mercoledì 11 luglio 2012

Mi capita un motivo davvero valido per cui scrivere: Il mio caro Peppe, amico d'infanzia, di gioventù e credo pure di vecchiaia, con la sua splendida moglie, mi hanno comunicato la nascita del loro figliolo. Ben fatto.

domenica 8 luglio 2012

Gians non molla


Non cederò questo spazio ai paguri del web, prima o poi torno.

mercoledì 13 giugno 2012

giovedì 24 maggio 2012

Ai va voi


Ritorno sui miei passi "bloggaroli" leggendo "Mai così in basso dall’83". "Mai così poveri dal 75". E faccio uno sforzo di memoria per ricordare come ero, nell’83 e nel 75 -avevo sei anni- se con le toppe al sedere o con il pullover nuovo di zecca, ricordo più il pullover che le toppe. Detto questo, io da quarantaduenne ho accusato mio padre quasi novantenne che, mi ha lasciato una casa in cui vivere d'avermi caricato delle tasse che pago oggi. Mi sono immediatamente pentito: ho pensato a cosa potrà dirmi mio figlio tra vent'anni.


lunedì 30 aprile 2012

lunedì 16 aprile 2012

Pelati e incanutiti


Che sia vero il vecchio adagio "si stava meglio quando si stava peggio?"
Forse si.

mercoledì 4 aprile 2012

Quello che deve essere detto

Quello che deve essere detto

PERCHÉ taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo
quanto è palese e si è praticato
in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,
noi siamo tutt’al più le note a margine.
E’ l’affermato diritto al decisivo attacco preventivo
che potrebbe cancellare il popolo iraniano
soggiogato da un fanfarone e spinto al giubilo
organizzato,
perché nella sfera di sua competenza si presume
la costruzione di un’atomica.
E allora perché mi proibisco
di chiamare per nome l’altro paese,
in cui da anni — anche se coperto da segreto —
si dispone di un crescente potenziale nucleare,
però fuori controllo, perché inaccessibile
a qualsiasi ispezione?
Il silenzio di tutti su questo stato di cose,
a cui si è assoggettato il mio silenzio,
lo sento come opprimente menzogna
e inibizione che prospetta punizioni
appena non se ne tenga conto;
il verdetto «antisemitismo» è d’uso corrente.
Ora però, poiché dal mio paese,
di volta in volta toccato da crimini esclusivi
che non hanno paragone e costretto a giustificarsi,
di nuovo e per puri scopi commerciali, anche se
con lingua svelta la si dichiara «riparazione»,
dovrebbe essere consegnato a Israele
un altro sommergibile, la cui specialità
consiste nel poter dirigere annientanti testate là dove
l’esistenza di un’unica bomba atomica non è provata
ma vuol essere di forza probatoria come spauracchio,
dico quello che deve essere detto.
Perché ho taciuto finora?
Perché pensavo che la mia origine,
gravata da una macchia incancellabile,
impedisse di aspettarsi questo dato di fatto
come verità dichiarata dallo Stato d’Israele
al quale sono e voglio restare legato.
Perché dico solo adesso,
da vecchio e con l’ultimo inchiostro:
La potenza nucleare di Israele minaccia
la così fragile pace mondiale?
Perché deve essere detto
quello che già domani potrebbe essere troppo tardi;
anche perché noi — come tedeschi con sufficienti
colpe a carico —
potremmo diventare fornitori di un crimine
prevedibile, e nessuna delle solite scuse
cancellerebbe la nostra complicità.
E lo ammetto: non taccio più
perché dell’ipocrisia dell’Occidente
ne ho fin sopra i capelli; perché è auspicabile
che molti vogliano affrancarsi dal silenzio,
esortino alla rinuncia il promotore
del pericolo riconoscibile e
altrettanto insistano perché
un controllo libero e permanente
del potenziale atomico israeliano
e delle installazioni nucleari iraniane
sia consentito dai governi di entrambi i paesi
tramite un’istanza internazionale.
Solo così per tutti, israeliani e palestinesi,
e più ancora, per tutti gli uomini che vivono
ostilmente fianco a fianco in quella
regione occupata dalla follia ci sarà una via d’uscita,
e in fin dei conti anche per noi.


Guenter Grass

mercoledì 28 marzo 2012

Date via il culo, conviene.




I poveri esistono, e sono anche molto incazzati. È la sconcertante scoperta della Cgil, che ha esaminato a lungo alcuni documenti filmati provenienti da alcune periferie (italiane), arrivando alla sensazionale conclusione che a pochi km dal centro dei capoluoghi, in grandi parallelepipedi di calcestruzzo fin qui creduti installazioni artistiche di Calatrava, vivono effettivamente molte migliaia di persone in miseria economica e morale.

mercoledì 14 marzo 2012

Volare in tondo




Come è possibile che una tragedia come quella capitata in Svizzera ieri sera non sia capitata in uno dei tanti disgraziati tunnel italiani? è questa la domanda che riecheggia nei corridoi della vita in diretta. Cacchio, Mara Venier ci avrebbe "fatto la scarpetta" per almeno una settimana.