Copio e incollo da un vecchio post:” ..E a sei anni, da bravo scolaro col grembiule e il fiocco, cantavo a memoria "Garibaldi fufferito" convinto che Garibaldi fosse il nome e Fufferito il cognome…” Poi tolto il fiocco, ho approfondito la conoscenza. Mi chiedo se quelli della Lega invece, non stiano ancora a cantare la gioiosa canzoncina.
giovedì 6 maggio 2010
mercoledì 5 maggio 2010
Cellule

"La sinistra dell'intellighenzia o una manciata di oligarchi impegnati a difendere la loro bottega estremamente fruttuosa... una sinistra a cui non resta più che il nome di sinistra, che si attesta su posizioni assimilabili al catechismo della sinistra politicamente corretta. E nel catechismo di sinistra vi è la leggenda di un Freud liberatore, ebreo di sinistra, uomo illuminato, amico delle donne. La realtà è meno prosaica: Freud simpatizzava per i cesarismi politici del XX secolo e di questo testimonia una dedica estremamente elogiativa a Mussolini, scritta nel 1933, (lo definì Eroe della Cultura) il suo appoggio al regime austro-fascista del cancelliere Dollfuss, il lavoro con gli emissari dell'Istituto Goering perché la psicanalisi potesse continuare a esistere sotto il regime nazionalsocialista, il suo odio per la sinistra, la pubblica riprovazione contro Reich, colpevole di simpatie bolsceviche e estromesso a causa del suo marxismo, e questo accadeva in piena dittatura nazista. Freud era ontologicamente misogino e fallocrate. D'altra parte, ha difeso l'occultismo, la numerologia, ha praticato riti per scongiurare la malasorte. Di lui sappiamo solo quello che hanno fatto i freudiano-marxisti: che è ben lontano dai testi freudiani".
Michel Onfray
"Se l'evoluzione della civiltà è tanto simile a quella dell'individuo, e se usa gli stessi mezzi, non saremmo giustificati nel fornire la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili o forse l'intero genere umano siano divenuti «nevrotici» per effetto del loro stesso sforzo di civiltà?"
Sigmund Freud
martedì 4 maggio 2010
Senza fette di salame*

Sono un felice eterosessuale, anzi dirò di più, se me la dessero con più frequenza indosserei i paraocchi fino a non capire alcune ragioni omosessuali. Contemporaneamente ho quel che si dice un buon lavoro, e se mi offrissero una promozione a scapito di un mio collega indosserei un'altro paraocchi. Guido l'auto da dio, vado a cento orari nel traffico e sosto in terza fila anche se la prima è libera, tanto indossando il mio paraocchi di certo non starò a pagare la multa. Vado a votare e voto il più forte, quello che mi somiglia di più, quello con il paraocchi. Poi mi sveglio, era tutto un brutto sogno, da qualche parte in Europa i paraocchi sono banditi più e meglio dei burka in Belgio..Si noti che, in ogni caso di libertà nostra e altrui si tratta.
*A Raser
lunedì 3 maggio 2010
Parton dal pratino

Dirò una banalità di un populismo più unico che raro. Anche a me, piacerebbe affacciarmi dalle finestre di casa e godere della vista del Colosseo, o magari di una spiaggia. Assorbire il calore di un tramonto stando comodamente nel balcone di casa. Invece nulla, se m'affaccio vedo l'apecar del mio vicino di casa, che per vivere raccoglie e vende cartone, o la betoniera del mio amico muratore. Unica speranza, questo devo ammetterlo, il ticchettio di tacchi che ogni tanto segnala il passaggio di una vicina gran gnocca. Quindi non è livore, quello che provo per chiunque scali i piani alti della società, la benevolenza degli amici e i regali degli amici potenti, ma il disgusto per come in tanti lo fanno. Viva quindi la Del Santo, che almeno sappiamo come si è conquistata quell'attico e abbasso gli scalatori sociali di paraboliche altrui. Che sono certo ci sarà un modo di essere vivi, e contenti di sé, anche con altre maniere, altri metodi e altre compagnie.
domenica 2 maggio 2010
Codici di vita o morte

Circa quindici anni fa, un mio collega entrava clandestinamente in Italia proveniente dall' Albania. Con lui ci siamo conosciuti lo scorso anno e ogni volta che ci si incontra, passo ore a sentire le sue vicende, ma soprattutto gli stili di vita di una nazione che chiede d'entrare nella Comunità Europea, allineandosi al rispetto di tutti i criteri di adesione: democrazia, stato di diritto, economia. Edmondo (questo il suo nome) è originario del nord, lavora come un forsennato ha sempre il sorriso sulle labbra, ma in questi giorni lo vedevo assente e preoccupato, mi ha poi confessato che due suoi cugini sono in fuga nei pressi di Scutari per aver sparato (senza uccidere) un loro vicino di casa. Cacchio faccio io, sono ricercati dalla polizia? lui mi ha risposto di no! "da noi vige il «Kanuni i lekë Dukagjinit» Gli ho chiesto cosa fosse. Questa la sua spiegazione:
Il Kanun è il complesso del diritto consuetudinario, uno dei pochi diritti consuetudinari conservatisi in Europa. Tali consuetudini, in confronto alle elaboratissime «institutions» dei popoli più progrediti, sono certamente primitive; ma è lo spirito del Kanun, veramente poetico, che bisogna cercare e sentire, se ci si vuole accostare a quel popolo ed apprezzare la salda maturità interiore.
La società albanese del Kanun è quasi sprovvista di un vero governo; le funzioni dei capi sono quasi esclusivamente funzioni giuridiche e militari. La giustizia è amministrata da un consiglio di anziani che vengono eletti in considerazione della loro saggezza e della loro prudenza: queste sono le vere virtù, e, le virtù sole, l'essenza di ogni vera nobiltà. La base del Kanun è nel complesso di leggi morali che ogni uomo giusto sente dentro di sè; è nella verità dei valori spirituali che nascono con noi e non si apprendono dai codici. Gli Albanesi trovano nell'intimo del proprio animo le regole per una sana convivenza sociale col rispetto reciproco delle singole personalità, ed hanno, quindi, poco bisogno di leggi che impongano dall 'esterno i limiti indispensabili nei rapporti con il prossimo. Con ciò non è da pensare che si ,possa riconoscere al Kanun, nell'epoca moderna, la completezza per regolare la vita di un popolo. Tutt'altro; esso presenta un insieme di concezioni oramai in massima parte superate. Ma se la levatura del popolo è tale che esso ancora aderisce pienamente a quella forma, pur primitiva, di vita, non è giusto voler forzare il suo cammino, togliendogli, a nome di una migliore civiltà, ciò che fa la base del suo sentire.
In sostanza, i due cugini di Edmondo, non sono stati denunciati alle autorità, nessuno in buona parte dell'Albania lo farebbe, i conti si regolano tra famiglie nel rispetto del Kanun. A questo punto mi chiedo se davvero l' Albania sia culturalmente pronta per l'Unione Europea.
La società albanese del Kanun è quasi sprovvista di un vero governo; le funzioni dei capi sono quasi esclusivamente funzioni giuridiche e militari. La giustizia è amministrata da un consiglio di anziani che vengono eletti in considerazione della loro saggezza e della loro prudenza: queste sono le vere virtù, e, le virtù sole, l'essenza di ogni vera nobiltà. La base del Kanun è nel complesso di leggi morali che ogni uomo giusto sente dentro di sè; è nella verità dei valori spirituali che nascono con noi e non si apprendono dai codici. Gli Albanesi trovano nell'intimo del proprio animo le regole per una sana convivenza sociale col rispetto reciproco delle singole personalità, ed hanno, quindi, poco bisogno di leggi che impongano dall 'esterno i limiti indispensabili nei rapporti con il prossimo. Con ciò non è da pensare che si ,possa riconoscere al Kanun, nell'epoca moderna, la completezza per regolare la vita di un popolo. Tutt'altro; esso presenta un insieme di concezioni oramai in massima parte superate. Ma se la levatura del popolo è tale che esso ancora aderisce pienamente a quella forma, pur primitiva, di vita, non è giusto voler forzare il suo cammino, togliendogli, a nome di una migliore civiltà, ciò che fa la base del suo sentire.
In sostanza, i due cugini di Edmondo, non sono stati denunciati alle autorità, nessuno in buona parte dell'Albania lo farebbe, i conti si regolano tra famiglie nel rispetto del Kanun. A questo punto mi chiedo se davvero l' Albania sia culturalmente pronta per l'Unione Europea.
venerdì 30 aprile 2010
Mastica e sputa

Ci siamo; Sacconi è sceso dal monte con in mano le tavole della legge, fortunatamente ci ha fatto uno sconto: "Sono 4 le leve su cui agire per incrementare il tasso di occupazione femminile" evviva, ma vediamole nel dettaglio. Punto numero uno, "modulazione degli orari di lavoro". Cosa significa, forse che saranno gli uomini a dover coprire i turni sfavorevoli alle donne, mah mi resta il dubbio. Punto due, "provvedere alla diffusione dei servizi di cura attraverso un incremento dei nidi familiari" ottima idea davvero nulla da eccepire, resta da capire chi pagherà i buoni prepagati. Punto tre, " contratti di inserimento agevolati per il Sud", questa cosa mi suona come una discriminazione nei confronti degli uomini. Punto quattro e quì chiudiamo in bellezza, " investimenti in formazione". Pare che Sacconi non legga le statistiche, in Italia si contano poco meno di 15 giovani laureati maschi, contro le 23 donne. Ma forse, per formazione verso le donne, il ministro intendeva corsi di taglio e cucito.
giovedì 29 aprile 2010
Hai da accendere?
Su suggerimento di Gasparri, per stemperare la tensione Berlusconi ha iniziato a fumare venti sigarette al giorno, ma mai senza Bocchino, anzi pare si sia fumato pure quello.
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