Come sempre più spesso avviene, le dispute sulla forma e le urla dei contendenti finiranno per celare la sostanza. Che è particolarmente dura, ma anche particolarmente semplice: la lista dei ministri e dei sottosegretari del governo italiano è stata o non è stata condizionata da favori sessuali? Se sì, lo scandalo sarebbe enorme in qualunque democrazia. Se no, lo scandalo non esiste e va archiviato subito. Il resto è un guazzabuglio neanche troppo divertente di moralità assortite e di complicità ghignanti. E così, alla fine, vedrete che dovremo fare a meno anche di quel "sì" o di quel "no". Non la verità, che è materia quasi astratta, ma la realtà sarà ancora una volta sottratta a quel che resta della pubblica opinione. Dei costumi sessuali del maschio Alfa del Paese, come di quelli di chiunque, non mi importa nulla. Non riesco neanche a giudicare i miei, figuratevi quelli degli altri. Ma mi importa moltissimo, invece, sapere se qualche ministro o qualche sottosegretario è stato nominato senza altro merito che un pedaggio sessuale pagato al potere. È una domanda che esprime soltanto l’istinto democratico basico, l’abc della correttezza istituzionale. Peccato vederla sparire dal dibattito
sabato 9 maggio 2009
Promesse e debiti
Come sempre più spesso avviene, le dispute sulla forma e le urla dei contendenti finiranno per celare la sostanza. Che è particolarmente dura, ma anche particolarmente semplice: la lista dei ministri e dei sottosegretari del governo italiano è stata o non è stata condizionata da favori sessuali? Se sì, lo scandalo sarebbe enorme in qualunque democrazia. Se no, lo scandalo non esiste e va archiviato subito. Il resto è un guazzabuglio neanche troppo divertente di moralità assortite e di complicità ghignanti. E così, alla fine, vedrete che dovremo fare a meno anche di quel "sì" o di quel "no". Non la verità, che è materia quasi astratta, ma la realtà sarà ancora una volta sottratta a quel che resta della pubblica opinione. Dei costumi sessuali del maschio Alfa del Paese, come di quelli di chiunque, non mi importa nulla. Non riesco neanche a giudicare i miei, figuratevi quelli degli altri. Ma mi importa moltissimo, invece, sapere se qualche ministro o qualche sottosegretario è stato nominato senza altro merito che un pedaggio sessuale pagato al potere. È una domanda che esprime soltanto l’istinto democratico basico, l’abc della correttezza istituzionale. Peccato vederla sparire dal dibattito
giovedì 7 maggio 2009
Puerpere diciottenni

Per fugare qualsiasi dubbio, sul possibile sdoppiamento di personalità, le facoltà intellettuali del premier sono continuamente testate dai suoi neurologi personali, con domande a bruciapelo. Ma il protocollo è discutibile: pare che le domande siano troppo facili perché i neurologi del PDL sono dei leccaculo e vogliono fargli fare bella figura: le due domande più ricorrenti sono "come ti chiami?" e "ripetilo". Per rendere più significativo il test è stato inserito nello staff uno psichiatra del PD, con il compito di alzare il coefficiente di difficoltà: ha inserito "dove abiti?". Il cerebro di Berlusconi viene prelevato settimanalmente dalla scatola cranica, immerso nel latte di puerpere diciottenni, massaggiato da suonatrici d'arpa vergini, arricchito di cellule. Nel frattempo, in attesa di riavere il suo cervello, Berlusconi fa conversazione con Bossi. Solo tra molti anni il cervello sarà affiancato da un cervello ausiliario, prelevato da un volontario che può anche farne a meno (si pensa a Capezzone), e collocato in uno zainetto sulla schiena del premier. Secondo il dottor Scapagnini il piano è infallibile, ma con una possibile incognita: che il paziente fugga nottetempo, ritirandosi in uno studio televisivo per invecchiare in santa pace e morire, tra molti anni, tra le braccia di un vecchio giornalista leccaculo pure lui, che gli conta le rughe e lo accarezza dicendogli: "è stato solo un brutto sogno".
martedì 5 maggio 2009
La fine del passero

C’è una buona notizia. Pare che a Parigi gli osservatori più attenti, possano intravedere tra i parchi della capitale il ritorno delle volpi, ma anche il fiorire di orchidee in un tripudio di libellule e di grilli. Uno dei responsabili delle politiche ecologiste ci tiene a dire, che questo è il frutto dell’eliminazione di diserbanti e altri prodotti chimici: “la natura si riprende i suoi diritti”. C’ è e mi dispiace, anche la cattiva notizia, i passeri stanno sparendo soprattutto nei quartieri lussuosi, li a quanto pare la cura delle case e l’assenza di crepe sui muri, impedisce ai festosi pennuti la costruzione dei loro nidi. Mi sono detto: Non si può continuare ad oltranza con l’eterna inimicizia tra italiani e francesi, abbiamo le professionalità per farlo, potremo aiutarli nominando Bertolaso, come commissario straordinario per l’emergenza del passero, mandarlo a Parigi con un pool di costruttori collusi con la mafia, e nel frattempo ospitare i simpatici volatili d’oltralpe in Abruzzo.
domenica 3 maggio 2009
Nuove tendenze

Il grande successo della Fiat e di Marchionne in America sta facendo tendenza. Il richiamo al passato esercita sugli italiani un fascino irresistibile, (mi torna in mente Raul Gardini) e stilisti, creativi e uomini del marketing stanno preparando il lancio di nuovi prodotti dotati dello stesso potere evocativo. Si riparte dalla nuova minigonna, è identica alla precedente, ma si indossa allacciandola sulla fronte e lasciando scoperti i glutei e i genitali. Subito interviene Bagnasco a dichiarare che i genitali da mostrare, sono una loro esclusiva. Anche il mondo del cinema è in fermento, si parla di una nuova Sophia Loren, che girerà una nuova 'Ciociara' (storia di una concorrente del 'Grande Fratello' che violenta un intero battaglione di soldati americani), sono allo studio una nuova Lollo che in 'Coca, amore e fantasia' darà vita a una simpatica saga sulla provincia italiana. Bagnasco dichiara che Zeffirelli è insuperabile e che Tinto Brass non ragiugerà mai simili risultati. Viste le dichiarazioni del Bagnasco, anche i seminari italiani vengono presi dalla smania del nuovo: È l'operazione più difficile trovare un nuovo papa. Quello attuale si sforza di tornare al passato, ma ha esagerato retrodatando l'effetto nostalgia al Seicento e alla Controriforma. Un pool di seminaristi sta cercando di convincerlo a rinunciare almeno alle babbucce di Cesare Borgia, con stiletto incorporato, e di sostituire i cappellini della linea Torquemada con quelli di Elton John, che sono quasi identici ma almeno non attirano i pipistrelli. Ma il fallimento del restyling è quasi certo: il papa, durante le prove del 'discorso della Luna' che rese così amato papa Giovanni, ha fatto piangere i bambini presenti. Bagnasco, dichiara che i bambini che piangono, sono i figli degli operai licenziati dalla Fiat di Pomigliano, dove presto verrà costruita una nuova "papamobile" marchiata Chrysler con cui andrà a confortarli.
sabato 2 maggio 2009
mercoledì 29 aprile 2009
Votiamo con i ceci

Il futuro politico italiano è una incognita solo apparente. Esaminando i precedenti storici, è sufficiente una banale elaborazione logico-matematica per avere la sequenza precisa degli avvenimenti di qui ai prossimi anni. Mentre il centrosinistra s'affanna a chiedere un tavolo delle trattative per una nuova legge elettorale, Berlusconi si proclama unico interprete della volontà popolare e indice le elezioni per il 21 giugno, con il sistema uninominale secco: ogni elettore dovrà segnare con un cece il volto di Berlusconi sulle speciali cartelle della tombola distribuite nei gazebo. Se il cece cade per terra la volontà dell'elettore sarà comunque chiara, certificata da Bonaiuti che viene nominato Garante della Democrazia. Asserragliati in un bar dell'Aventino, i leader di tutti gli altri partiti studiano le contromosse, elaborando una bozza di programma che andrà sottoposta a una commissione interpartitica che elabori una strategia per presentare a Napolitano, entro i prossimi sei mesi, una proposta di modifica della nuova Costituzione nel frattempo scritta e approvata da Berlusconi. Napolitano diffida Berlusconi: le elezioni con il cece non possono essere ritenute valide. Ma ormai sarà estate e Berlusconi da qualche giorno a riposo a Villa Sardegna (una splendida residenza, con superficie pari all'intera isola), passeggerà mano nella mano con le sue letterine, non più ad insegnarle la giusta pronuncia di: "kiss me" ma solo importanti questioni politiche.
lunedì 27 aprile 2009
L'eco sul lungomare

Settembre 2012, isola della Maddalena, i lussuosi hotel del G8 trasformati in penitenziari. Con una clamorosa decisione, Dario Franceschini ha deciso di uscire dalla componente democratica del gruppo riformista e di fondare una componente riformista del gruppo democratico. La notizia ha profondamente scosso la vivace comunità della sinistra italiana, che si trova al gran completo al confino nell'isola della Maddalena da quando in Italia i partiti sono stati dichiarati fuori legge dal Direttorio del Popolo che ha preso il potere, abolendo i partiti e sostituendoli con un Amministratore Unico. Nella piazzetta dell'isola, durante l'ora d'aria, non si parla d'altro: c'è chi sostiene che Franceschini abbia agito troppo impulsivamente, chi sospetta una mossa tattica in vista di una nuova corrente laburista, chi prevede una rottura dei rapporti tra i tre gruppi rivali. Per fortuna, in una cella imbottita, è detenuto anche Tonino Di Pietro (il primo italiano tratto in arresto dal nuovo regime) che intrattiene i politici detenuti sull'isola con battute esilaranti su quanto fanno schifo i partiti, molto applaudite soprattutto dalle guardie di sorveglianza. I capi della sinistra, fin dai primi giorni di esilio, hanno capito che, per non piegarsi alla dittatura, era indispensabile mantenere intatti lo spirito e le abitudini della vita democratica. Si sono dunque divisi in una decina di partiti, ciascuno dei quali si è proclamato Comitato di Liberazione Nazionale invitando gli altri ad aderire. "Sei tu che devi aderire al mio", "Sì, ma solo dopo che tu hai aderito al mio", "Aderisci prima tu", "No, aderisci prima tu", "Io aderisco solo dopo che ha aderito lui", "Perché non dici di aderire a tua sorella?": ancora echeggiano, sul lungomare della Maddalena.
venerdì 24 aprile 2009
Libera satira

La domanda se esistano i famosi "limiti della satira", dettati da qualche autorità non ancora identificata oppure autoimposti, è tanto vecchia quanto irrisolta. Tanto che possiamo ben dire che no, non esistono limiti codificati o codificabili. Mutano e si spostano tanto quanto i "limiti del pudore", che assecondano oppure contraddicono le sensibilità sociali e individuali, i tabù di gruppo e di casta, le suscettibilità culturali, politiche e religiose. Ciò che diverte qualcuno offende altri. E rispetto a svariate e delicate faccende di interesse pubblico, l’eterno dibattito è tra chi ritiene improprio e volgare parlarne con i piedi nel piatto, e al contrario chi considera scandaloso e vigliacco non farlo... Saremmo, dunque, tipicamente nel campo del relativismo etico. Ognuno si arrangia e giudica, lungo il confine sempre labile (cioè: labile da sempre) che separa il dileggio dalla diffamazione, l’acutezza critica dall’oltraggio insopportabile. La lingua batte dove il dente duole, e se domani un qualsiasi vignettista, disegnasse un milite ignoto con il viso di Berlusconi, nessuno dovrebbe indignarsi, ma semplicemente chiedersi, come mai tale viso sia stato capace di sostituirsi anche a quello della ragione. Auguri di buona liberazione: La prossima.
Chi deve ?

Mi si chiede a gran voce d'esser più leggero, ci provo ma sappiate che è lo stomaco, più che la mente, a prendere il sopravvento. Lascio queste due righe, spero leggere, spero inutili e da non riscrivere.
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A dimenticare che siamo solo uomini
voi sulla gomma a sprofondare nell' onda,
noi ad aspettare e contare quante manette possano servire
voi che la cresta dell'onda è troppo alta e vi nasconde il sogno,
chi negherà che siamo uomini comuni
e nulla ci appartiene.
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