«L’Augusto Pontefice si è degnato di accogliere l’esposto e mi ha ordinato di far pervenire a Vostra Eccellenza l’importo di lire 3.000, che le trasmetto con l’unito assegno sul Banco di Roma. Sua Santità, in omaggio all’intenzione degli offerenti, mi ha pure incaricato di FarLe noto che questo denaro è preferibilmente destinato a chi soffre per ragioni di razza». Questo è un passo di una lettera scritta da don Alberto Gibboni che, inviato presso la santa sede da monsignor Giuseppe Maria Palatucci vescovo di Campagna, località in cui ebbe sede un campo di internamento per Ebrei e dissidenti politici. Tale corrispondenza è stata riportata dall' Avvenire, per tentare ancora una volta di riabilitare la memoria di Pio XII. Entriamo quindi nel dettaglio: il pio inviò 3000 lire equivalenti agli attuali 900 euro*, ad un campo che più che un campo di internamento, rispetto agli standard nazisti, era un villaggio vacanze. Lo stesso segretario del partito fascista chiese provvedimenti conseguenti da parte delle forze di polizia del regime, gli internati infatti potevano ricevere visite e godere dell'assistenza, in cibo, vestiti e denaro, inoltre tutti i detenuti potevano circolare per le vie e le case dell'abitato. Negli stessi mesi, del 40' in quel di Auschwitz Birkenau furono gasate, saponificate,incenerite circa settantamila persone, e non arrivò dal pio manco una preghiera.
Naturalmente, la mia solidarietà per chiunque fugga da qualsiasi genere di dispotismo è totale. Detto questo, non si capisce come mai, i fuggiaschi dalla Tunisia, con destinazione Lampedusa non si prenotino un comodo volo aereo ad un prezzo molto inferiore, rispetto ai trasbordi fatti con imbarcazioni di fortuna: forse che per farlo servono i documenti di imbarco? In alto, (se ci cliccate sopra) vi lascio il possibile piano di volo.
Pare che durante la votazione alla legge sul processo breve, dai banchi del Pdl sia partito un lancio di oggetti, vola pure un voluminoso fascicolo e ci si chiede a questo punto cosa contenesse il voluminoso fascicolo. Vista "l'inspiegabile" contrarietà di buona parte della sinistra alla legge sul processo breve potrebbe essere plausibile che Ghedini stia approntando la soluzione opposta: il processo lungo. Con questa legge, la prossima udienza al processo Mills potrebbe essere fissata per il 3 novembre del 2038, ma per quella data Berlusconi ha fatto sapere di non poter essere in aula perché ha già fissato un pellegrinaggio ad Amasea nel Ponto nel giorno del suo onomastico, appunto San Silvio, martire ad Amasea nel Ponto.
E' passata sottobanco la storiella del cambio di colore della divisa della Guardia di Finanza. Tuttavia in tempo di crisi finanziaria, non è male sottolinearne le motivazioni. Ebbene capita che in uno di quei pallosissimi incontri istituzionali, un alto graduato della GdF si ritrova al fianco di un "volgarissimo" graduato del Corpo Forestale dello Stato che, inconsapevole indossa una divisa del suo stesso colore. Ecchecazzo, dice il generalissimo della GdF ricorrendo ai tribunali: La Guardia di Finanza, non può indossare una divisa identica a quella del Corpo Forestale. Il risultato di tutto questo è che, vista la data di introduzione della divisa dei forestali, che anticipa di molto quella dei finanzieri, la Guardia di Finanza deve cambiare divisa. In sostanza si sono spesi quasi 19 milioni di euro, a fronte di circa due che sarebbero bastati per fare l'operazione contraria. "e mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore"
Ci sta sicuramente in questo nostro Paese, una gran percentuale di esclusi dal mondo del lavoro, capaci e preparati e disposti pure all'espatrio. Allo stesso modo, e mi ricollego a quanto detto dall'inutile Bersani a Ballarò, in onda mentre scrivo; ci stanno altrettanti scansafatiche senza alcuna voglia di lavorare, studiare o impegnarsi in alcuna mansione, a cui il segretario del Pd porta la sua solidarietà. Come dire che, tra sfaccendati ci si capisce, Bersani con 137.013 euro all'anno, è il maggiore fruitore della cassa integrazione italiana.
Elisabetta Canalis e George Clooney, Maria Stella Gelmini e Carlo Rossella, le showgirl Aida Yespica e Belen Rodriguez, Franco Frattini e la conduttrice televisiva Barbara D'Urso, Cristiano Ronaldo e Maria Rosaria Rossi. A prima vista, questo potrebbe sembrare l'elenco di invitati ad un party a bordo piscina, in quel rutilante mondo di vip che tanta fama deve al gossip delle riviste estive e che, talvolta, in presenza di fatti da chiarire, si trasferisce sugli atti di un tribunale. Sia chiaro, sono solo chiamati come testimoni dalla difesa di Silvio e non dovrebbero stupirsi per la citazione della cancelleria di Milano. Fatti salvi alcuni nomi, a tutti gli altri sarà balenata l'idea che, a fronte di tanti bei quattrini elargiti dal loro mecenate, è giunta l'ora di ricompensarlo con l'opera più grandiosa: Il Giudizio Universale della menzogna.
Di rientro a casa dall'ufficio ascoltavo alla radio l'ultimo singolo di Vasco Rossi "Eh già" una roba inascoltabile, testo e musiche di una banalità fuori dal comune, già che fa rima nell'ordine con quà, va, fà. In sostanza una lagna, di un cantautore di successo capace un tempo di incantare più o meno i suoi coetanei che seguendolo nel suo percorso musicale ancora oggi sono dei suoi fans. Difficile immaginare che un testo come questo:
"Eh già eh già sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua ci vuole abilità eh, già il freddo quando arriva poi va via il tempo di inventarsi un’altra diavoleria eh, già sembrava la fine del mondo ma sono qua e non c’è niente che non va non c’è niente da cambiare col cuore che batte più forte la vita che va e non va al diavolo non si vende si regala ecc. ecc.
Possa davvero trovare consensi in un pubblico di giovani, epperò non è dello stesso avviso don Giuseppe Mattiello che scrivendo una lettera aperta all'Avvenire si lamenta del messaggio che il Vasco affida ai giovani e dice: "questi messaggi, che arrivano ai giovani con una potenza invasiva ben superiore alle nostre omelie e a tutte le nostre proposte ordinarie, non sono innocui" E dice bene: un giovane all'ascolto di simili brani di certo più che la normale forza ribelle, tipica dell'età, potrebbe sfociare in una depressione incurabile. Suggerirei un "Gli spari sopra" i preti, in senso figurato.
"I Vescovi, prima di prendere possesso delle loro Diocesi, presteranno nelle mani del Luogotenente del Reich (Reichsstatthalter) nel competente Stato oppure del Presidente del Reich un giuramento di fedeltà secondo la formula seguente: «Davanti a Dio e sui Santi Vangeli, giuro e prometto, come si conviene ad un Vescovo, fedeltà al Reich Germanico e allo Stato..... Giuro e prometto di rispettare e di far rispettare dal mio clero il Governo stabilito secondo le leggi costituzionali dello Stato. Preoccupandomi, com'è mio dovere, del bene e dell'interesse dello Stato Germanico, cercherò, nell'esercizio del sacro ministero affidatomi, di impedire ogni danno che possa minacciarlo"
Questo è l'articolo sedici del concordato firmato dal cardinale Pacelli -futuro pio- in veste di segretario di stato vaticano e il vicecancelliere appena nominato da Hitler -manco a farlo apposta- Von Papen nel luglio 1933. Letto questo, ogni altra arrampicata sugli specchi, da parte di qualsiasi chierico di qualsiasi ordine e grado, appare inutile e tardiva. I continui piagnistei alle Fosse Ardeatine da parte dei santissimi papi che si sono susseguiti a Pacelli, il quale non solo adorava e sosteneva il popolo germanico, in gran parte favorevole alle leggi razziali e allo sterminio, ma che anche a guerra finita nel 1956, rilanciò la sua stima nei confronti di Von Papen nominandolo Cubicolario o scopatore segreto, ci danno l'esatta dimensione del gran pezzo di cacca che era Pacelli.
L'ignoranza a volte si combatte pure con le guerre. Non parlo di rivoluzioni ma di semplice toponomastica. Per uno come me, da sempre residente in Via Misurata 15 che finalmente non deve spiegare dove sia Misurata è già una conquista di libertà. Figuriamoci i residenti veri che avranno da recriminare.