lunedì 13 settembre 2010

Serve un muro




Non riuscirò probabilmente, nello spazio ristretto di un post, a esprimere quanto, la sacrosanta protesta del corpo docente (vedi una parte della riforma scolastica) sia comunque, secondo il mio punto di vista, controproducente se mescolata e messa a disposizione degli studenti (a vent'anni si è stupidi davvero diceva Guccini). Per fare questo, devo per forza ripercorre gli anni dei miei studi. Anni in cui un semplice malcontento del collettivo insegnante, veniva strumentalizzato e tradotto in scioperi di comodo e per questo avvallati anche dai genitori. Era un must infatti, rientrare a casa addossando le colpe agli insegnanti. Tutto questo, avveniva senza il tam tam del web, e già allora si accusava lo scarso livello di apprendimento scolastico Italiano rispetto ad altre nazioni europee. Esisteva una decenza, ecco la parola giusta, forse è questa: decenza, quella che separava docenti da alunni, non esistevano Facebook, Blog o mail a mescolare i fronti. Cari docenti di ogni ordine e grado, difendete le vostre posizioni, ma siate consapevoli che coinvolgere i vostri studenti sarebbe l'esatto opposto al vostro intento, paradossalmente i vostri studenti, tanto hanno bisogno d'apprendere che da voi avrebbero bisogno d'erigere un nuovo muro.

Scuole precarie



Pare che l' imprenditore di Adro (Brescia) che ad aprile decise di pagare di tasca sua la mensa della scuola materna per i bambini morosi, si sia ora offerto per la demolizione della stessa e accollarsene tutti gli oneri.

domenica 12 settembre 2010

Lunga stretta e razzista



Per quanto stretta e lunga sia l'italietta in cui viviamo, trovo sempre insuperabili difficoltà a distinguerne i lati negativi. Diciamo pure che la stupidità non ha bussole, come pure la criminalità. In quel di Casal di Principe (Caserta) per esempio, si sono "inurbate" decine di famiglie zotiche un tempo dedite all'allevamento di pecore e capre, ma che ora stanchi di mungere, trovano maggiori profitti affiliandosi alla camorra. Ma ci sono anche migliaia di cittadini "inurbati" onesti. Che dire quindi delle decine di brianzoli "inurbati" a Milano e affiliati alla mafia piuttosto che a CL, che poi è la stessa cosa, accerchiati da altri "inurbati" a loro volta onesti. In questo modo si prefigura anche grazie a Brunetta un'appassionante "guerra di civiltà" a cui seguirà un dibattito: se sia peggio taglieggiare i commercianti o se con questi, farci affari seppure illeciti. Complice inoltre l'orribile e arcaico vocabolo usato dal Ministro: "inurbazione" sono certo che non acquisterò "Sud" suo ultimo libro, ma anzi, per dispetto, rileggerò qualcosa di Pasolini: Il potere logora i corpi..

sabato 11 settembre 2010

venerdì 10 settembre 2010

Vi prego, scioperate a vita




Nella mia personale hit parade di quisquilie, ossia l'assoluto menefreghismo nei confronti di usi e costumi, mode e tendenze italiche, a pari merito direi che i programmi della De Filippi e Il grande fratello occupano il secondo gradino del podio. Al primo posto incondizionato, viene invece il calcio, specie quello nostrano. A questo proposito, solo pochi giorni fa, il mio amico Mario, storico magazziniere del Cagliari, mi raccontava delle sfacchinate su è giù per gli stadi di tutta Italia, ma che lui era felice così, e non si lamentava di nulla. Mi è parso quindi doveroso riportare questa notizia nazional-popolare sicuro che i giocatori di pallone, avranno il loro bel contratto rinnovato, non sia mai che facciano la fine dei precari.

giovedì 9 settembre 2010

Divulgazione scientifica




*Il blogger è un mammifero diffusissimo su tutto il pianeta terra ma a rischio estinzione. Si presenta come un normale Homo sapiens sapiens, ma a differenza di quest'ultimo, il suo habitat naturale non sono i centri commerciali; il blogger passa la maggior parte del suo tempo a trovare la giusta motivazione per mandare i normali Homo sapiens sapiens nei centri commerciali e avere quindi il totale controllo del proprio territorio. I blogger per loro natura, possono essere sia predatori che prede, ma solitamente si nutrono a vicenda vivono generalmente in vasti gruppi pur mantenendo anche a costo della loro vita, l'indipendenza. La loro attivita' non conosce orari, infatti i blogger hanno una vista che permette
una visione perfetta anche nelle ore notturne. Si svegliano pensando a chissa' quale commento hanno ricevuto e prima d'andare a dormire dopo l'ennesimo ultimo link, pensano chissà cosa avra' voluto dire quell'ultimo commento. Siamo una bella specie, ma a rischio.



*Ripubblico con notevoli modifiche

mercoledì 8 settembre 2010

Aiutiamolo




A Berlusconi non piace fare il premier, ricordo lo disse a pochi intimi poco più di un anno fa. Sorrisi per un attimo, ma non ci feci troppo caso. Ora, a distanza di tempo invece questa affermazione mi pare illuminante. Questa è forse la più umana ammissione che sia uscita dalla sua bocca. Il potere suscita euforia ma alla lunga sfianca, logora corrode. Dico davvero, provai per lui quasi pena, se non fosse che subito dopo questa dichiarazione, prese nuovamente in mano il piglio dell'euforia, rivelando il vero e più profondo senso del suo disagio: "la verità è che io non sono rimpiazzabile" è dunque è il dovere a costringerlo ai blocchi. Ora a distanza d'un anno, e con un rivale politico che ne rivendica il ruolo, sarebbe da persone sane di mente, rendersi conto di non essere indispensabili. Chi si ritiene indispensabile è una sventura per gli altri e un tormento per se stesso. E' giunto il momento d'aiutarlo, lo chiedeva a voce bassa, liberiamolo da questa incombenza, facciamolo per il suo bene ma soprattutto per il nostro

lunedì 6 settembre 2010

Sasso, carta, forbice.



Esistono giustizieri di vario tipo. Ci sono quelli che usano l'energia elettrica. Fanno parte di quei giustizieri meno attenti all'ambiente, vivono nel capitalismo più sfrenato, comprano petrolio dall'Iran e sono spendaccioni. Ci sono poi i giustizieri da vecchio West, usano il cappio e risparmiano qualche soldo, che poi devono comunque investire in biada per cavalli che trainano i carri da sotto i piedi del condannato. Pure loro comprano petrolio dall'Iran ma sono meno legati alle tradizioni. I giustizialisti avanguardisti preferiscono la chimica, usano siringoni letali, ma per produrre quei veleni, bruciano quantità enormi di petrolio, comprato in Iran. I più rumorosi dei giustizieri, usano la cara vecchia polvere da sparo, una pallottola dritta nel cranio e il condannato muore sul colpo, usano grandi quantità di petrolio iraniano e sono la seconda potenza economica mondiale. Infine esiste la cara vecchia lapidazione, in uso a chi di petrolio ne vende a quasi tutti i precedenti stati presi in analisi, ma che per usanza non spreca energie non rinnovabili, e si affida a più ecologici sistemi. Dove sta la differenza, se non in un approccio culturale diverso. Sempre di condanne a morte si parla. Sono certo e lo dico. La faccenda Sakineh, non mi provoca più sdegno rispetto ad altri tipi di condanne a morte, non mi spiego clamori a senso unico.

domenica 5 settembre 2010

Pelo nello stomaco




Tra gli sport che seguo con maggiore interesse, ci sta di certo il motociclismo. Sono stato io stesso un pessimo centauro, uno scavezzacollo che già, se ora sto quì a scrivere, non credendo ai miracoli, è un gran culo. Non voglio parlare dell'incidente accaduto oggi nel gran premio di San Marino, ma dell'aspetto antropologico delle persone, specie dei colleghi del povero motociclista travolto e ucciso. La questione è questa: durante la gara propedeutica alla categoria regina, ossia dove corrono le "prime donne" tra cui i vari Rossi, Stoner, Pedrosa ecc. ecc. un pilota cade -come tante volte capita- ma con l'aggravante del fatto che, viene investito da altre due moto che lo seguono a breve distanza. La cosa è grave e si capisce subito. L'ambulanza parte, e nel frattempo partono pure i big, i campioni di sportività. Tutto nella norma, lo show come si dice deve continuare. Se non fosse per un piccolo dettaglio. Alla fine della fiera, infatti i motociclisti big s'affrettano a indossare i panni addolorati di chi è venuto a conoscenza di una tragedia solo alla fine della gara, tutti tranne uno, un certo Lorenzo, -secondo sul podio- e che dichiara: si ho saputo della morte del povero Tomizawa. prima della partenza. Qualche giornalista si è poi affrettato a spiegare che non si può per legge, annunciare televisivamente la morte di chicchessia prima di informarne i familiari. A mio parere il pilota è morto sul colpo, o da lì, poco c'è mancato. I tempi tecnici per informare i familiari di Tomizawa non c'erano, o se c'erano avrebbero di certo ritardato la partenza dello show. Mi chiedo: ma il pilota Lorenzo è sprovveduto o sincero? e gli altri piloti a quale categoria appartengono, a quella degli ingenui o viceversa degli ipocriti.