mercoledì 6 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
Se non ci resta che you tube

A scorrere le notizie di oggi, non si trova una dichiarazione che una, degna di nota o sberleffo. Stavo per rassegnarmi alla pubblicazione d'un altro pistolotto su santa madre chiesa -quella ogni giorno ha da redarguire qualcosa o qualcuno- quando m'imbatto più che in una notizia, in uno stile di vita: Roma due ragazzi minorenni si sfidano a pugni metallici per risolvere una ''questione'' legata a vecchi rancori ed alimentata da pregressi sfotto' on line, si danno appuntamento quindi su facebook con tanto di tifoseria reclutata con lo stesso "socialnetwork" in questo caso non troppo social. La realtà è che dal e del mondo dei ragazzi la rete si autoalimenta, e youtube ne è un vorace rappresentante e le immagini di questa rissa sono finite di certo lì. . Esiste infatti una specie di palinsesto diffuso, formato da milioni di immagini auto-prodotte. Catturate col telefonino e buttate in rete. Film senza critica e senza pubblico, se non l’occasionale tam tam tra bulli distanti e dispersi su internet. Le immagini crude, la spettacolarizzazione da Colosseo della violenza, non sono nate con internet o i cellulari a scalfire la dignità dell’uomo. La consegna della realtà alla sua immagine riprodotta, filmare la violenza per non doverla mai davvero nominare, è pura vigliaccheria. Abbassare il telefonino e guardare in faccia la vita è tra le uniche possibilità che mi sento di consigliare a questi ragazzi.
lunedì 4 ottobre 2010
Nobel della madonna
Passano le ore, ma in Vaticano l'indignazione per il Nobel a Robert Edwards è ancora molto viva. Padre Gonzalo Miranda, docente di bioetica all'università Pontificia 'Regina Apostolorum' a Roma non si da pace. Il padre afferma che Edwards andrebbe premiato per la tecnologia: "la medicina infatti cura o previene le malattie, mentre la fecondazione assistita non guarisce dall'infertilità". L'analisi sia chiaro non è del tutto errata, anche se migliaia di coppie in questo modo hanno avuto la gioia di un figlio, ma detta da chi crede nella verginità della Madonna, suona strana, e in ogni caso il nuovo Nobel, sarebbe la persona in terra più simile allo spirito santo
domenica 3 ottobre 2010
Porco di quel porco

Giuro di non aver mai bestemmiato in vita mia. Semplicemente la mia dialettica non prevede bestemmie di sorta, lo stesso giurare poi prevede quasi per natura, un indirizzo soprannaturale a cui non credo, quindi per questo ogni mia incazzatura, -per giunta rara- vede al massimo come oggetto di sfogo parti del tutto naturali o facenti parte, del tipo: E che ca..! porca putt... e via di seguito. Questo mio atteggiamento quasi mi porrebbe in odore di santità, roba che non dovrebbe essere in vendita, eppure Malvino, spiega a meraviglia come invece, la santità abbia un suo prezzo. Perdoniamolo.
sabato 2 ottobre 2010
venerdì 1 ottobre 2010
E che pene!
Washington, D.C., 17 settembre. La conferenza episcopale Statunitense invia una lettera in cui sia i vescovi, che gli avvocati Picarillo/Moses -che c'entrano gli avvocati??- esprimono particolare preoccupazione, per il provvedimento del Dipartimento per la Salute e i servizi Umani degli Stati Uniti per l'inclusione tra i servizi, anche di quello di contraccezione e sterilizzazione, come misura di prevenzione di malattie. “Evitare la gravidanza non è evitare una malattia”, tuona la conferenza Yankees. Su questa affermazione trovo difficoltà a contrapporre qualcosa di sensato, in effetti la gravidanza è uno stato. Ho quindi iniziato a verificare il provvedimento Statunitense per sincerarmi. Devo dire che, ho impiegato pochissimo tempo a capire dove sbagliano ancora una volta i vescovi: "Dipartimento per la salute" e badate bene come prosegue: "e i servizi Umani" capito? è tutto chiaro, abortire o farsi sterilizzare trattasi di un servizio Umano, quindi di libera e individuale scelta, che l'amministrazione Americana, ha voluto inserire tra i sevizi convenzionati. Che "pene" mi fanno passare i vescovi.
giovedì 30 settembre 2010
Torna O sole mio

Se qualche sfaccendato -come me- si chiedesse perché mai la devozione dei fedeli italiani è rivolta ai santi, piuttosto che a Gesù Cristo. Colui che secondo il dogma è "della stessa sostanza del Padre", cioè dio egli stesso, troverà un' illuminazione e non solo religiosa dove il povero Cristo nella classifica dei più pregati viene addirittura stracciato da Padre Pio (32 punti contro 2), San Gennaro, Sant’Antonio, San Giuseppe e tantissimi altri. La realtà è che gli italiani sono tremendamente provinciali, lo sono fino al midollo e in ogni campo. Talmente provinciali da vietare "O sole mio" ai gondolieri veneziani.
mercoledì 29 settembre 2010
Mmm che caos

Grazie a formidabili informatori assoldati da me medesimo, sono riuscito ad avere in esclusiva alcuni stralci di confabulate tra parlamentari di ogni bandiera, prima del fatidico voto di fiducia al governicchio Berlusconi. Ecco per esempio Pierferdinando Casini parlare con uno dei fuoriusciti: "Sei tu che devi aderire al mio", "Sì, ma solo dopo che tu hai aderito al mio", "Aderisci prima tu", "No, aderisci prima tu", "Io aderisco solo dopo che ha aderito lui", "Perché non dici di aderire a tua sorella? Le animate discussioni politiche coinvolgono pure Veltroni che ha deciso di uscire dalla componente democratica del gruppo riformista e di fondare una componente riformista del gruppo democratico. Consci della grave responsabilità che pesa sulle loro spalle i parlamentari di sinistra si sono aspramente divisi anche su molti aspetti della vita in transatlantico. Netta spaccatura, ad esempio, sulla proposta di introdurre alimenti Ogm alla Bouvette, che permetterebbero una riduzione di costi sul vettovagliamento. La sinistra radicale invece giudica più che sufficiente il tradizionale carico stabilito a metà dell'Ottocento dal primo governo D'Azeglio: 30 agnelli al mese, 20 galletti ruspanti, un quintale di farina e sei trecce d'aglio.
martedì 28 settembre 2010
Santissimo culo IX

L'Osservatore Romano di oggi da ampio risalto alla scoperta, nell'archivio della congregazione per la dottrina della fede, di una lettera scritta da fra Giacomo da Poirino, confessore di Cavour sul letto di morte. Che combinò il povero frate è presto detto; assolse il Conte Cavour nonostante la terribile bolla papale che lo scomunico, nel 1860 per l'invasione dello stato pontificio. Il Cavour, per chiarezza, poteva essere assolto solo dopo precisa ritrattazione e pentimento, cosa che non fece. Questo costò al povero Fra Poirino una sospensione "a divinis" da parte di Pio IX anche se in realtà il Pio secondo il diritto canonico avrebbe dovuto applicare una "latae sententiae" pena che si applica in caso di violazione del segreto confessionale (Codice di diritto canonico, 1388 §1) perchè in effeti questo fece il povero frate, spifferando le volontà del Conte Cavour. Che gran Pio era il nono. Era talmente Pio che del diritto canonico riguardo il segreto confessionale ci si puliva il santissimo culo.
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