Essere un uomo della strada, di questi tempi, è davvero molto impegnativo. Una volta era sufficiente aggirarsi per i bar e sugli autobus borbottando opinioni generiche contro il governo. Ma oggi noi uomini e donne della strada rivestiamo un ruolo sociale di grande delicatezza e rilievo: basti pensare che circa la metà dei palinsesti televisivi è appaltata all'uomo della strada, alle sue opinioni, ai suoi umori. Quindi si deve prestare la massima attenzione. Se per esempio ci si reca a manifestare e gridare "Razzista assassino" sotto casa del barista, che ha massacrato e ucciso a sprangate il povero diciannovenne del Burkina Faso, guardiamoci bene attorno, ci potrebbe essere una troupe del Tg 5 che facendo un'inchiesta sul caro-prezzi, non si farebbe mai sfuggire l'immagine di un capannello tumultante di persone con occhi strabuzzati e la bava alla bocca. Perchè ora come ora, cosa meglio della crisi economica, può mascherare una xenofobia latente, pronta ad esplodere con il suo vero nome.
lunedì 6 ottobre 2008
Tabù
Essere un uomo della strada, di questi tempi, è davvero molto impegnativo. Una volta era sufficiente aggirarsi per i bar e sugli autobus borbottando opinioni generiche contro il governo. Ma oggi noi uomini e donne della strada rivestiamo un ruolo sociale di grande delicatezza e rilievo: basti pensare che circa la metà dei palinsesti televisivi è appaltata all'uomo della strada, alle sue opinioni, ai suoi umori. Quindi si deve prestare la massima attenzione. Se per esempio ci si reca a manifestare e gridare "Razzista assassino" sotto casa del barista, che ha massacrato e ucciso a sprangate il povero diciannovenne del Burkina Faso, guardiamoci bene attorno, ci potrebbe essere una troupe del Tg 5 che facendo un'inchiesta sul caro-prezzi, non si farebbe mai sfuggire l'immagine di un capannello tumultante di persone con occhi strabuzzati e la bava alla bocca. Perchè ora come ora, cosa meglio della crisi economica, può mascherare una xenofobia latente, pronta ad esplodere con il suo vero nome.
giovedì 2 ottobre 2008
Crack

Certo che un minimo di tenerezza, si dovrebbe provare nei confronti di chi in questi giorni, con scatole di cartone piene di portaritratti di mogli e figli in bella posa, scendono con gli ascensori più veloci del mondo, dai loro uffici panoramici nel pieno centro della city New Yorkese, per poi salire sui loro suv europei, (perchè le Cadillac le hanno anche i muratori arricchiti) e dirigersi dritti dritti, senza nemmeno voglia di un drink in un wine bar, con donnine al palo, nella loro bella casa del vicino New jersey. La Stanley & Laurel, che tanto mi ricorda la famosa coppia di comici, come altre importanti banche d'affari, cambierà ragione sociale, non si può andare avanti con due cognomi. Durante il recente crack, Stanley, per esempio propendeva per un sistema di risparmio detto del "materasso" l'idea per lui, era quella di fornire ai suoi clienti, materassi con apposita fodera-portafogli, dove riporre denaro contante, libretti degli assegni e titoli di Stato. Per Laurel, invece la parola d'ordine era il "torniamo al mattone" i risparmiatori meno accorti, molti dei quali hanno acquistato interi bancali di laterizi, tegole e tavelle accatastandoli in cortile, sono ancora in attesa dei primi profitti. Sbagliati anche gli investimenti in case di compensato sulla costa della Florida, spazzate via dagli uragani: rimane solo il water imbullonato al pavimento, e il proprietario seduto sopra che telefona al suo consulente finanziario gridando "venga qui, idiota, a ripetermi le sue cazzate sugli investimenti immobiliari". Dai, abbiate un minimo di cuore.
L'idea mi è venuta leggendo un articolo di Michele Serra
lunedì 29 settembre 2008
Chanel
E' sempre difficile scegliere un regalo di compleanno, poi se non si tratta di un coetaneo lo diventa ancora di più. Pensavo di regalargli un cd di Caparezza, ma poi mi viene in mente che lo stesso regalo glielo donai l'anno precedente. Di cravatte a pois non se ne parla nemmeno, ha l'armadio pieno, di portafogli non ne fa uso, lui usa il portaborse. Tutte le bandane che gli ho regalato ultimamente, le usa come bavagli per quelli che scrivono sulla Repubblica e anche per quelli che ci vivono. Ripiego allora sul solito profumo, lo scelgo alle rose, perchè da qualche parte ho letto che un recente studio, fatto su alcuni volontari sembrerebbe dimostrare che durante la fase "rem" questo intenso profumo aiuti il sonno, mentre quello di uova marce provochi incubi. Da quanto mi dicono, pare abbia gradito sia il dono che il biglietto d'auguri, e contemporaneamente abbia commissionato decine di litri di Chanel n°5 da cospargere su scuole e magistrature. Unitevi a me negli auguri, basta anche un pensierino.
venerdì 26 settembre 2008
Siamo balilla

A Roma il premier aveva chiesto all'imprenditore di costruire una cordata per la compagnia di bandiera. Avendola costruita, e quindi conoscendone la struttura, l'imprenditore vi fu rinchiuso con i suoi dipendenti. Per far scappare i suoi dipendenti in esubero, l'imprenditore costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Furbescamente, disse loro di volare il più alto possibile. Tutti allora si fecero prendere dall'ebrezza del volo e si avvicinarono troppo al sole (nella mitologia Féssi); il calore fuse la cera, facendoli cadere nel mare dove morirono. A lavoro concluso il premier pensò bene di concedersi tre giorni di "remise en forme". Tuttavia ho qualche dubbio che lui abbia un sosia, il sospetto mi viene alimentato da un annuncio apparso su molti giornali: 'Cercasi persone molto basse pettinate come gli omini del calcio balilla'.
(Fonte Gianspedia)
martedì 23 settembre 2008
Valvole

Stavo seduto a guardare il mio idraulico. Mentre lui armeggiava tra chiavi inglesi, tubi e strumenti a me sconosciuti, io pensavo d'essere un uomo fortunato, in fin dei conti l'aspettavo da sole due settimane. Tutto sembrava filasse liscio, ma d'improvviso mi dice: " mi manca una valvola di ritegno, non posso continuare il lavoro" . Devo dire, che queste parole mi hanno aperto un mondo altrettanto liquefatto ma tangibile. Il ritegno, cioè la battaglia quotidiana contro le tentazioni, l'autocontrollo, che chi più chi meno persegue, nella convinzione che a lungo termine sia garanzia di una vita sana e felice, altro non è che un modo per non mettersi mai in gioco. La totale evirazione dell'impulsività, che ognuno porta in dote dall'infanzia viene scambiata per maturità e segno di rispetto per le regole. In realtà ho paura che in questo modo, ci si neghi tutta una serie di emozioni, che solo con un consapevole saper cedere, la vita può offrire. G.B. Shaw diceva che le cose più belle della vita o sono immorali o sono illegali oppure fanno ingrassare. A questo punto, era doveroso da parte mia prendere una decisione. Bene l'ho presa.
sabato 20 settembre 2008
Poker

Quando siedo al tavolo da gioco, e ricevo le carte, una incontrollata mania fa si che le disponga sempre partendo dai cuori per poi passare a fiori, denari e picche. Anche seduto al tavolo della vita, mi rendo conto di fare altrettanto, e a volte, mi soffermo a pensare se questa simbologia abbia un senso e vada rispettata, oppure se è meglio mescolare le carte e prenderle come vengono. Il risultato della partita certo non dipende da questo, ma dalla capacità di usare tutte le carte nel modo migliore. Alla fine sarei disposto anche a mostrarle, in tal caso avrei poche speranze di vincita, ma vuoi mettere la soddisfazione di non dover mai bluffare.
giovedì 18 settembre 2008
Note stonate

E' sempre un piacere notare quanto la fantasia umana non abbia limiti. Da questa, la nostra specie ha sempre attinto a piene mani per far fronte a tutta una serie di esigenze, tese di solito soddisfare i sensi. La fantasia può davvero tanto, per esempio, creare un racconto che rapisca il lettore e lo coinvolga in un susseguirsi di vicende, che a momenti gli pare di viverle. La fantasia ci ha regalato opere d'architettura, che nemmeno il tempo potrebbe scalfire. a tutto beneficio della vista, per non parlare della fantasia usata in cucina, probabilmente una di quelle che appagano maggiormente chiunque. Poi ci sono quelle musicali, tutti i grandi compositori ne hanno composto almeno una. La sensazione che ho, è che sia una dote fondamentale in ogni uomo, certo, va usata in abbinamento a una certa dose di genio, altrimenti il rischio di mettere insieme delle note stonate come: "DI DO RE" potrebbero costringere le coppie di fatto e non, ad un minimo di trenta rapporti sessuali al mese, pena il licenziamento.
martedì 16 settembre 2008
Paragoni

Grazie Richard
Come ho fatto a non pensarci prima. Stavo in silenzio a rimuginare su tutti i problemi che affliggono il nostro bel paese, (qualcuno dovrà pur farlo) e mi dicevo: "basta qui, si fa l'Italia o si muore" . La mente mi andava oltralpe, e in quel tunnel che ci collega, i miei pensieri correvano come un camion con l'autista sbronzo. Nei miei contorsionismi mentali facevo dei paragoni di tipo architettonico, loro hanno la torre Eiffel e noi quella di Pisa, loro Versailles e noi la reggia di Caserta, noi il vaticano e loro no! e questo dovrebbe essere un uno a zero per noi, ma chissà come ho qualche dubbio. Conclusa questa analisi approfondita sulle ricchezze che una nazione orgogliosamente sbandiera, sono passato ai personaggi storici. Non vorremo mica paragonare Napoleone con la sua Waterlow al nostro Cesare, li vinciamo di certo, per poi pareggiare con gli attuali primi ministri. Se poi passiamo all'arte e alla scienza, davvero ci rendiamo conto che non abbiamo nulla da invidiare a nessuno. Certo probabilmente, per troppo tempo ci siamo cullati su questo aspetto, il lavoro di Mazzini, Cavour e Garibaldi non era eterno, e un minimo di manutenzione si doveva pur dare, ma continuo a credere che comunque, a quelle basi mancava qualcosa, e qui innegabilmente usciamo sconfitti. "Liberté, Égalité, Fraternité" .
domenica 14 settembre 2008
"Squola"

Ero pronto a scrivere di sensazioni e ricordi legati a profumi di sugo provenienti dalla cucina e rumori di coltelli pesanti che tagliavano la carne. Di Domeniche dedicate al riposo, dove la delicatezza di una madre, pur di non svegliarmi, badava bene a non sbattere la scopa mentre spazzava i pavimenti. La sveglia della Domenica era per le dieci, subito dopo la colazione, la doccia e il vestito buono per la messa. A mezzogiorno il rientro a casa scandito dal solito "che Dio sia lodato" (obbligatorio in casa mia, a rischio vi erano i miei ravioli fumanti con abbondante parmigiano) con annesso " sempre sia lodato" . Mia madre, nonostante quanto detto, non era una fervente cattolica, e in chiesa posso contare le volte che l'ho vista assieme a me. Una per il battesimo, (immagino) una per comunione e cresima, e di questo ne sono certo. Lei era cattolica questo si, ma probabilmente era la liturgia a tenerla lontana dalla chiesa, per lei prima di tutto veniva la famiglia e l'educazione. Chissà come avrebbe visto le nuove riforme sulla scuola, lei che faceva tutto questo per mandarmi il Lunedì, con il fiocco impeccabile e il grembiule stirato con amabile cura. Mi chiedo se lei, che aveva una spiccata ironia e la risposta brillante sempre sulla punta della lingua, non avesse avuto qualcosa da obiettare. Di una cosa sono certo, questo commento di Michele Serra, un sorriso e una risata gliela avrebbero strappata.
Grembiule
Il grembiule sarà a vita bassa, da indossare rimboccato sul culo e con le mutande firmate ben visibili, perché sia chiaro che il ritorno ai sani costumi di una volta non deve penalizzare l'economia nazionale. Azzurro per i maschietti, nero per le femminucce, dovrà essere indossato fino al giorno della tesi, con il fiocco bene annodato e il cestino della merenda sempre a portata di mano. Anche le università dovranno dotarsi di un'altalena in cortile per la ricreazione
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