le stesse facce già replicate fino all’allucinazione su tutti i telegiornali. Del ministro Brunetta è disponibile, in rete, una versione di primo mattino appena sveglio e dal pelo lungo, come se l’abuso facebookiano gli avesse tolto il sonno, e del suo volto non rimanesse, per Facebook, che un’edizione di terza o quarta scelta. In questo sforzo stremato c’è qualcosa di patetico e insieme di eroico. Per ogni essere umano ? perfino per gli attori ? l’obbligo di esibizione crea esaltazione ma anche squilibrio, mortificazione, dubbi esistenziali: per questo gli attori più capaci e sensibili (e i più bravi) cercano di dosarlo, se possibile di centellinarlo. I politici no, quasi tutti si sentono costretti alla tracimazione di sé, alla replica quasi folle del poco o del tanto che hanno da mostrare. Più li vedo, anzi più li rivedo, meno capisco se è un’incosciente vanità a muoverli, oppure un superiore spirito di sacrificio.

lunedì 26 gennaio 2009

Febbre da cavallo




Dopo avere rivalutato la Repubblica di Salò, il creazionismo e i mobili in formica, perché non rivalutare anche il razzismo? Basta uno sguardo a certi quotidiani come 'Il Giornale' e 'Libero', e subito si acquisiscono i primi rudimenti per una virile cultura neo-etnica, facendo piazza pulita del ciarpame politicamente corretto che rischia di trasformarci in un popolo di ricchioni. Sono del parere che questo Paese, in questo momento, abbia la febbre. Il margine tra le autorevoli preoccupazioni istituzionali e la xenofobia di territorio è vistoso se guardato dai politici in giacca e cravatta, ma è sottile, è ambiguo se visto dallo sguardo torbido degli esaltati, dei linciatori in potenza, dei fanatici dalle mani pesanti, dei capo-quartiere da marciapiede. Il razzista "di base" si sente un po’meno deprecato e un po’meno impopolare se approfitta della circostanza politica per farsi un po’di spazio nel suo territorio, se può sentirsi il valoroso anticorpo che attacca il virus arrivato da fuori. Il sindaco Alemanno e il governo nazionale, tra le varie emergenze affrontate con il piglio e l’entusiasmo della prima volta, hanno l’occasione (d’oro) di infilare in fretta e furia nel loro "pacchetto sicurezza" anche le insorgenze razziste, che sono tante, che sono contagiose, che sono insopportabili, e soprattutto sono (loro sì) qualcosa che infetta giorno dopo giorno il corpo sociale. Lo avvelena, ne catalizza gli umori neri, le paure più fonde e incontrollate. La destra ha il vantaggio di conoscere bene questo genere di odio: ognuno, in questo Paese, ha il suo album di famiglia. Usi dunque la sua esperienza, e la sua “nuova maturità di governo”, per intervenire prima che sia troppo tardi.

domenica 25 gennaio 2009

Bei giorni




Sarei portato a scrivere ancora di politica visto che le notizie non mancano. Sui giornali di destra si sghignazza parecchio sulle sorti di Rifondazione comunista e sul fatto che oramai non solo si è diviso, ma anche moltiplicato. È la vecchia storia della pagliuzza e della trave. Ma è anche la nuova storia dell’impari severità con la quale la sinistra giudica se stessa, e la destra giudica solo la sinistra. Detto questo, per me oggi è un giorno speciale, anche se in fin dei conti lo sono stati tutti da quasi un anno a questa parte.