Scalate le torri e le terrazze degli stabilimenti -come da ultima moda- ai lavoratori non rimane, -come sempre succede- che un ultimo disperato appello al santo padre. A questo "grido di dolore" arriva quindi puntuale l'appello di Benedetto e dice: "La crisi economica sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti". Cosa mai intenderà il santo padre quando parla della responsabilità da parte dei lavoratori? sono andato a vedere cosa la santa sede pretende dai suoi dipendenti laici: Bollettino n° 1 del 1990. I Collaboratori della Sede Apostolica come costituenti una Comunità di lavoro di cui agli articoli 33-36. Estraggo da questo documento alcuni passi, fonte per me di ilarità da lacrime sulle guance: "«.... la base primaria per il sostentamento della Sede Apostolica è rappresentata dalle offerte spontaneamente elargite » (ib.), in una solidarietà universale, proveniente da tutta la cattolicità e anche da fuori di essa, che mirabilmente esprime quella comunione di carità, a cui la Sede Apostolica presiede nel mondo, e di cui essa stessa vive....." si prosegue con: "Da un tale stato di cose scaturiscono alcune conseguenze sul piano pratico e nel quotidiano comportamento di chi collabora con la Santa Sede: « lo spirito di parsimonia»". Si presti ora attenzione, la santa sede favorisce l'istituzione di associazioni che radunano i lavoratori dipendenti laici vaticani in un quadro di "fruttuoso dialogo". Ma il pontefice -Giovanni Paolo II- mette in guardia tutti dicendo: « Non risponde ... alla dottrina sociale della Chiesa lo slittamento di questo tipo di organizzazioni sul terreno della conflittualità a oltranza o della lotta di classe; né esse debbono avere impronta politica o servire, palesemente o occultamente, interessi di partito o di altre entità miranti a obiettivi di ben diversa natura » Come dire, lavoratori lavorate e non rompete la minchia. Sulla sommità della cupola di San Pietro, siete già rappresentati da una enorme palla.
"Di fronte a tutti i pericoli per il fegato, di fronte a tutte le minacce per il colesterolo, le aggressioni, i blocchi intestinali, i sabotaggi, tutti i frazionisti, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del popolo di scegliere un panino tutto italiano ne và della nostra storia."
Fatte salve le questioni relative alla sicurezza, resto stupito dalle dichiarazioni della Santanché rispetto all'uso del burqa. Dice: ''Il velo integrale e' una prigione portatile - ha aggiunto la Santanche' - non ci sono donne che lo mettono per convinzione, solo per costrizione. Affermazione tutta da verificare, che tuttavia lascia spazio a qualche riflessione, perchè di prigioni ne esistono di diverso tipo, anche l'esatto opposto del burqa, -penso alla moda tutta occidentale dei pantaloni a vita bassa o delle minigonne a vita alta- quindi mettere troppa carne in vista, non è forse una forma di sottomissione al sesso maschile? Ma la Santanchè, è donna di mondo, di che si preoccupa, sarebbe in grado di indossare un burqa e sfidare il gran visir di tutti i beduini a sedurla e farla uscire da quella prigione con un apriscatole.
Alì Agca, dopo trent'anni lascia il carcere, ma il governo turco potrebbe avere per lui un programma ben diverso: il servizio militare. Già assegnato al sesto reggimento carristi, dal motto: "Papa li Turchi" si dice in giro che, questa volta non possa sbagliare mira.
Appena chiusi i battenti della messa celebrata al Teatro delle Vittorie dal card. Bagnasco, i dirigenti di tutti i partiti stanno già lavorando, senza pausa, ad alcune riflessioni. Come soddisfare il binomio: Bellezza = Bene, e far si che la tivù aiuti i giovani in questo percorso? Roba non facile. Si sta lavorando su due ipotesi. La prima: Aprire un tavolo di dibattito tra le maggiori forze in campo. I politici presenti, come sempre, saranno di orientamento molto vario. Prevista la partecipazione degli stati maggiori del Pdl e Lega, anche Francesco Rutelli parlerà sul tema "Rutelli e bello: i limiti di Bersani, nel collocarlo nel bene". Berlusconi al momento defilato, annuncia di non essere d'accordo col cardinale: "La bellezza non coincide con il bene" poi sottovoce gli scappa: Come cribbio possiamo conciliare la tivù del bello, con il divieto di perizoma nelle Chiese e il divieto di affissione sopra gli affreschi. La seconda: Chiudere il tavolo del dibattito, ricordando al Bagnasco che il bene e il male può essere che esistano, ma nulla hanno a che fare col bello o il brutto.
Che il peso della croce debba gravare su ognuno di noi, mi pare onestamente troppo. Ovvio semmai è supporre che, il simbolo cristiano debba pesare sui credenti. Resta da sciogliere il dubbio su come laici, atei, diversamente credenti, agnostici e disinteressati, possano sopportare lo scorrere della vita e degli ostacoli senza bestemmiare e manco pregare. Possibile che si accollino tutte le responsabilità sul groppone, e nessun dio gliela mandi buona? Personalmente ogni sera, prima di prendere sonno mi ripeto: Il mandante di tutte le cazzate che faccio, dico e penso, sono io e io solo. Cazzo, manco un'acquasantiera a purificarmi l'anima.
Il sito della stessa Hustler annuncia la prossima produzione di una porno-parodia di Avatar. Giganteschi piselli bluastri e spettacolari tette quasi palpabili con la tecnologia 3D, immergeranno lo spettatore in sala che, a sua volta tenterà di bucare lo schermo per entrare in quel meraviglioso mondo. Un solo dubbio, il titolo della parodia del porno-Avatar viene giudicato troppo moscio. Si cercano alternative vivaci.