mercoledì 27 gennaio 2010

Carne in scatola




Fatte salve le questioni relative alla sicurezza, resto stupito dalle dichiarazioni della Santanché rispetto all'uso del burqa. Dice: ''Il velo integrale e' una prigione portatile - ha aggiunto la Santanche' - non ci sono donne che lo mettono per convinzione, solo per costrizione. Affermazione tutta da verificare, che tuttavia lascia spazio a qualche riflessione, perchè di prigioni ne esistono di diverso tipo, anche l'esatto opposto del burqa, -penso alla moda tutta occidentale dei pantaloni a vita bassa o delle minigonne a vita alta- quindi mettere troppa carne in vista, non è forse una forma di sottomissione al sesso maschile? Ma la Santanchè, è donna di mondo, di che si preoccupa, sarebbe in grado di indossare un burqa e sfidare il gran visir di tutti i beduini a sedurla e farla uscire da quella prigione con un apriscatole.

59 commenti:

Ugolino Stramini ha detto...

Stesso argomento del mio post; io dico: è come se andassi nel Burundi e mi costringessero ad andare in giro senza mutande, come loro (scherzo, ma è per estremizzare).

metropoleggendo ha detto...

quando ero a kabul nessuno mi costringeva a indossare il burqa. le mutande le avevo però!

enne ha detto...

Se il gran visir provasse ad aprire il presunto burqa della Santanchè con un apriscatole, la farebbe esplodere.

enne ha detto...

In effetti, a rifletterci con attenzione, certe idee, che parrebbero anche sensate, finiscono per essere delle prese di posizione.
Di' ad Ugolino che in Burundi girerebbe con un gonnellino di paglia.
E sotto il gonnellino niente. :))

Ugolino Stramini ha detto...

ENNE, una volta ci davamo del tu, adesso me le mandi a dire con gians? Ed io che mi credevo...

Niente comunque non direi, da me sono stato più esplicito; qui mi sono tenuto sul vago.

Gians ha detto...

Ugolino, devo essere sincero, l'argomento è spinoso, non saprei come conciliare cultura e sicurezza, di certo non è con una legge come questa che si va nella direzione dell'integrazione.

Gians ha detto...

Metro, porti una testimonianza utile alla discussione, sono però certo che arriverà qualcuno a spostare l'argomento sulla religiosità delle vesti, mutande comprese. :)

Gians ha detto...

Enne, dai la povera donna non è da buttar via. ;) in ogni caso, laddove la legge prende il sopravvento sul buon senso, si arriva ad estremizzare e limitare la libertà.

ps, Ugolino vedo che mi ha anticipato.

Ugolino Stramini ha detto...

GIANS, precisiamo che in Francia hanno esplicitato che non è una norma sulla sicurezza, ma sulla tutela della cultura nazionale; sulla sicurezza sarebbe stato possibile discuterne; per esempio, entrare in banca e pretendere di cambiare un assegno senza mostrare il volto sembra complicato.
Però, per esempio, ogni volta che passo un varco aeroportuale e il metal detector suona, vengo regolarmente palpeggiato da un ragazzone in uniforme, in nome della sicureza.
Anche negli arresti e perquisizioni, la Polizia attua la segregazione dei sessi, perchè non dovremmo farlo in banca. Potrebbero esistere sportelli bancari riservati con cassiere donna.

Gians ha detto...

Ugolino, non essere piccato, ora visto lo stesso argomento sui nostri blog, facciamo un bel pout pourri di commenti. :)

Capa_stuerta ha detto...

Che il burqa non sia così brutto come lo si dipinge è idea che ancora non mi convince del tutto. Questione ddelicata è. Certo però che la Santanché invece è proprio come sembra: una pubblicità per l'ex-marito chirurgo plastico.
E se non è lei una prigione ambulante...

Comunque sia, un bacione tesoro.

metropoleggendo ha detto...

Gians hai ragione, mi sono lasciata tentare dalla mutanda. Provavo a dire che quello che appare uno dei paesi meno libertari al mondo, e cioè l'afghanistan, non ha mai preteso di imporre a me straniera la sua cultura: mi ha lasciato libera di vivere la mia cultura, nei limiti in cui non offendevo la loro. In Italia il burqa altrui non mi offende e so che toglierlo per legge sarebbe la solita irruenza nella libertà di scelta che non restituirebbe nessuna vera emancipazione alle donne: è solo la coda della questione

Gians ha detto...

Ugolino, qualche tempo fà sono stato a Parigi, ora che mi ci fai pensare,credo di non aver mai visitato una capitale europea più cosmopolita di questa, allora mi chiedo e ti chiedo, se io ho fatto quel viaggio nel 2006, cosa mai avrà portato il governo francese a prendere una simile decisione? la risposta è semplice, sta tutta nelle date, sarà mai che dal 22 aprile 2007 ci sta un governo di destra? io credo proprio di si, quindi prepariamoci a clonare il discorso e applicarlo su scala italiana.

Gians ha detto...

Capa, non ci si deve convincere d'un capo d'abbigliamento, è sufficiente rendere le persone libere di indossare ciò che preferiscono, tutto il resto è ipocrisia. Baci. :)

Gians ha detto...

Metro, sulla qualità di libertà Afgana sono io a nutrire qualche dubbio, sono certo che la nostra democrazia non abbia bisogno di prendere esempio, penso alla possibilità in quelle zone, anche solo di radunarsi in preghiera tra cristiani. Ma non è questo il punto, la vecchia europa, possiede storia e ferite a sufficienza per capire che l'integrazione razziale si alimenta con la comprensione reciproca, dire questo nel giorno della memoria, rischia di spostare l'argomento. Vorrei invece concentrarmi sulla libertà individuale, da cui nasce lo spunto di questo post.

metropoleggendo ha detto...

Il paradosso sta appunto nella presunzione di restituire libertà alle donne imponendo loro una diversa idea e quindi di fatto comprimendo la loro libertà di scelta. La libertà per definizione non la si può imporre.

Tess ha detto...

la Santanché è prigioniera dei chirurghi plastici, per esempio

amatamari© ha detto...

E' perlomeno esilarante questo accanimento della Santanchè: potrebbe perlomeno un giorno prendersi la briga di contare quanti burqa ci siano in circolazione che io, in quel di Roma, ad oggi ne ho visto due...
:-)

Gians ha detto...

Metro, leggevo un pezzo su Repubblica di oggi, un tal Jaen Daniel giornalista francese, sostiene che le donne che indossano il burqa sostanzialmente sostengono con il loro atteggiamento la diversità esistente tra occidentali e orientali, la lussuria, contro la rigida legge divina, contemporaneamente però ammette che le principali fonti religiose islamiche ammettono che tale costume nulla abbia a che fare con la religione mussulmana. Se tanto mi da tanto, allora religione a parte, credo si tratti solo di accettazione del diverso, propensione alla novità e da questo ne deriva che l'unica legge possibile, sia quella che obbliga chi possiede una democrazia ad uno sforzo anche strutturale (come diceva Ugolino) e una organizzazione tale che possa accogliere chicchessia vestito in ogni modo possibile.

Gians ha detto...

Tess, infatti nessuno le vieta di farlo, a parte il sig. Saratoga che inizia ad avere difficoltà nel reperire silicone fresco. :)

Gians ha detto...

Ama, essere alfieri di libertà usando lo strumento della legge, in ogni caso è paradossale.

disastrid ha detto...

La santadechè, devo dir, mi ripugna.

Mk ha detto...

In effetti mi chiedevo a che serve imporre delle cose per legge.Non esiste convincimento che possa essere imposto per legge;è il contesto,il sistema sociale che deve essere modificato e questo si ottiene soltanto con una attenta sensibilizzazione del sentire comune che non si può ottenere attraverso i media o con un cavillo legale, bensì attraverso un processo forte e dignitoso di integrazione reale non quella fatta a chiacchiere ea cui si dedica un'ora alla settimana nella scuola chiamandola educazione alla convivenza.
Ad esempuio per legge abolirei la parrucchiera della santachè.il botulino purtroppo già è perso...:))

metropoleggendo ha detto...

Gians ho letto quell'articolo e ho pensato che a Jean Daniel devono essere sfuggite le scarpe, le unghie laccate, le mani curate e gli occhi bollenti che si intravedono sotto i burqa: mai visto nulla di più erotico, altro che castità antioccidentale! adesso però non ti far venire la voglia di andare a kabul...

Gians ha detto...

Astrid, è una donna ancora "piacevole" ma per come è lei, per come si presenta, per la sua storia, tutto quanto dice è sospettabile di opportunismo. Insomma, non ha i titoli per parlare di sociologia e di antropologia. ;)

enne ha detto...

UGOLINO, noi ci diamo sempre del tu: ovviamente volevo "sfotterti" bonariamente. :)
GIANS, se avessi un ex marito come quello della Santanchè avrei meno problemi in tutti i sensi. E, in più, sarei più prudente.
MOKELLA, personalmente odio le imposizioni.
Un'imposizione per legge, poi, è una contraddizione in termini.
Però, adesso, non iniziamo a dire che tutte le donne musulmane sono felici e liberate, eh?

Gians ha detto...

Moni, la mia assenza dai banchi scolastici è oramai decennale, quindi mi sfugge la materia di cui parli. Ai miei tempi si chiamava educazione civica, e ora educazione alla convivenza? questa è bella, convivenza con chi? con noi stessi, col prossimo? con la lavastoviglie che non fa il mezzo carico? cacchio, è dalla scuola che nasce tutto, e noi si dedica un ora a questo. Ecco da dove dovrebbe partire la Santanchè se volesse dire qualcosa di intelligente.

Gians ha detto...

Metro, altro aspetto notevole, quanto dici lo ho riscontrato anche io passeggiando qualche anno fà per i centri commerciali londinesi. Mi viene in mente, che queste donne (uguali a tutte quelle del mondo) siano comunque donne, belle o brutte, ricche da far schifo o mendicanti debbano si superare alcuni limiti culturali, ma la femmilità anche loro l'abbiano di default.

Mk ha detto...

In realtà si parla di convivenza come dovere civico dedicando un'ora lalla cittadinanza e costituzione.Ma un'ora a settimana non sensibilizza anzi desensibilizza perché la materia è blanda e ignorata bellamente .Non a caso ho tirato in ballo la scuola ,Gians.ma mi parrebbe anche il caso di tirare in ballo le famiglie.Ma poi:che parlamm a ffà?L'humus in cui ci troviamo è terribile,il seme dell'intolleranza germoglia e la paura del diverso individuato come nemico per compattare attraverso la paura il fronte-molto ben strumentalizzato.
@Enne cara:per legge ci hanno imposto talmente tante cose che non ci dovremmo meravigliare più di nulla:ci stanno imponendo di essre ignoranti,di usare il digitale terrestre ,di essere flessibili di non essere fannulloni , di fare i precari e di trasformare un parco naturalistico in discarica,per non parlare del falso in bilancio e dell'innocenza per prescrizione che non mi meraviglierei se ci imponesssero anche di uniformarci ai canoni estetici della carfagna con occhi a palla e carrè piatto e di sfornare un figlio per immacolata concezione come la meri stella....

Gians ha detto...

Enne, ma chi era sto marito? a me pare la tipina Santanchè sia del tutto insoddisfatta, chirurgia a parte. :)

enne ha detto...

Moky, tu sei di parte. E pure io, anche se di parte opposta. Il che non vuol dire che non ci si possa incontrare in qualche luogo comune (in senso letterale).
Le imposizioni "per legge" cui alludo sono altre, e non risalgono ai nostri anni: anni comunque privilegiati.
Ogni governo accontenta e scontenta nello stesso tempo. Solo mamma DC aveva il potere e l'abilità del bastone e della carota.

Gians, l'ex marito della Santanchè è uno dei più importanti chirurghi plastici italiani (il cognome Santanchè è suo).
Vuoi mettere un assegno di mantenimento cospicuo, e sapienti ritocchini gratis?
Io, di certo, non mi sarei fatta tirare la faccia in quel modo: se la signora sorride troppo le parte il naso.

metropoleggendo ha detto...

e se respira forte le scoppia pure qualcos'altro. comunque io da kabul un burqa me lo sono portato, quasi quasi domani ci vado in giro vediamo se si azzardano a dirmi qualcosa

Mk ha detto...

Enne...io ovviamente mi riferisco alle ultime ma l'elenco è lungo e bipartizan.Ti posso solo citare il tentativo di abolizione delle graduatorie permanenti fatto da Fioroni che aveva risolto il precariato azzerando le graduatorie.Un pò come sta facendo il nostro assessore comunale che vuole azzerare le graduatorie e tagliare fuori tutte noi che lavoriamo da anni nel comune non garantendoci neanche quel briciolo di precarietà.
Stiamo pagando lo scotto della politica DC cara Enne e a caro prezzo:il do ut des è finito la crisi è tutt'altro che terminata e ormai il ceto medio è bello e che andato con tutta la generazione figlia degli anni 60 e 70.

Gians ha detto...

Moni, mi riferisco al precedente commento: quasi ogni giorno mi trovo a discutere con mio padre di temi relativi al razzismo. premetto che lui ha superato gli 83, quindi con un bagaglio culturale e vissuto importante. Ha conosciuto e vissuto il fascimo. Ti faccio questo preambolo per dire che la vecchiaia nonostante tutto porta all'inaridimento della sensibilità. Ci può stare, l'anzianità probabilmente ci porta ad essere diffidenti nei confronti del nuovo o del diverso, ma come generazione dovrebbe aver trasmesso tutta una serie di condizioni di cui invece non si trova traccia. Saranno stati loro i colpevoli, oppure siamo noi, i trentenni quarantenni di oggi a non aver capito un cazzo? sai che c'è, io propendo per la seconda ipotesi.

enne ha detto...

E' vero: e quando sento dire che la crisi è finita un po' mi girano, cara Moky. Non è finita per niente, e nemmeno se ne parla, per ora.

Metro, a parte tutto un burqa può essere un'ottima soluzione, in certi frangenti. :-|

Gians ha detto...

Enne, si sapevo, certo che plasmarsi la moglie a seconda delle voglie deve aver non poco condizionato la signora, insomma forse il suo è uno sfogo per essersi sentita per anni oggetto dei piaceri del marito. :)

metropoleggendo ha detto...

Gians ne deduco che non hai letto il mio racconto sul post...

Gians ha detto...

Metro, si prudente, er questo esperimento ti suggerisco alcune zone interne della mia regione, molte anziane donne vestono ancora gli antichi costumi, girano per strada senza mutande e se capita fanno la pipì dove capita. Tradizioni...:)

Mk ha detto...

Gians...non siamo noi a non aver capito e neanche loro a non essersi spiegati.Lo sai qual è il problema?Che se una situazione se non si è vissuta non sarà mai compresa fino in findo anche se ci fosse la volontà di comprenderla.Siamo abituati alla società dell'immagine.Tutto ciò che vediamo è al di fuori di noi e non lo comprendiamo .Lo guardiamo col distacco assurdo e senza alcun coinvolgimento emotivo:scivola addosso senza toccare alcuna corda.
Anche quando crollarono le torri gemelle sembrava di vedere un film.Siamo vaccinati e la rappresentazione mentale che abbiamo non coincide con la realtà.

Gians ha detto...

Moni @ Enne, Moni, fai bene a insistere sulla importanza che la scuola detiene in questo tipo di liberazione dai preconcetti culturali. Tuttavia anche Enne non ha tutti i torti dicendoti che sei di parte. Sia chiaro che vorrei migliaia di docenti come te, in forza permanente contro ideologie vecchie e stantie.

Gians ha detto...

Metro, mi perdonerai ma in effetti non lo ho letto, cercherò di rimediare, ma sappi, che sono più blogger d'azione che attento lettore di commenti. In ogni modo, credo che appena avrò un attimo ti linkerò sulla mia lista, almeno ti tengo d'occhio. :)

metropoleggendo ha detto...

Gians ti perdono, quindi se vedi qualcuna aggirarsi in burqa dalle tue parti non aver paura

Gians ha detto...

Moni, "noi" in senso lato posso capirlo. Quello che non capisco è altro. Non capisco le sentenze decretate al chilo, manco fossero patate, non capisco il qualunquismo del dire "noi" con la nostra coscienza che ogni sera va a letto e rimugina.. quella sà bene, e ha presente che non può confondersi con le altre. Ognuno di noi è responsabile delle sue azioni, mascherarsi è criminale.

Gians ha detto...

Metro, avrai le unghie smaltate e le mutande ben indossate? se è così starò sereno.

metropoleggendo ha detto...

Moni, Gians provo a rispondervi insieme. C'è un po' di verità in tutto quello che scrivete: la paura del diverso, l'ignoranza, le decisioni di ciascuno di noi... E' difficile conoscere bene culture così diverse: io ho tentato di farlo a fondo eppure si ha sempre l'impressione che sfugga qualcosa. Quello che è vero è che alla fine anche tra mondi lontani i rapporti individuali continuano a reggersi su valori fondamentali della stima e del rispetto. Ma per fare tutto questo ci vuole curiosità di conoscere e questa, purtroppo, manca in molti. Gians mi riconoscerai dalle scarpe: ti assicuro che le scarpe delle donne afghane sono degne di trampolieri!

Gians ha detto...

Metro, mi riservo di rispondere, visto il commento che coinvolge anche Moni, vorrei rispondere dopo un suo commento. Notte.

Marcoz ha detto...

"quindi mettere troppa carne in vista, non è forse una forma di sottomissione al sesso maschile?"

Fermo restando che non sono sicuro che adotterei una legge del genere, il parallelo non regge.
E non regge nelle conseguenze (magari qualcuno l'ha già fatto notare, ma, per la fretta, non sto a leggere tutti i commenti). Cioè le conseguenze, per la donna, nel momento in cui decida di non sottomettersi all'uomo, scegliendo "liberamente" gli indumenti che vuole.

Saluti

(da Ugolino, anche se sono tentatissimo, non intervengo perché tempo non ne ho: sono sottomesso al lavoro, ultimamente.)

Ugolino Stramini ha detto...

Grazie marcoz, ho i muratori e non saprei dove farti accomodare :-)

Gians ha detto...

Marcoz, naturalmente la "...troppa carne..." si riferisce non alle donne in generale ma a quella mercificazione di cui si gode in tivù, penso ai balletti scosciati alle tette sbattute sul monoscopio in qualsiasi ora del giorno, penso al commercio di cui le reti quasi sempre private fanno di questa carne, e a chi è destinata se non all'uomo? spero tu non legga in questo mio un qualsivoglia tipo di moralismo, non è mia abitudine.


ps, non strapazzarti troppo.

sam ha detto...

e il cilicio e le docce fredde della Binetti e gli altri numerari dell'opus dei non sono prigioni?

enne ha detto...

Ma la Binetti è una pazza furiosa che certe delicatezze se le sceglie da sè.:)

Gians, oggi ho visto la Santanchè in tv, e sono scoppiata a ridere. Sai che l'ho vista meno tirata?
Forse l'ex marito ha allentato un po' le valvole.

Gians ha detto...

Sam, impedirli per legge infatti sarebbe quantomai opportuno.

Gians ha detto...

Enne, dammi retta quella è una nave scuola all'ancora.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Non so, credo che sottomissione al maschio sia fare quello che vuole lui. Quindi se una donna ama vestirsi in minigonna, non é sottomissione al maschio.

Detto questo, un burqa integrale é in effetti un problema o meglio lo é nel momento in cui se fermata, lei non vuole mostrare il viso

Se io esco con una sciarpa e mi copro tutto fino agli occhi non sono riconoscibile ma se mi chiedono di mostrare il mio viso lo faccio.

Poi le parole della Santanché sono solo un modo per far vedere che esiste ancora dato che oramai non se la fila più nessuno: né la politica né i giornali di gossip....

Ti abbraccio
Daniele

Gians ha detto...

Daniele, infatti il post esclude ogni riferimento relativo alla sicurezza. Un abbraccio,

Gians

Tess ha detto...

mi domando cosa farebbe la signora se in nome della non sottomissione qualcuno le bucasse le labbra a canotto

Zelda ha detto...

certamente vedere donne come la Santanchè può spingere a convertirsi all'islamismo e al burqa.
é un modello di donna (ma siamo sicuri che è donna quella?)veramente orrendo

Gians ha detto...

Tess, è semplice volerebbe via, fiuuu. :)

Gians ha detto...

Zelda, non saprei spingermi oltre, insomma alcuni credo abbiano constatato la sua femminilità. Io no! ;)