venerdì 24 dicembre 2010

Il dono del pensiero anno secondo




Tutto spesso si riassume in un pensiero, e badate bene il dono più strepitoso è essere coscienti d'averne uno. Avere un pensiero libero e autonomo, essere capaci di domarlo e donarlo a tutti, sempre consapevoli in ogni modo, che questo comporta diversi rischi. Nell' insicurezza sarebbe buona norma tenere per se, le proprie convinzioni, donare un pacco di cioccolatini, baci e abbracci. Il pensiero è un dono, non un'arma. A tutti auguro buone feste, prive di ipocrisie e colme dell'esatto contrario, a chi crede nel Natale o per chi invece ne è distante, mi basta che leggendo questo mio, battiate un piede a terra e siate felici.

ps, per chi ancora mi legge e commenta da almeno un anno, potrà copiare e incollare il suo vecchio commento: del resto il natale è sempre uguale.

giovedì 23 dicembre 2010

La bomba in tasca




L'imperfezione più evidente del terrorismo – a parte l'uso della violenza – è sbagliare infallibilmente i propri bersagli. Lo conferma quanto accaduto qualche giorno fa sulla metro di Roma secondo la quale giovani anarco-insurrezionalisti intendevano sabotare un convoglio lungo la tratta B. Ma, benedetti -immagino-ragazzi! I trasporti italiani sono già ampiamente auto-sabotati e da anni. Non evocano certo la potenza dello Stato, e tantomeno il loro talento logistico. Esprimono, piuttosto, l´affannoso sferragliare di vecchi convogli ammaccati lungo binari usurati e rumorosi, tra le imprecazioni dei pendolari. Vi pare il caso di infierire su uno degli aspetti più sacrificati della vita popolare italiana? E anche oggi che avete alzato il tiro sulle ambasciate, secondo voi la posta chi la apre: l'ambasciatore in persona o un impiegato come voi?

mercoledì 22 dicembre 2010

Gira e rigira



Ripropongo testi e immagini. Alla fine la mia vita è una porta girevole.

Sono le due di notte. Non è freddo questo settembre.
Le mani tra le ginocchia sorprendono il mio sonno.
Mi svegliano intorpidite tra le ossa magre.
Strofino le palpebre psichedeliche.
Luci, ombre e bagliori si mescolano a brutti sogni ancora in onda.
Ma sono le due, non ho ancora sognato.
Mi siedo al buio, lontano dalla luce,
quella che magari alla stessa ora ti ha portata via.
Sangue uguale al mio. Mi allungo sul tappeto,
fino a risultarne una trama smagliata.
Con rasoi conficcati come rimorsi e quest'ultimo insuccesso: manco l'ultimo saluto. Allora starò sveglio ogni notte alla stessa ora,
a pensare stratagemmi e autodifese: gli strani attrezzi di chi,
in qualche modo ancora vive.

Non dovrei dirlo ma...





Che lo faccia in buona o cattiva fede, ovunque metta mani scatta il conflitto di interessi.

martedì 21 dicembre 2010

Cromosoma 41 e prevenzione




La privacy dell'embrione è davvero una rivoluzionaria intuizione di Carlo Bellieni oggi sull'osservatore romano. Che dice il Bellieni? sostanzialmente dice che la diagnosi prenatale genetica, non è eticamente neutra. lo dice a seguito delle nuove linee guida italiane per l'esecuzione degli esami genetici in gravidanza, -queste infatti non saranno gratuite, quindi secondo lui meno incentivate- ma lo saranno solo dopo che la donna presenti positività al rischio per il bambino di riscontrare una sindrome Down. In sostanza il Bellieni auspica cure piuttosto che prevenzione. A naso, a me pare l'esatto contrario, da quando dalla metà dell'ottocento, la medicina insegna.

lunedì 20 dicembre 2010

Funzionalmente confusi




Di rientro dall'ufficio, ascoltavo i sempre interessanti Cirri e Solibello su radio due. Tema della puntata il dialogo tra forze dell'ordine, - invitate a partecipare via telefono alla trasmissione- e movimenti studenteschi -non invitati a prendere la parola-. Le sperticate difese fatte sul filo telefonico da parte di agenti e funzionari di polizia sono perlopiù ovvietà del tipo: "noi facciamo il nostro lavoro" o meglio: "non godiamo a prendere a manganellate i ragazzi". Il commento che merita però la menzione d'onore spetta a un funzionario che dice: "pure noi siamo genitori e anche i nostri figli manifestano". Vediamo quindi quale possa essere il figlio ideale d'un agente di polizia: Sarà uno studente del Cepu con la passione per l'eskimo, scriverà una importante tesi di laurea sulla distruzione contemporanea di Israele e dei palestinesi come soluzione ideale del conflitto mediorientale. Avrà cura di non uscire di casa se non avrà, a scelta, la barba lunga come Marx la testa rasata come uno skinhead, indosserà una polo lacoste, una kefiah, sarà anarchico o fascista comunista o monarchico. Oppure, tutte queste cose assieme.

domenica 19 dicembre 2010

sabato 18 dicembre 2010

Doppia chiave




Che volete che vi dica, e tu caro amico mio, cosa mi chiedi, cosa t'aspetti? sai che non posso che essere così come mi leggi. Non posso e non riesco più a parlare di facezie personali o alternative se non in occasioni eccellenti e queste sono talmente rare, da privilegiare la mia nota e insoluta lotta, contro gli insulti alla dignità. Starò diventando noioso, questo è vero ma in definitiva preferisco annoiare con temi che riguardano tutti, piuttosto che con le mie personali paturnie. Appena finiranno si parla d'altro: Finite ora!

Che bontà




Il Pontefice, omaggerà con panettoni fatti in carcere i suoi collaboratori più stretti, nonché i benefattori e i prelati di Curia: In vaticano il carcere lo si assapora con i canditi.