Anche riuscendo a ritagliarmi una quantità sufficiente di tempo per aggiornare questo blog, devo dire che le notizie a disposizione -degne di nota- sono piuttosto blande: si passa dagli slip della "Pipa" alle elezioni di "Pippo" e cioè, di quel pasticcione del B. che solo qualche mese fa dichiarava che se non avesse vinto a Milano ci rimetteva la faccia e che invece oggi dichiara che se pure si dovesse perdere, il governo andrà avanti. Notizie blande dicevo, nulla che indigni più nessuno, uno slip del resto, sappiamo quale sostantivo femminile o maschile contenga. Diverso è invece il discorso sul "funerale dell'anno" quello della piccola Yara: I telegiornali di oggi hanno accolto con smisurata eccitazione la sepoltura di una ragazzina ammazzata e trovata seminuda in un pozzo, cosa che non sarebbe successa, se fosse stata trovata morta in pigiama, in un letto d'ospedale, per malasanità. La parola magica per lo share televisivo è quindi "seminuda" o in slip. Voglio sperare che, non tutti gli italiani ne siano attratti.
Premettendo che Ricci e il suo staff non mi sono mai garbati - lo stile inquisitorio a senso alternato con cui conducono un programma- devo tuttavia ammettere che qualche colpo a segno lo mettono. Qualche anno fa Ricci si accanì contro Vanna Marchi & Co, facendola, a torto o ragione, indagare e incarcerare per reati alla fine riconducibili all'abuso di credulità popolare: in pratica è in carcere per aver fatto fessi dei fessi che già lo erano. Questa volta però il caso è diverso, infatti è stato rinviato a giudizio un belloccio, tale Edoardo Costa che, mettendoci la faccia chiedeva soldi per una associazione no-profit da lui stesso fondata, presieduta e guidata, e che, come da statuto, avrebbe dovuto sostenere progetti in aiuto dei bambini più bisognosi, cosa che non è capitata e anzi al Costa si contestano circa 500mila euro mai erogati. Non saprei per quale ragione Ricci si sia messo contro Costa, ma ha fatto bene, speculare su dei fessi come sul caso Marchi è un conto, farlo alle spese di bambini già provati dalla fame è altra cosa.
Grasse risate a Mediaset dopo la sanzione della Agcom sul fortino informativo del Tg di Rete quattro. Gli avvocati di Silvio Berlusconi, in formazione tipo (sei accosciati e cinque in piedi) hanno fatto sapere che non vale neanche la pena di fare ricorso perché la sentenza è già resa nulla dal Lodo Chissenefotte, di imminente approvazione alle Camere dopo la prossima vittoria elettorale del centrodestra. Emilio Fede ne ha dato la notizia nel corso di una lunga diretta, storpiando in segno di sfregio il nome di tutti i componenti della commissione.
Ma è lo stesso Gianfranco Ravasi, quello che sull' Osservatore romano odierno a proposito dell'incontro tra Bloggers e chiesa tenutosi in vaticano, scrive che, la chiesa dovrebbe imparare a essere interattiva e non ancorata alla sola comunicazione di stampo piramidale, aprendosi al dialogo e alle opinioni della blogsfera e poi sull' Avvenire rimette in piedi pietra per pietra tutta la piramide e ci ricorda che, se Dio avesse chiesto il parere ai teologi oggi invece che dieci avremmo mille comandamenti. In culo all'apertura la legge di Dio è quella e non si discute.
Ho il sentore d'essere arrivato sul punto che qualsiasi accadimento, anche il più ignobile o degno di dibattito, mi provochi una repulsione per cui decido che non vale la pena di dedicarci manco un minuto del mio tempo. Non credo si tratti di un blocco dello "scribacchino" quanto piuttosto un essermi rotto gli zebedei di una politica italiana sempre uguale agli italiani, quindi opportunista, ladra e bigotta, una chiesa cattolica e apostolica che su questo ci marcia e contemporaneamente una totale assenza di spiragli. Non sarà il Pd al governo di Milano e Napoli a darmi sollievo, nuovo sprint e fiducia, non saranno i grillini o i travagliati o più in generale le rivoluzioni di piazza. Il cambiamento dovrà essere molto più silenzioso: il rispetto delle regole di convivenza, delle leggi e di tutto il corollario che questo comporta non fanno clamore. Tutto il resto è un film già visto.
"Il Comune di Napoli riscuote poco e male i tributi. Colpa dei tanti evasori, sempre difficili da scovare. Ma il dato che viene fuori dalla relazione dei revisori dei conti allegata al bilancio consuntivo del 2009, fa gridare vendetta. Specie su un punto: la Tarsu. Palazzo San Giacomo, infatti, è riuscito a riscuotere lo scorso anno appena il 12,55 per cento della tassa sui rifiuti, con un rimanente 87,45 di non riscosso". Siamo tutte persone perbene e mai una volta ci scapperà una buccia di banana per strada, ma miei cari amici napoletani, "Accà nisciunu è fess" le tasse servono (oltre che a qualche ruberia) per pagare i servizi, e a prescindere dai governi in carica, si devono pagare.
Nella storia delle elezioni, e più in generale nella storia dell'umanità, la figura dell'indeciso è sempre stata determinante. Quando le sorti di intere popolazioni sono in bilico, è l'indeciso a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Nei ballottaggi di Milano e Cagliari sarà quindi caccia aperta a questa lobby di dubbiosi. Anche se a onore del vero, non mi spiego come possa un indeciso decidere in un quarto d'ora ciò che non è riuscito a decidere in tutta una vita.