sabato 21 febbraio 2009

Keplero




La Nasa sta per lanciare il suo telescopio "Kepler" alla ricerca di un'altra Terra, ci si augura in tanti, che la santa sede non la abbia già trovata.

Buon weekend.

giovedì 19 febbraio 2009

Baffi umidi




Tra lacrime sopra i baffi e risatine sotto, la sinistra italiana festeggia la sua cinquecentesima scissione. L'evento, solenne, è già stato inserito nel Guinness dei primati tra le voci “l'uomo che ha mangiato più angurie in un'ora” e “il pettine più lungo del mondo”. Verrà ricordato dalle Poste italiane con l'emissione di un francobollo da 10 centesimi diviso in due parti da 5 centesimi l'una, che si potranno acquistare solo in tabaccherie diverse. Il francobollo raffigura uno squilibrato intento a mozzarsi un arto con una roncola, tra gli applausi di una piccola folla entusiasta. Subito dopo i festeggiamenti verranno presentate le nuove costole della sinistra (sinistrata) si parte dal Partito molto Democratico i suoi 16 iscritti si salutano levando in alto il pugno chiuso che racchiude una falce e un martello. I continui incidenti sugli autobus, e i conseguenti battibecchi con gli altri passeggeri, hanno convinto la direzione del partito a riformare il saluto, consentendo, in presenza di folla, anche la forma ridotta: pugno chiuso senza falce e martello, però cantando per intero l'inno ufficiale “Bandiera rossa rossa”, segue a ruota il Partito di Unità Scissionista è stato fondato in esilio dai fratelli Ulrico e Manrico Togliti, (cognome storpiato da un ufficiale d'anagrafe notoriamente di destra). Ma la vera speranza sta nel Nuovo PidYes nato oggi dalle ceneri del PD, si propone di raccogliere gli ex pidiessini desiderosi di riaffermare la tradizione pidiessina. L'inno è “Mondo pidiessino”, la rivista ufficiale “Essere pidiessino”, il programma è in fase di completamento ma gli analisti politici prevedono che sia identico a quello del vecchio pidiesse. Il nuovo pidiesse gode dell'appoggio dei principali logopedisti italiani, che hanno inserito la parola 'pidyes' tra gli esercizi obbligatori per il recupero dei verbo-lesi.

martedì 17 febbraio 2009

Canditati impresentabili




Visti i recenti risultati elettorali in Sardegna a brevissimo si terrà a Roma la prima convention nazionale dei Candidati Impresentabili. Sono individui di entrambi gli schieramenti che, a causa delle loro posizioni politiche dissennate, e spesso anche del loro aspetto fisico ripugnante, sono stati espulsi dalle liste elettorali. Molti di loro si sono serviti al buffet mangiando con le mani e hanno molestato le hostess. Dopo una intensa giornata di discussione, interrotta da frequenti sparatorie, gli Impresentabili hanno deciso di dare vita a una lista unitaria, la Lista Impresentabile. Il principale candidato alle prossime europee sarà di certo Adolf Mussolini, parente alla lontana del Duce, è uscito dal Nuovo Msi per fondare il Nuovo Nuovo Msi, formazione così radicale che i suoi membri partecipano alle riunioni con le cuffie sulle orecchie per non spaventarsi per quello che dicono. È stato ricevuto da Berlusconi e si è presentato a Villa certosa in uniforme nazista, entrando nello studio del premier a bordo di un sidecar e facendosi fotografare con lui in mezzo a una muta di dobermann. Ma Berlusconi non ricorda di averlo mai incontrato. Segue a ruota Luca Checasini leader dei disobbedienti, è diventato celebre riuscendo a fermare una colonna dei carabinieri mordendo le gomme del gippone di testa. Al momento resta fuori un certo Walter Scesodaitroni a cui è stata suggerita una candidatura presso la sede staccata Venezuelana.

lunedì 16 febbraio 2009

Migliaia di alabarde




Poiché - da tempo - mi tocca consolarmi con molto poco, ho avuto un moto di sollievo leggendo le misurate parole del sindaco Alemanno a proposito di violenza e stupri. Benché il nostro premier ami circondarsi di famigli, portavoce, reggicoda, maggiordomi, in una sola parola di dipendenti, evidentemente non è ancora riuscito a pagare personalmente lo stipendio alla totalità dei suoi alleati. Qualche uomo di Stato attinge ancora il proprio reddito dalle casse italiane (per questo, del resto, vanno difesi i dipendenti pubblici) e non direttamente dal padrone d’Italia. Tra questi deve esserci Alemanno, che alla notizia di una sua "convocazione" a corte per ricevere istruzioni circa l’ordine pubblico, ha cortesemente fatto presente che il sindaco è lui e dunque rivendica una qual certa competenza, e responsabilità, su quelle forze del disordine chiamate ronde che Berlusconi e Maroni vorrebbero disporre qua e là per l’Italia come il bambino, durante l’estasi ludica, fa con i soldatini. Non ho un’opinione precisa di Alemanno, ma in compenso ne ho una precisissima sui Berlusconi e Maroni. Il mio pregiudizio nei loro confronti è oramai così robusto, e forse irragionevole, che se le eventuali manganellate fossero le manganellate di Alemanno e non quelle di Berlusconi, direi, a costo di mentire, che sono meno dolorose.

sabato 14 febbraio 2009

Canapè




I cosiddetti “atei devoti” rappresentano, insieme ai punkabestia e ai tatuati, uno dei più singolari fenomeni antropologici della nostra epoca. Tanto che il marketing sta studiando, come per i gay, una serie di proposte commerciali apposite. Si va dalle vacanze a Lourdes e Fatima, ma con accompagnatrici ninfomani, a cappelle laterali riservate, nelle chiese, per seguire la Messa fumando sigari cubani sdraiati su comodi canapé e leggendo “Chi”. In realtà, secondo alcuni studiosi, gli atei devoti non sarebbero che una variante più trendy di un gruppo sociale numerosissimo in Occidente, quello dei cristiani che se ne fottono. Gli autentici iniziatori dell'ateismo devoto furono alcuni papi rinascimentali, che trombavano come ossessi prima e dopo ogni cerimonia religiosa e facevano il bagno nelle tinozze di monete d'oro come zio Paperone. Soltanto uno di loro, un Borgia salito al soglio con il nome di Papa Silvio I, nominò Dio in una sua enciclica, ma era solo un'esclamazione (“Dio, quale maraviglia le femmine ignude e il mio Kaka che fa gol a San Siro!”). Si badi bene, agli atei devoti non è mai fottuto nulla dei temi etici, infatti la loro smania di infilare corpi estranei nei corpi altrui, e solo un mezzo neanche troppo velato, di ribadire i loro deliri di onnipotenza.

giovedì 12 febbraio 2009

Cacchio cacchio




Il capro espiatorio è una figura sacra. Guai a chi lo scredita: il suo sacrificio rituale assorbe e rappresenta il bisogno di purificazione della comunità intera. Benvenuto, dunque, al Festival di Sanremo, che ogni anno, alla vigilia di primavera, sale sull´altare del ludibrio collettivo, e buono buono, umile umile, si lascia sgozzare tra i fiori e le contumelie. Non esiste chi ne parli bene. Gli intellettuali ne scrutano le viscere riconoscendoci la colpa irredimibile del cattivo gusto popolare, e si radunano a crocchi per sghignazzare, da quei superbi che sono, sulla minorità della cultura di massa. Il popolo assiste lieto alla gogna sfibrante di cantanti e conduttori, vallette e ospiti, come da sempre il pubblico delle esecuzioni, felice del supplizio altrui, e commenta il crollo dei rimmel, l´infortunio estetico, la stecca, la battuta goffa, l´ospite loffio, con consumato cinismo. I cantanti "da Sanremo" ci vanno con finta mansuetudine, come a un tardivo provino imposto dalla professione, in realtà immalinconiti dall´invidiosa coscienza che i più bravi disertano da secoli il palco dell´Ariston. Intanto Bonolis, che nel 2005 dichiarava, che la vera musica "scorre altrove" anche quest'anno zitto zitto cacchio cacchio, si porta via il suo milione di euro e buonanotte ai suonatori.

martedì 10 febbraio 2009

Becchini obiettori




Nelle capacità morali e legali di questo paese il signor Englaro vi ha confidato troppo. Esporsi al giudizio delle persone è di per se un atto coraggioso e nobile, ma se queste persone e questa comunità sono dominate dalla fede e non dalla scienza, dalla superstizione e non dalla realtà, quanto può valere il suo giudizio? Al momento non sono a conoscenza di gilde di becchini obiettori di coscienza, ma vuoi vedere che il vaticano una ultima carta se la gioca.

lunedì 9 febbraio 2009

Tappi al naso




Il dibattito pro e contro il "declino italiano" si alimenta di dati, ragionamenti e confronti su quanto si produce, si esporta, si importa, si compra e si vende. Ma un minuto di semplice riflessione, verso le continue aggressioni all’attuale forma repubblicana da parte di questo governo, dovrebbe, per ogni italiano di qualche dignità e di qualche pensiero, mandare all’aria qualsiasi analisi pacata. La pura sofferenza civile, il senso di impotenza politica non sono leggibili nei tabulati. Non sono numeri, non sono diagrammi, sono malessere puro, umiliazione. Ma incidono, eccome, sull’umore della comunità. Il "declino italiano" è soprattutto psicologico, sfugge alle griglie degli analisti economici. La diffusa sensazione di malessere non riguarda i soldi in tasca, o i conti con l’estero. Tanto è vero che ora non sto a chiedermi dove siano finiti i miei risparmi lasciati in una polizza assicurativa, ora ho capito che hanno la medesima fine della costituzione, e del diritto di ogni individuo ad autodeterminarsi e cioè a puttane.

sabato 7 febbraio 2009

Prostitute di stato




Non sappiamo in quali condizioni - con quanti lividi, quante amputazioni - uscirà dal suo iter parlamentare il DDL sul caso E.E. Nel frattempo, credo ci si debba complimentare con le giovanissime signore ministre Meloni e Prestigiacomo (in ordine alfabetico) per avere sbrigato con relativa rapidità, una pratica tanto spinosa. Secondo me dev’essere andata più o meno così: si sono chiuse a doppia mandata in uno stanzino e si sono dette, reciprocamente: “Senti, cocca. Qui dobbiamo uscirne vive. Tutte e due. Fuori ci aspettano orde di custodi della fede pronti a farci gavettoni di acqua benedetta, laici incazzatissimi, libertini organizzati nostri unici sostenitori. Ognuna di noi due ha i suoi precettori morali in attesa di impallinarla. Dunque rimbocchiamoci le maniche, ordiniamo molti caffè e mettiamoci al lavoro. O si fa questa legge o si muore”. Tutto sommato ce l’hanno fatta, e la domanda inevitabile è, se due donne, coetanee della povera Eluana, giovani e belle, famose e di potere, mamme o future mamme ( loro si che possono) non capiscono quanto sia importante per una donna non tanto il potere di cui loro "godono", ma la bellezza della vita e di poter mettere al mondo un figlio e stringerlo fra la braccia, se non capiscono questo, è giusto che continuino a lavorare per il loro protettore.