mercoledì 8 aprile 2009

Piaghe d'Egitto




L'ormai storico intervento di Berlusconi davanti ai terremotati avrà un remake, come l'Esorcista? Forse sì, anche se gli sceneggiatori del premier dubitano di poter ripetere la magia di quelle urla strozzate, di quello sguardo allucinato e specialmente la sequenza nella quale Berlusconi roteava la testa elmettata scandendo profezie in aramaico, mentre una pioggia di rane e fanghiglia si abbatteva sui poveri e sempre più terrorizzati cittadini. In ogni modo, lo staff del premier concorda su un punto: la tattica delirante non è solo spiazzante, è anche vincente. Incute timore nelle menti più fragili, e sta attirando sul presidente del Consiglio l'inaspettato favore degli ex sessantottini, nostalgici di Basaglia e sempre disposti a parteggiare per i soggetti marginali. Senza contare la tradizionale simpatia che suscita nei ceti popolari la figura del matto delle barzellette. Non volevo infierire, ma è più forte di me.

martedì 7 aprile 2009

Fuori dalle notizie



Uso di raro lo strumento you tube su queste pagine. Ma questa volevo farvela sentire.

lunedì 6 aprile 2009

Spiano case




Nessuna richiesta particolare, nemmeno 1200 vigili del fuoco richiesti in diretta Tv, nulla da aggiungere, se non l'augurio che l'immagine di sopra, non sia il futuro "piano casa" per l'Abruzzo. Buona fortuna a tutte quelle persone.

Integrazione al post:

Sono morte tante persone e questo basta. Morire sotto le macerie o sotto un'auto poco cambia. La disperante notizia, come al solito sta nella concentrazione. Morire da soli, anche in modo "ingiusto" magari travolto dal solito "ubriaco rumeno", nella scala dell'indignazione nazionale vale almeno un distinto, sia chiaro, schiattare sotto le ruote di un connazionale vale appena la sufficienza. Invece morire in compagnia non ha voti, se poi è la natura a decretarne la fine, si raggiunge l'ottimo, questo almeno nelle graduatorie dell'audience televisivo, in cui Bruno Vespa diventa un perfetto necroforo.

domenica 5 aprile 2009

Strafottenza poco sportiva




Per le strade non si vedono più i ragazzini che giocano a pallone”.Questa è una constatazione di fatto, come certe verità trascurate per anni, e poi percepite come irrimediabili rivelazioni quando è già troppo tardi. È vero, i ragazzini giocano a pallone sempre più raramente, non lo percepiscono più come un gioco loro, come un pezzo dell´infanzia, ma come un passatempo televisivo degli adulti. Un´invadente varietà di chiacchiere, polemiche e dispute politiche che li esclude, annacquando fino a percentuali trascurabili il sapore rarefatto del gol, un pane soffocato da troppo companatico. Preferiscono il wrestling, giocano più volentieri a basket o a volley, e questo fa del calcio lo sport invecchiato di un paese invecchiato. Dove i nostri illustri finanzieri, capi di governo pidocchi arricchiti, hanno investito i loro soldi per celebrare il loro successo. Una sorta di moderno Amphitheatrum dove esibire i propri "adriano" schiavi di un gioco che non è più tale. Nel discorso corrente sulla vecchiezza di questo Paese (vecchiezza anagrafica, politica, culturale, psicologica?) è drammatico che nessuno, di questa vasta corte, sia in grado di capire che stiamo perdendo anche l’ultimo treno per la modernità, ed esultare al gol dell'ultimo prodigio da venti milioni di euro, significhi quantomeno dileggiare, chi non ha nemmeno i soldi, per pagare un biglietto in curva.

sabato 4 aprile 2009

Contrappesi




Il liberale diffida di ogni accumulazione di potere, perché sa che di ogni potere, che non viene tenuto nei suoi limiti da contrappesi, si fa presto o tardi abuso.

Carl W. Ropke


giovedì 2 aprile 2009

Di tutto di più




Gli uomini di mondo di questo Paese non si stupiscono mai di niente. Dicono che "si sapeva già tutto prima", che il controllo politico sulla Rai è cosa sgradevole ma ovvia, e doppiamente ovvia se a esercitarlo è stato il proprietario dell´azienda concorrente, nel frattempo divenuto capo del governo. Gli uomini di mondo hanno ragione. Si sapeva già tutto prima. Lo si sapeva nel momento stesso in cui il conflitto di interessi, da questione di principio decisiva per tutti, nevralgica per la libertà dell´informazione e per la cultura politica di massa, viene defalcata a bega di partito, a polemica faziosa. E pezzi importanti della sinistra italiana decidono che è poco utile, poco "di mondo" continuare a sollevarla. Anche dopo le sentenze delle autorità europee sull'occupazione abusiva delle frequenze da parte di Rete quattro. Gli avvocati di Silvio Berlusconi, in formazione tipo (sei accosciati e cinque in piedi) facevano sapere che non valeva neanche la pena di fare ricorso perché la sentenza sarebbe stata resa nulla dal Lodo Pappaeciccia, non appena il loro cliente fosse tornato a palazzo Chigi. Emilio Fede, ne diede notizia nel corso di una lunga diretta, storpiando in segno di sfregio il nome di tutti e quattrocento i parlamentari europei, e lanciando freccette contro una cartina di Strasburgo. Ma questa è archeo-politica, ora per regolarizzare definitivamente la situazione radiotelevisiva, e portarla a “regime” si decide che i giornalisti Mediaset saranno autorizzati a parcheggiare la loro macchina sopra le macchine dei giornalisti di altre aziende, e all'occorrenza a rincasare, la sera, nelle abitazioni dei dipendenti Rai, pretendendo di trovare la cena pronta e la moglie truccata. Il futuro di Mediaset sarà sempre più radioso,arriverà anche il giorno in cui dichiarerà illegittimo il Parlamento europeo: occuperà abusivamente alcuni edifici a Strasburgo acquistati da Berlusconi: Lo sfratto verrà trasmesso in diretta Rai da Belpietro che dileggiando i parlamentari anziani mentre cadono dalle scale,dichiarerà: peccato che Fede non sia tra loro.

martedì 31 marzo 2009

Sacrifici ?




''Non e' un'elemosina ai poveri - ha tenuto a sottolineare il segretario della Cei - ma un intervento nel rispetto della dignita' delle persone che potranno restituire quanto percepito, a tassi contingentati da definire e nei tempi loro possibili, quanto ricevuto''. Se cio' non fosse possibile, interverra' il fondo di garanzia che, in caso di mancato utilizzo, sara' invece distribuito tra le diocesi per aiuti diretti." Opera meritoria, ma sia chiaro, sempre a carico dei fedeli. Incuriosisce a questo punto la data scelta per tale colletta, capiterà durante la prossima Pentecoste, che, per tradizione cattolica, offre in tale giorno due pani lievitati da sacrificare; Uno veniva offerto al Sommo sacerdote, l'altro veniva diviso tra i sacerdoti che ne mangiavano dentro i recinti sacri. Mah, aspetto di conoscere quali saranno i tassi d'interesse.

domenica 29 marzo 2009

Geografie delle realtà



Perfino nei telequiz di serie B c’è in genere un notaio che certifica che la capitale d'Italia è Roma e non Nazaret. Possibile che le istituzioni della Repubblica non riescano a dotarsi dello stesso comfort, riuscendo a stabilire con certezza quanti siano i politici laici e quanti invece non lo siano, quanti i pregiudicati mai entrati in galera grazie all’indulto, quanto l’effettivo sbilancio dello Stato eccetera? Poche sensazioni sono penose come questo continuo e astioso bisticcio non già sulle opinioni, che sono tutte legittime e possono essere anche cento tutte diverse, ma sulle nude cifre, che non possono non essere uguali per tutti. Nella politica italiana i tre quarti delle liti, delle accuse reciproche di mendacio, dei risentimenti personali, delle dichiarazioni stentoree, si fondano su dati deformabili (o deformati dolosamente): una condizione che, tra i sani di mente, impedisce di formarsi un’opinione solida. Non è il comune sentire, è il comune capire a difettarci. Si dovrebbe istituire un Garante della Realtà, o un’Authority dell’Oggettività, che sanzioni gli spacciatori di dati fasulli. Perché se la capitale d'Italia può essere indifferentemente Roma o Nazaret, allora è l’intera geografia a dover chiudere bottega. E ci si occupa d’altro, alla fine.

venerdì 27 marzo 2009

Nasone





Incontrando i suoi festosi ospiti tra cui parecchi cardinali, il nostro presidente del Consiglio, tra le altre carinerie, ha proposto le aziende sanitarie nazionali come partner del vaticano. Fosse stato a colloquio con l’amico Mullah Omar, avrebbe proposto l'ampliamento dei minareti, con Svami Yogananda Giri, corsi di yoga e meditazione davanti a Sai Baba almeno per un ora alla settimana in tutte le scuole elementari. E così via. Già altre volte ci siamo soffermati con ammirazione su questa instant-politik che consiste nel mettere a suo agio l’interlocutore del momento. Almeno per il paio d’ore che trascorrono insieme, Berlusconi vuole che il suo ospite si senta pienamente soddisfatto. E’ un’attitudine arcitaliana, da bravo maître d’hotel, da intrattenitore navigato che sapendo di non poter contare su primati di ordine morale o politico, ogni volta che vede un religioso punta tutte le sue carte sulla sua benevolenza. Intanto ironia della sorte, a Collodi si è inaugurato il più alto pinocchio del mondo, alla fiera di Roma, il più basso.